Articoli marcati con tag ‘pisanu’

Il tortuoso cammino del Wi-Fi libero…

mercoledì, 23 febbraio 2011

Un breve aggiornamento sull’iter del milleproroghe, al quale il Governo ha affidato la “liberalizzazione del Wi-Fi“.

Il Decreto 225 è stato pubblicato in gazzetta il 29 dicembre 2010.

La proposta di conversione in Legge è passata al Senato il 16 febbraio 2011 con voto di fiducia senza alcun emendamento al Comma 19 dell’Art. 2, quello relativo all’abrogazione parziale dell’Art. 7 della legge 155/2005.

Ieri (22 febbraio 2011) il provvedimento si è arenato alla Camera, dopo si è deliberato di non esaminarlo per via delle numerose Questioni Pregiudiziali sollevate da alcuni gruppi di parlamentari. Tra queste anche l’inadeguatezza del decreto per l’abrogazione di norme che non sono in scadenza e che non richiedono disposizioni urgenti.

Qualora il provvedimento fosse stato esaminato, tra i moltissimi emendamenti proposti ci sarebbe stato anche quello di Gasbarra, che propone la totale abrogazione dell’Art. 7 del 155/2005.

Nel frattempo si avvicinano i termini massimi di conversione in legge e non sarà certo il Wi-Fi a decidere le sorti del milleproroghe. Sarà piuttosto il contrario.

Su Pisanu sono stato smentito!

martedì, 4 gennaio 2011

Il testo del milleproroghe è stato pubblicato in gazzetta il 29 dicembre 2010 e contiene ciò che non mi aspettavo:

19.  All’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «fino al 31 dicembre 2010, chiunque» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2011, chiunque, quale attivita’ principale,»;

b) i commi 4 e 5 sono abrogati.

Restano valide tutte le considerazioni che avevo precedentemente fatto, ma prendo atto che si è verificata l’ipotesi che avevo data per “poco realistica”: è stato utilizzato il milleproroghe per abrogare (almeno in parte) l’Art. 7 del Decreto Pisanu e per imporre l’obbligo di licenza solo a chi fa del Wi-Fi pubblico la sua attività prevalente.

Al di là dello strumento utilizzato, che ritenevo tecnicamente inadeguato, l’abrogazione del comma 4 senza alcuna nuova disposizione normativa mi stupisce davvero. Che sia davvero possibile connettersi ad Internet senza rivelare la propria identità al gestore dell’hot spot?

Per ora sto scrivendo da un albergo di Roma che mi ha chiesto di fotocopiare la carta d’identità per lasciarmi utilizzare la connessione della reception. Se mi fanno usare anche la stampante gli lascio una copia del milleproroghe.

Le mille e una proroga

mercoledì, 22 dicembre 2010

Corre voce che nel consiglio dei ministri di oggi si sia tornati a parlare della liberalizzazione del Wi-Fi in occasione dell’approvazione del milleproroghe, il cui testo non è ancora disponibile. Le dichiarazioni dei politici sono contraddittorie e i commenti dei giornali e della rete non possono fare chiarezza su ciò che non si conosce ancora. Alle tante voci aggiungo la mia.

Il comunicato ufficiale pubblicato dal governo a valle del consiglio dei ministri n. 120 non fa alcun riferimento alla liberalizzazione dell’accesso ad Internet. Guardando l’elenco dei provvedimenti discussi e approvati (ma non ancora pubblicati) l’unico che ragionevolmente potrebbe avere a che fare con l’articolo 7 della Legge 155/05 (il cosiddetto decreto Pisanu) è il milleproroghe, che genericamente si intitola “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative“.

Se la liberalizzazione del Wi-Fi è stata discussa nell’ambito del mille proroghe, dovrebbe avere a che fare con una scadenza. Nell’articolo 7 del  Decreto Pisanu l’unica scadenza è quella che riguarda l’obbligo di licenza per il Wi-Fi pubblico, prescritto dal comma a. Quindi a rigore dovrebbero esserci due possibilità:

  1. il comma a dell’Art. 7 è stato prorogato, e quindi per il 2011 sarà tutto come prima;
  2. il comma a dell’Art. 7 non è stato prorogato, e quindi dal primo gennaio non sarà più necessario richiedere la licenza al questore per accendere hot spot Wi-Fi pubblici.

L’abrogazione in toto dell’Art. 7 è poco realistica per due ragioni: la prima è che il milleproroghe mi sembra uno strumento tecnicamente inadeguato per abrogare disposizioni di legge che non hanno scadenza, la seconda è che mi stupirebbe non trovare traccia nel comunicato ufficiale del governo di un provvedimento tanto atteso e discusso.

Quanto ho appena affermato è in contrasto con le dichiarazioni che sono circolate oggi, ma aspetto che a smentire le mie congetture sia il testo dei provvedimenti.

