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NeutralAccess11 – messaggio di apertura di Roberto Sambuco

venerdì, 10 giugno 2011

Riporto il testo del messaggio che ho ricevuto questa mattina dal Dott. Roberto Sambuco, capo del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’apertura del convegno.

Sono felice di aprire ogni anno questo convegno. Ormai è un rito: ogni anno a distanza. Anche se non riesco a intervenire personalmente le tecnologie di comunicazione ci permettono di essere sempre in contatto e di mantenere vivo il dibattito. La neutralità della rete è, anno dopo anno, un tema sempre più importante, uscendo dalle sedi istituzionali e dalle aule universitarie per entrare nella bocca di tutti.

Occasioni come questa sono fondamentali per condividere le posizioni degli stakeholders e fare cultura sul tema. Come ogni anno ci tengo a raccontarvi brevemente le posizioni sin qui maturate del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico in tema di neutralità della rete.

Come saprete, la Commissione europea, nello scorso mese di aprile, ha pubblicato una Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, intitolata: “Apertura e neutralità della rete internet in Europa”.

Una Comunicazione che ribadisce l’impegno della Commissione sul tema in questione sottolineando la necessità di una riflessione sull’applicazione pratica delle norme già previste dal nuovo quadro regolamentare per le comunicazioni elettroniche: in particolare su trasparenza e qualità minima dei servizi offerti e sulle procedure di risoluzione dei contratti, prima di prendere provvedimenti specifici e adottare nuovi orientamenti comunitari.

Una riflessione che l’Italia condivide e a cui è necessario fare alcune premesse:

Sappiamo bene che in Italia e in tutto il mondo si verificano dei casi concreti di non neutralità della rete per ottimizzare lo sfruttamento della banda, il cosiddetto “network management”, ad esempio: il blocco del traffico per il servizio voice over IP su rete mobile, o l’ impiego di filtri a discapito dello scambio di dati peer to peer.

E sappiamo anche che il rischio di saturazione della rete legittima le scelte da parte degli operatori, che vorrebbero gestire anche contrattualmente la capacità di banda richiesta dai soggetti che sulla rete erogano i propri servizi commerciali, di significativo valore economico. D’altro canto è contro la natura della rete internet condizionare il business dei content e service providers.

Il collo di bottiglia, come vi ho sempre ribadito, è la capacità della banda. La soluzione deve essere ricercata nelle reti di nuova generazione, ovvero in reti a banda ultralarga. Senza la capacità adeguata a garantire una rete di qualità in grado di sostenere qualità nella navigazione sarà difficile trovare una mediazione tra i sostenitori e gli oppositori del principio di neutralità.

Se è vero che le limitazioni imposte alla rete dipendono esclusivamente dalla necessità di evitarne il collasso, per eccessiva domanda di traffico, queste perdono di significato allorché si possa migrare a reti di capacità molto più consistente.

Rispondendo alla recente consultazione pubblica, l’Italia ha fatto appello a due principi cardine:

  1. l’oggettività nella valutazione del rischio di saturazione della rete in base a criteri di effettiva necessità di limitazione/discriminazione del traffico
  2. la trasparenza nelle pratiche non neutrali da parte degli operatori

Quest’ultimo è un principio che ci sta sempre più stretto, ma è l’unico per ora percorribile ed è in linea con il nuovo pacchetto regolamentare TLC che l’Italia si appresta a recepire.

L’obbligo di trasparenza è una soluzione che favorisce la concorrenza. Gli utenti dovranno essere adeguatamente informati della possibilità di limitazione, sia preventivamente, in relazione a tale rischio nel momento della sottoscrizione del contratto con l’operatore, sia tempestivamente, quando la pratica sta per essere messa in atto. In tal modo essi potranno valutare le azioni dell’operatore come un elemento di qualità globale del servizio offerto e scegliere, ad esempio, quello che garantisca loro priorità per talune tipologie di traffico, a discapito di altre (per esempio traffico “conversazionale” piuttosto che “peer to peer”).

