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Google misura la neutralità dei provider

giovedì, 29 gennaio 2009

Se ci fossero stati dubbi sull’interesse di Google a difendere la neutralita’ della rete, la notizia lanciata dalla Reuters dovrebbe averli dissipati: Google mette a disposizione degli utenti gli strumenti per verificare la neutralita’ dei loro provider.

Di strumenti software per la verifica della neutralita’ ne sono gia’ stati sviluppati diversi, tra i quali Switzerland, della Electronic Frontier Foundation, che prende il nome dalla nazione neutrale per eccellenza. Io stesso ho da poco coinvolto alcuni studenti in attivita’ di tirocinio e tesi sull’argomento. Ma il MeasurementLab (M-lab), frutto della collaborazione di Google con PlanetLab, non si limita a sviluppare strumenti software, ma si pone come promotore di un network globale di server che offrano supporto a questi strumenti di misura. Questo puo’ davvero fare la differenza, perche’ per effettuare misure attendibili occorre avere una sponda al di la’ della rete del provider di cui si vuole determinare la neutralita’. Sarebbe come chiedersi se il vetro di una finestra altera i colori del panorama senza poterla aprire per guardare oltre.

L’intento dell’M-lab (e delle altre iniziative simili) non e’ solo quello di tutelare la neutralita’ su cui Google basa il suo funzionamento e lo sviluppo dei nuovi servizi, ma anche quello di dare consapevolezza agli utenti del servizio che stanno effettivamente ricevendo dal proprio provider. In un certo senso questa e’ una risposta tecnologica al problema dell’asimmetria informativa che impedisce all’utente medio di scegliere consapevolmente il proprio provider anche qualora le condizioni del contratto siano correttamente espresse, ma con termini troppo tecnici. E’ questa l’osservazione alla base del recente provvedimento di AgCom contro Tele2.

Per concludere, non posso fare a meno di notare che al momento il sito M-lab e’ praticamente irraggiungibile. Dati i mezzi e l’esperienza di Google sembra difficile pensare che si tratti di un problema di congestione… Che sia il mio provider (il consorzio GARR) ad oscurarlo?

Riferimenti:

Google e la neutralità della rete

martedì, 23 dicembre 2008

Quando si parla di neutralità della rete si cita Google per almeno due motivi: il primo è che il funzionamento e il successo di Google si devono alla neutralità di Internet e sono usati come esempi virtuosi, il secondo è che Google si è schierato da tempo in sua difesa. Da qualche giorno si è aggiunto un terzo (contraddittorio) motivo: Google ha lanciato l’iniziativa OpenEdge, che sembra violare il principio di neutralità!

Il caso è scoppiato la settimana scorsa con un articolo del Wall Street Journal, ma già in luglio Google aveva lanciato in Kenia l’iniziativa Google Global Cache, con finalità e soluzioni simili. Di cosa si tratta? Di prendere accordi con i provider per piazzare all’interno delle loro reti server che accelerino l’accesso ai servizi di Google mediante servizi di caching dedicato.

L’iniziativa si basa sul concetto di edge caching (vecchio più o meno quanto Google) che in diverse forme è adottato da provider e fornitori di servizi per ridurre i tempi di risposta dei server web, per bilanciare il carico e il traffico e per ridurre i costi del traffico internazionale.

Richard Whitt ha immediatamente precisato sul blog ufficiale di Google che OpenEdge non viola in alcun modo i principi di neutralità, così come riportati e sottoscritti da Google stesso, ma serve solo a decongestionare la rete e migliorare il servizio. C’è comunque chi lamenta l’assenza di documentazione tecnica, che non consente di affermare in modo definitivo la neutralità di OpenEdge.

Ritengo tuttavia che la novità dell’iniziativa di Google stia soprattutto negli accordi con i provider, che ha indotto il sospetto che i rapporti economici tra fornitori di accesso e fornitori di servizi possano degenerare in forme di discriminazione del traffico che vanno oltre la naturale accelerazione offerta dal caching.

Certo è che il caching, di per sè, non viola la neutralità della rete. E a mio avviso non costituisce una violazione di neutralità neppure la collocazione di server all’interno delle reti dei provider, fintanto che questa opportunità è offerta al mercato in modo aperto e trasparente, i servizi di caching sono sviluppati nel rispetto della separazione tra applicazioni e trasporto, e gli utenti sono informati della differenza tra l’accesso ad Internet e gli altri servizi offerti dal provider (edge caching compreso). In altre parole, molto dipende dai provider.

Dal mio punto di vista trovo il dibattito molto interessante, perchè è incentrato sulla neutralità delle reti di accesso, sui modi di tutelarla e sulle molte opportunità che offre, che sono i temi di questo blog.

Riferimenti: