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NeutralAccess10 - 4 - Tecnologie abilitanti

Mercoledì, 23 Giugno 2010

cancellieri

La sessione di NeutralAccess10 del 16 giugno, dedicata alle infrastrutture abilitanti, è stata guidata da Giovanni Cancellieri, presidente del Centro radioelettrico sperimentale Guglielmo Marconi e professore di Telecomunicazioni all’Università Politecnica delle Marche, che ha ricollegato gli interventi tecnici agli spunti emersi dal dibattito del 15 e ha stimolato l’approfondimento dei temi trattati dai relatori.

pompei

Sergio Pompei, della Fondazione Ugo Bordoni, ha riportato risultati originali ottenuti sul testbed in fibra realizzato a Roma dalla FUB e dal Ministero per lo Sviluppo Economico, utilizzato per sperimentare un’architettura di rete per IPTV basata su Content Delivery Network con supporto della Qualità del Servizio.

Roberto Spagnuolo, dei Laboratori Guglielmo Marconi, ha parlato della rete a banda Ultralarga del Comune di Venezia, dando elementi molto concreti ed esemplificando gli strumenti e le strategie che a livello municipale possono essere adottati per realizzare reti di nuova generazione che portino la fibra nelle case. A titolo di esempio, trovo molto interessante l’idea, adottata dal Comune di Venezia, di inserire i cavidotti per la fibra tra le opere di urbanizzazione di cui deve farsi carico chiunque costruisca nel territorio comunale.

sabatino

Ferdinando Sabatino, di Essentia SpA, ha parlato delle soluzioni che possono essere adottate per spingere gli standard fino al limite, con particolare riferimento al multicast wireless, delle cui potenzialità è stata data dimostrazione a Urbino lo scorso 5 maggio nel contesto della Internet TV, e al MIMO.

cianfriglia

Roberto Cianfriglia, di CITEC SpA, ha parlato di reti abilitanti e centri servizi VAS, spostando il focus sulla convergenza e sull’usabilità dei servizi erogati su reti a banda larga che, dovunque possibile, sfruttino i cablaggi esistenti (eventualmente anche in rame).

di francesco

Paolo Di Francesco, di Teleinform srl, si è chiesto se sia arrivato il momento di IPv6 e si è risposto di no per i problemi di compatibilità con IPv4 e per la maggior complessità. Nella sua relazione ha riformulato il problema della scarsità di indirizzi IPv4 come un qualsiasi problema di gestione e distribuzione di risorse naturali limitate. Anche quando gli indirizzi finiranno (agosto 2011 per IANA, aprile 2012 per RIR), IPv4 non morirà, ma non ci saranno nuove assegnazioni di indirizzi, creando vantaggi per chi ne ha già e imponendo IPv6 agli altri (che saranno tipicamente oggetti piuttosto che persone o PC).