In particolare, dobbiamo valutare in sede europea criteri tecnici univoci, oggettivi e trasparenti, che consentano di valutare l’opportunità o meno di pratiche di gestione non neutrali.

L’acuirsi del dibattito sulla neutralità della rete dimostra l’importanza strategica di reti di nuova generazione, legittimando così anche gli investimenti richiesti, particolarmente onerosi, nonché il sostegno pubblico laddove tali infrastrutture sembrano non giustificarsi sulla base dei ritorni economici generati.

Gli Stati membri, in linea con la Strategia EU2020, hanno il dovere di incentivare il mercato a realizzare le infrastrutture capaci di ospitare reti neutrali, aperte e ad alta capacità, sviluppando cosi un mercato concorrenziale e aperto. Questo è lo spirito del progetto che il Governo italiano sta portando avanti, insieme a tutti gli operatori tlc e in coordinamento con gli enti locali: realizzare insieme un’infrastruttura per reti che non abbiano alcun bisogno di essere limitate.

Roberto Sambuco

NeutralAccess11 – Vinton Cerf apre il convegno di Urbino

venerdì, 10 giugno 2011

A sorpresa il convegno di Urbino sulla neutralità della rete è stato aperto dall’inventore dei protocolli che da trent’anni regolano il funzionamento di Internet.

Vinton Cerf, oggi vice-president e chief Internet evangelist in Google, negli anni 70 ha sviluppato i protocolli TCP/IP insieme a Robert Kahn e da allora è sempre stato protagonista del dibattito sulla neutralità della rete.

Il convegno di Urbino si è appena aperto e tra oggi e domani sarà teatro di autorevoli interventi e di un vivace dibattito sul tema della net neutrality, divenuto di stringente attualità.

Gestione avanzata di flussi multimediali (2)

lunedì, 27 dicembre 2010

Il 21 dicembre si e’ svolto a Urbino un incontro di aggiornamento sulla gestione avanzata di flussi multimediali organizzato dal Corso di Laurea in Informatica Applicata e da NeuNet. Anche questa volta si è trattato di un esperimento condotto in pubblico dagli sviluppatori di openBOXware, la piattaforma open source per la gestione di flussi multimediali.

lorenz e saverio lorenz e saverio

In poco più di un’ora Lorenz e Saverio sono riusciti a programmare e ad illustrare ai partecipanti tutti i plugin per openBOXware necessari a dimostrare la fattibilità di innovative modalità di distribuzione di contenuti multimediali.

openBOXware-Flows-slides

Per capire il senso del’incontro potete dare un’occhiata alle slides proiettate nel corso della presentazione. La prima parte illustra sinteticamente l’architettura di openBOXware, la seconda parte discute i problemi di banda che affliggono le reti di accesso e le conseguenti esigenze di gestione dei flussi multimediali, la terza parte mostra la struttura della demo ed enumera i plugin di cui è stata data dimostrazione pratica.

Chi avesse già assistito a precedenti incontri su openBOXware o a presentazioni sul multicast wireless e sulle reti di accesso neutrali può risparmiarsi le prime due parti e passare direttamente alla terza, a cui è dedicato il resto di questo post.

L’esperimento

Lo schema dell’esperimento è illustrato di seguito. I blocchi azzurri rappresentano 5 computer sui quali è installato openBOXware. Tutti i computer appartengono alla stessa rete locale. I riquadri gialli rappresentano i plugin per openBOXware che consentono alle 5 istanze di scambiarsi flussi multimediali di diversa natura, rappresentanti dalle frecce. Le frecce nere rappresentano collegamenti unicast, mentre quelli rossi collegamenti multicast. Le frecce più spesse rappresentano flussi a banda larga (superiore a 1Mbps).

openBOXware-Flows

Hop 1:
Sulla macchina A gira un’istanza di openBOXware che implementa un server HTTP [1] che rende disponibile un filmato in un container Mp4 (video H.264 e audio AAC). Sulla macchina B openBOXware riceve il filmato attraverso un  media source HTTP [2] che si comporta da client.

Hop 2:
Sulla macchina B il flusso ricevuto dal media source HTTP è ridiretto da openBOXware senza transcodifica su un media target TCP [3] che si comporta da client mandando lo stream alla macchina C in modalità push. La macchina C riceve lo stream attraverso un media source TCP [4] configurato come server.

Hop 3:
L’istanzie di openBOXware che gira sulla macchina C rilancia il video H.264 in un container RTP in modalità multicast su UDP attraverso l’apposito plugin RTP media target [5]. Il descrittore SDP è reso disponibile dal server HTTP [1] che gira sulla macchina A. Sulla macchina E gira un media source SDP [6] che recupera il descrittore dal server HTTP e si collega al gruppo multicast a cui invia il flusso il media target RTP.

La macchina E emula il comportamento di un utente non autorizzato a ricevere il video. Per questo il flusso generato dalla macchina C è corrotto in modo da non poter essere fruito senza ulteriori informazioni trasmesse in unicast direttamente dalla macchina A ai soli utenti registrati. Nel nostro esempio il flusso multicast non contiene la traccia audio.

La macchina D rappresenta un utente registrato presso il server [1] e autorizzato a ricevere il video.  Il plugin per openBOXware che gira sulla macchina D non è un semplice media source, ma un’applicazione [7] che include un media source SDP per la ricezione di video in multicast, una custom pipeline UDP per la ricezione in unicast del flusso audio generato dal server [1] in modalità push a seguito della prima richiesta del video, e un widget srt per la riproduzione dei sottotitoli scaricati in unicast http dallo stesso server [1].

Scenari

L’esperimento condotto in laboratorio è esemplificativo della possibilità di implementare meccanismi evoluti per la distribuzione di flussi multimediali lavorando ad un livello di astrazione che massimizza la produttività e la portabilità del codice, e utilizzando la stessa piattaforma software in tutti gli elementi della catena. Nel caso specifico, la macchina A rappresenta un generico server disponibile in rete, la macchina B rappresenta un proxy, la macchina C rappresenta un gateway unicast-multicast, la macchina D rappresenta un client autorizzato alla fruizione di un contenuto on demand, la macchina E rappresenta un client non autorizzato. L’esempio mostra come sia possibile:

  • sfruttare il multicast per ottimizzare l’occupazione di banda sul penultimo miglio consentendo a più utenti (autorizzati) di ricevere lo stesso flusso,
  • implementare tecniche di protezione che consentano di limitare la fruizione dei contenuti ai soli utenti registrati,
  • personalizzare/localizzare l’audio e/o i sottotitoli attraverso flussi unicast sincronizzati al flusso video multicast,
  • rendere trasparente all’utente il rilancio locale in multicast attraverso descrittori SDP.

openBOXware-Xmas

Gestione avanzata di flussi multimediali

martedì, 14 dicembre 2010

flows

Il corso di laurea di Informatica Applicata dell’Università di Urbino organizza un incontro di aggiornamento tecnico su openBOXware 1.0.

openBOXware
gestione avanzata di flussi multimediali
Urbino, Collegio Raffaello, Piazza della Repubblica 13
Martedi’ 21 dicembre 2010, ore 14:00 – 18:00
http://www.openboxware.net/

L’incontro sara’ interamente dedicato alla gestione avanzata di flussi multimediali. Verra’ data dimostrazione pratica delle potenzialita’ di openBOXware nella gestione di: streaming http, streming UDP, streaming multicast, flussi multipli, place shifting, controllo remoto, applicazioni multimediali distribuite.

La registrazione gratuita puo’ essere effattuata utilizzando l’apposito modulo online.

Segnalo il sito su questo blog sia perchè sono direttamente coinvolto insieme a Lorenz Klopfenstein e Saverio Delpriori, sia perchè le modalità di gestione di flussi multimediali di cui verrà data dimostrazione sono condizioni abilitanti per lo sviluppo di applicazioni innovative su reti di accesso neutrali.

openBOXware: il programma del corso

mercoledì, 8 settembre 2010

Ho appena aggiornato il programma del corso che si terrà a Urbino il 16 e il 17 settembre per consentire a 30 programmatori di mettere le mani sul codice di openboxware prima della presentazione ufficiale della piattaforma. Lo riporto di seguito per comodità, ricordando che le iscrizioni chiuderanno tra due giorni.