IDEM e Wi-Fi

domenica, 5 dicembre 2010

IDEM è il nome dell’infrastruttura di autorizzazione e autenticazione federata della rete GARR. Il 2 e 3 dicembre il MIUR ha ospitato il secondo IDEM day, nell’ambito del quale si è parlato di aunteticazione federata per l’accesso ad Internet. Io sono stato invitato a riparlare delle linee guida del tavolo tecnico Università Digitale, e ne ho approfittato per aggiornare le riflessioni sulla liberalizzazione del Wi-Fi alla luce della complessa situazione politica.

Se siete interessati, ecco le slide, ma in estrema sintesi è sempre meno probabile che cambi davvero qualcosa da qui alla fine dell’anno.

La liberalizzazione del Wi-Fi

venerdì, 12 novembre 2010

Leggendo il testo dell’ Art. 7 della legge 155/2005 e il verbale della seduta n. 113 del 5/11/2010 del Consiglio dei Ministri, non è facile interpretare cosa intenda il Ministro Maroni quando parla di collegarsi liberamente a reti WiFi, né prevedere i tempi in cui questo sarà reso possibile.

Dal verbale si evince infatti che il Consiglio dei ministri ha approvato sia un decreto legge che contiene diverse disposizioni in materia di sicurezza pubblica (tra le quali non si cita il WiFi), sia un disegno di legge “che, fra l’altro: […] in materia di accesso alla rete Wi-Fi: prevede il superamento delle restrizioni al libero accesso alla rete contenute nel cosiddetto decreto Pisanu, mantenendo tuttavia adeguati standard di sicurezza”.

La questione merita alcune osservazioni.

La prima è che si tratta di un disegno di legge, che dovrà affrontare l’iter parlamentare in un periodo di affanno del governo e rischia quindi di trovarsi imbottigliato malgrado l’appoggio di massima bipartisan al punto in questione.

La seconda osservazione, che riprendo da alcuni blog e dal confronto con gli amici giuristi, è che il riferimento al primo gennaio 2011 lascia intendere che non si tratti di un’abrogazione dell’articolo 7, che potrebbe avere decorrenza da qualsiasi momento, ma della mancata proroga del comma 1, l’unico ad avere un riferimento temporale, che è quello che prescrive l’obbligo di licenza per i gestori di Internet point.

La terza osservazione è che l’abrogazione in toto dell’Art. 7 del decreto Pisanu creerebbe un vuoto normativo che mal si concilia con il “mantenimento di adeguati standard di sicurezza” e che pertanto richiederebbe la contestuale emanazione di nuove norme che dovrebbero, quantomeno, essere discusse e approvate.

La quarta osservazione è riferita alle dichiarazioni di Maroni in conferenza stampa circa il superamento delle “restrizioni imposte dal decreto di cinque anni fa, che ora sono state oltrepassate dall’evoluzione tecnologica”. Questo riferimento all’evoluzione tecnologica fa ben sperare circa l’abolizione dell’obbligo di registrazione dei dati di un documento di identità, ma fa pensare che si mantenga comunque l’obbligo di identificazione mediante nuove tecnologie. Pur non sapendo a quali tecnologie alluda il Ministro, me me ne vengono in mente due che sono già utilizzabili:

  1. identificazione indiretta (attraverso SMS o attraverso carta di credito);
  2. autenticazione federata per l’accesso ad Internet.

L’identificazione indiretta era stata ammessa dal Ministero dell’Interno già nel 2007, su sollecitazione di Assoprovider.

L’autenticazione federata per l’accesso ad Internet è stata invece introdotta nelle linee guida elaborate dal gruppo di lavoro che ho il piacere di coordinare in seno al Tavolo Tecnico Università Digitale (istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal MIUR). Le linee guida, che fanno anche riferimento anche alle forme di identificazione indiretta, sono state approvate in luglio 2010 dal tavolo dopo aver raccolto il parere favorevole del Ministero dell’Interno.

Di “Aspetti normativi delle reti IP e della comunicazione digitale” e di “Autenticazione federata per l’accesso ad Internet” ho parlato oggi al workshop ICT4University che si è tenuto a Napoli, nello splendido complesso di San Marcellino.

In attesa che si chiarisca cosa vuol dire liberalizzazione del Wi-Fi e quando avverrà, in molti si aspettano che dal prossimo primo gennaio potranno accedere gratuitamente ad Internet da qualsiasi luogo pubblico. Temo che questa aspettativa verrà delusa.

Dopo Pisanu

venerdì, 5 novembre 2010

Il Consiglio dei Ministri ha deciso oggi di includere nel pacchetto sicurezza l’abolizione del Decreto Pisanu, che dal primo gennaio 2011 potrebbe non essere più applicato. E’ un segnale positivo che denota, se non altro, la percezione dell’importanza strategica di Internet da parte del Governo. Ma per valutarne la portata occorre aspettare di sapere cosa verrà dopo il Decreto Pisanu.