Liberi di darsi delle regole
Mercoledì, 9 Luglio 2008Internet è il frutto di circoli virtuosi che, appoggiandosi a solidi presupposti tecnologici, si sono innescati spontaneamente e autoalimentati. La rete è un sistema straordinariamente complesso e incredibilmente poco regolamentato. Delle regole si può fare a meno (fatta eccezione per i protocolli e per qualche norma elementare di comportamento) finchè l’interesse individuale e l’interesse collettivo spingono nella stessa direzione. Proprio la natura di fenomeno di massa ha reso Internet refrattaria ai cambiamenti dall’alto e neutrale rispetto agli interessi dei singoli.
Ora (da qualche anno, a dire il vero) ci si comincia a chiedere se Internet sia ancora robusta, se sia ancora in grado di svilupparsi senza regole, se gli interessi dei singoli siano ancora implicitamente tutelati dalla massa, se riesca ancora a generare gli anticorpi di cui ha bisogno per preservare le proprie peculiarità. O se invece Internet sia un patrimonio fragile che ha bisogno di essere tutelato. Quel che è certo è che si tratta di un patrimonio prezioso che merita quanto meno un dibattito su come preservarlo e su come valorizzarlo.
E il dibattito c’è, si volge prevalentemente in web ed è aperto e globale come la rete che intende tutelare.
In seno alle Nazioni Unite il terreno di confronto è l’Internet Governance Forum, istituito dal World Summit on the Information Society (WSIS) del 2005 con il mandato di instaurare un dialogo aperto (open) e inclusivo (inclusive) tra tutti i soggetti interessati (multi stakeholder). Le modalità operative sono simili a quelle che in rete preparano il terreno ai protocolli e agli standard attraverso le “cosiddette richieste di commenti” (RFC): si istituiscono gruppi tematici dinamici (dynamic coalition) che si confrontano online in preparazione di meeting annuali (il prossimo, il terzo, si svolgerà in dicembre in India). Tra i gruppi di discussione più vicini al tema di questo blog vi segnalo:
- The Dynamic Coalition on Access and Connectivity for Remote, Rural and Dispersed Communities
- Framework of Principles for the Internet
- Dynamic Coalition on the Internet Bill of Rights
Gli ultimi due gruppi discutono i principi e i diritti che in rete meritano di essere tutelati. Oltre all’approccio aperto e condiviso, c’è un altro aspetto di questo processo che a mio avviso merita attenzione: l’importanza di affermare diritti e principi universali, ancor prima di chiedersi come tutelarli. E’ questo lo spirito della Carta dei diritti della rete, di iniziativa italiana. Imporre il rispetto di regole in un contesto globale e virtuale come la rete è infatti un problema tecnico e giuridico di non facile soluzione, ma questa difficoltà non deve impedire di affermare principi e scrivere regole che, se davvero condivise, potrebbero trovare in rete gli strumenti per essere spontaneamente applicate.
A questi temi è stato dedicato ampio spazio, copertina compresa, sul penultimo numero di Nòva24.