16/09/2010

In aula

09:30 Registrazione
10:00 Introduzione
Internet e la TV
Decoder, media center e box multimediali
Il progetto openBOXware
L’organizzazione del corso
10:30 La piattaforma
L’architettura software
La distribuzione
L’application store
11:00 L’ambiente di sviluppo
Mono/.NET
C# 101
Qt 101
Qyoto
15:00 Il codice di openBOXware
Organizzazione
Scrittura di un plugin
Handlers multimediali
17:00 In pratica
Installazione e configurazione dell’ambiente di sviluppo
“Hello World!” su openBOXware
18:30 Discussione

17/09/2010

In Laboratorio

09:00 Multimedia
Demo: Madia player
Hands-on experience: media source
Hands-on experience: media target
Demo: trasmissione e ricezione multicast
Hands-on experience: Webradio app
Demo: mixer audio
14:00 Altre applicazioni
Hands-on experience: feed reader app
Hands-on experience: feed deamon app
Hands-on experience: notifica di eventi
Hands-on experience: web kit
Demo: vintage videogame
17:00 Assegnazione progetti e consegna attestati

Per informazioni:
info@openboxware.it

http://blog.neutralaccess.net/openboxware/

http://www.openboxware.net/

Press kit:
http://blog.neutralaccess.net/openboxware/presskit.pdf

openBOXware – le mani sul codice

martedì, 17 agosto 2010

Il 16 e il 17 settembre 30 giovani programmatori avranno l’opportunità di essere i primi a mettere le mani sul codice di openBOXware, la nuova piattaforma aperta per lo sviluppo di decoder e box multimediali su rete IP. I due giorni di corso organizzato ad Urbino precederanno la presentazione della piattaforma al pubblico e alla stampa (prevista per l’8 ottobre) e la pubblicazione dei sorgenti del codice (prevista per il 10 ottobre).

OpenBOXware è un progetto open source promosso da un’associazione culturale (NeuNet), da un dipartimento universitario (il Dipartimento di Matematica Fisica e informatica dell’Università di Urbino, Sezione di Scienze e Tecnologie dell’Informazione) e da un Corso di Laurea (il CdL in Informatica Applicata dell’Università di Urbino).

Il corso è gratuito ed è rivolto a chiunque abbia compiuto 18 anni, abbia passione per l’informatica e interesse per le applicazioni multimediali: studenti universitari, studenti degli ultimi anni delle scuole superiori, sviluppatori professionisti, aziende del settore, appassionati in genere. La parte pratica richiede una precedente esperienza di programmazione ad oggetti. Agli studenti di Informatica Applicata dell’Università di Urbino (già iscritti o in procinto di iscriversi per il 2010/2011) verranno riconosciuti 2 CFU (crediti formativi universitari) per la frequenza del corso.

Le iscrizioni sono già aperte e verranno accettate, fino ad esaurimento dei posti disponibili, entro il 10 settembre 2010. Per le modalità di iscrizione consultare il sito web http://blog.neutralaccess.net/openboxware/registrazione.html

La presentazione di openBOXware ha molto a che vedere con le reti neutrali, per il ruolo trainante che la televisione via internet ha nello sviluppo delle reti di nuova generazione e per il legame tra openBOXware e l’esperimento di diffusione televisiva in multicast su rete IP condotto a Urbino lo scorso maggio.

Per informazioni:
info@openboxware.it

http://blog.neutralaccess.net/openboxware/

http://www.openboxware.net/

Wireless Multicast TV – video log esperimenti

venerdì, 14 maggio 2010

Ho pubblicato su Youtube i video log di tutti gli esperimenti condotti il 5 maggio a Urbino, presso la sala convegni del Palazzo Ducale, per dimostrare la possibilità di erogare contenuti video ad alta definizione in multicast su reti wireless.

Per ulteriori dettagli tecnici e curiosità resterà attivo l’indirizzo multicast.tv@uniurb.it.

Wireless Multicast TV – slides

venerdì, 14 maggio 2010

Ecco le copie pdf delle slides proiettate nel corso dell’incontro del 5 maggio a Urbino.

La TV nelle Reti di Nuova Generazione (NGN)
Francesco Matera,
FUB
Slides Matera

L’evoluzione della TV ad alta definizione,
Sebastiano Trigila,
FUB e HD Forum Italia
slides trigila

Wireless Multicast TV: esperimento pubblico,
Alessandro Bogliolo,
DMFI – Università di Urbino
slides bogliolo

Wireless Multicast TV ad alta definizione: il futuro della rete è più prossimo

giovedì, 6 maggio 2010

L’esperimento condotto con successo presso il Palazzo Ducale di Urbino ha dimostrato la fattibilità della trasmissione multicast di canali televisivi ad alta definizione su reti wireless

– Urbino, 6 maggio 2010 –

E’ stato un vero e proprio esperimento tecnico-scientifico condotto direttamente in pubblico quello a cui hanno potuto assistere le 120 persone che si sono incontrate al Palazzo Ducale di Urbino in occasione di “Wireless Multicast TV”, l’evento organizzato dall’Università di Urbino in collaborazione con Fondazione Ugo Bordoni, HD Forum Italia, Essentia SpA, RAI, Streamit.it e Neunet.

Il principale problema della TV in rete non è tanto legato alla grande quantità di banda necessaria per trasmettere ogni canale, quanto all’esigenza di ritrasmettere i dati ogni volta che un nuovo utente li vuole ricevere. Questo problema e’ tipico della funzionamento “unicast” di Internet, che si contrappone al “broadcast” su cui si basa invece la televisione tradizionale. In una rete unicast, l’occupazione di banda di un canale televisivo viene moltiplicata per il numero di utenti che lo guardano. In un contesto in cui le reti di accesso sono notoriamente sottodimensionate, questo impedisce alla TV via Internet di raggiungere la popolarità della televisione tradizionale.

L’esperimento condotto a Urbino ha dimostrato che il “multicast wireless” può offrire una soluzione a portata di mano per permettere la diffusione efficiente della TV nelle reti già esistenti. Il multicast consente infatti di consegnare a molti utenti un flusso video trasmesso una sola volta, mentre il wireless usa le onde radio che per loro natura si propagano nell’aria raggiungendo molti utenti contemporaneamente. Il problema e’ che gli apparati che compongono Internet e le reti di accesso wireless non offrono un supporto adeguato al multicast, che quindi non viene sfruttato dai network televisivi esistenti.

L’Università di Urbino ha sviluppato un programma (detto TVproxy) in grado di ricevere canali televisivi unicast e ritrasmetterli in multicast, mentre i ricercatori di Essentia hanno sviluppato apparati radio ottimizzati per fornire alte prestazioni in modalità multicast. Le due tecnologie sono state combinate e testate per la prima volta sotto gli occhi del pubblico per dimostrare le potenzialità della “wireless multicast TV”.

Nella sala congressi del Palazzo Ducale sono stati allineati 10 schermi di altrettanti computer, tutti collegati in modalità wireless ad un’antenna installata nel palazzo di fronte e collegata al TVproxy installato presso i locali dell’Ateneo, che a sua volta era collegato ai canali televisivi online resi disponibili da RAI e Streamit.it. Mentre i tecnici coordinati dal Prof. Alessandro Bogliolo usavano i 10 PC per simulare il comportamento di 10 telespettatori online, sul muro veniva proiettato in tempo reale il grafico del traffico complessivo generato. L’esperimento ha mostrato chiaramente che l’occupazione di banda era indipendente dal numero di utenti collegati e dipendeva solo dal numero di canali televisivi trasmessi. Tutti i 10 utenti hanno potuto ricevere senza alcun difetto canali video multicast ad alta definizione, pur mantenendo la possibilità di navigare in Internet in modalità unicast attraverso la stessa connessione.

A permettere di apprezzare il valore dell’esperimento a cui si stava assistendo hanno contribuito tre autorevoli interventi. Il Prof. Flavio Vetrano, Direttore del Dipartimento di Matematica Fisica e Informatica dell’Università di Urbino, ha aperto il convegno ricordando l’impatto che ebbe nel 1991 l’invenzione del Web presso il CERN di Ginevra e sottolineando la suggestione di un esperimento di comunicazione digitale condotto nel palazzo di Federico da Montefeltro, dove ebbe origine la tradizione tecnico-scientifica della città di Urbino. L’Ing. Francesco Matera, responsabile dell’area “Tecnologie per le reti di nuova generazione” della Fondazione Ugo Bordoni, ha parlato delle prospettive di sviluppo delle reti NGN e delle abilitanti tecnologie in fibra ottica per la diffusione di Web TV e di IP TV. L’Ing. Sebastiano Trigila, vicepresidente di HD Forum Italia, ha illustrato l’evoluzione della TV ad alta definizione, spiegando l’imminente disponibilità di standard e nuovi ricevitori “ibridi”, capaci di ricevere contenuti sia dalla rete a banda larga sia dalle reti broadcast e mettendo in luce le esigenze di banda imposte dai formati attuali (HDTV 1080, ossia 2K) e futuri (3D, 4K e 8K).

“Abbiamo deciso di condurre questo esperimento in pubblico – dice il Prof. Alessandro Bogliolo, responsabile dell’esperimento – per stimolare la ricerca e il dibattito sulle reti di accesso e sul complesso rapporto che lega le infrastrutture alle applicazioni. Senza applicazioni non ha senso investire nelle reti, ma senza reti non si possono sviluppare applicazioni innovative di successo. Se nessuno fa la prima mossa rischiamo di restare fermi a domandarci se debba nascere prima l’uovo o la gallina. Aver dimostrato la possibilità di diffondere canali televisivi ad alta definizione in modalità multicast su reti wireless compatibili con le tecnologie esistenti consente alle televisioni in Internet di aumentare la propria diffusione e assumere un ruolo trainante per le reti di nuova generazione.”

La rilevanza che i risultati ottenuti possono avere per la diffusione delle reti wireless e dei servizi multimediali è oggetto di studio nell’ambito del programma ICT4University del Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a cui l’Università di Urbino partecipa.

Tutte le fasi dell’esperimento sono state accuratamente documentate. L’università di Urbino renderà disponibile la documentazione e manterrà attivo l’indirizzo multicast.tv@uniurb.it per rispondere a chiunque voglia ricevere maggiori informazioni o condurre ulteriori esperimenti. Tra circa un mese a Urbino si tornerà a parlare di questi temi in occasione della terza edizione del convegno NeutralAccess che si svolgerà nei giorni 11 e 12 giugno.

Informazioni
Prof. Alessandro Bogliolo
multicast.tv@uniurb.it
0722 4475
comunicato

Wireless Multicast TV – backstage

mercoledì, 5 maggio 2010

Ho caricato su youtube alcuni brevi filmati girati ieri per documentare le fasi principali dell’allestimento dell’esperimento pubblico condotto oggi al Palazzo Ducale di Urbino.

Approfitto di questo video per ringraziare tutti quelli che ieri hanno lavorato all’allestimento: Andrea S. e Lorenz (DMFI – Università di Urbino) per aver contribuito in ogni fase, Stefano (Essentia) per la parte wireless, Andrea M. e Tommaso (DMFI – Università di Urbino) per il monitoring, Matteo (Corso di Laurea di Informatica Applicata – Urbino) per il tuning, Silvio (SIA – Università di Urbino) per il backhauling, Erika e Sara (DMFI – Università di Urbino) per l’organizzazione, Silvia e Piera per il contributo all’allestimento.