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La Neutralità come principio regolativo - 3

Domenica, 21 Marzo 2010

Guest post di Gabriele Marra.

(… segue dal 19 marzo 2010)

Il rilievo del NNP deve ora essere discusso sotto il profilo della prevenzione delle attività illecite commesse in rete [1].

Ovviamente il contributo che detto principio può offrire in questa direzione ha portata settoriale. Sarebbe infatti del tutto fuor di luogo ipotizzare che il principio in parola possa offrire indicazioni di una qualche utilità in relazione ai comportamenti illeciti, quali il furto su larga scala di identità, la cui realizzazione risponde ad incentivi “economici” neutralizzabili soltanto attraverso l’efficace ricorso alle più classiche e consolidate modalità di enforcement penalistico. Tuttavia il contributo che il NNP può offrire non dovrebbe essere trascurato perché si colloca in contesti dove più acuto è il conflitto tra libertà individuali ed interessi collettivi: si pensi, ad esempio, alle condotte illecite nell’ambio dei social network. Settore nel quale, nella maggior parte dei casi, lo spessore offensivo delle condotte è assai sfumato – tanto da confondersi, spesso, con l’esercizio di un diritto - soggetto ad una varietà di interpretazioni e assai spesso riconducibile ad una fisiologica incertezza in merito ai parametri di giudizio da impiegare nella valutazione delle singole condotte. In siffatti contesti il NNP può offrire il suo contributo al disegno di efficaci politiche di prevenzione dell’illecito sotto almeno due distinti profili: i) stimolare l’autoregolazione dei fornitori di servizi e degli utenti; ii) innescare virtuosi meccanismi di cooperazione tra i partecipanti al network, sufficienti ad influenzare la dinamica delle norme sociali proprie degli utenti di detti servizi e, per questa via, ad esempio, ad implementare l’efficacia dei controlli diffusi sulla circolazione di contenuti illeciti in rete (segnalazioni) strumentali alla realizzazione di un effettivo controllo successivo da parte degli ISP.

Senza poter qui entrare in dettagli in ordine al primo dei profili indicati [2] è sufficiente ricordare che le recenti polemiche riguardanti l’utilizzo dei social network per alimentare “le campagne di odio politico” hanno prodotto l’impegno ufficiale, da parte dei gestori di questi servizi, a formulare appropriate regole di condotta, anche in sinergia con gli apparati dell’amministrazione centrale preposti alla cura della sicurezza interna. Esito da considerarsi affatto scontato se si riflette sul fatto che i minacciati interventi repressivi – che riprendevano più generali proposte già formulate in sede parlamentare - riguardavano il comportamento degli utenti e non, invece, la posizione degli ISP.

Lette in una prospettiva che assegna al NNP il ruolo di architrave dell’architettura della rete queste vicende assumono però ben definiti contorni. Da un punto di vista simbolico/comunicativo la minaccia, da parte degli organi statuali, di violare una condizione di funzionamento della rete di riconosciuta utilità sociale ha infatti trasmesso agli operatori l’esatta consapevolezza in ordine alla importanza della posta in gioco e la necessità di mettere in campo interventi capaci di correggere la dinamica comportamentale critica. Questi ultimi, con la dimostrata disponibilità ad intervenire in tal senso, hanno invece convinto il legislatore circa la praticabilità di interventi disciplinari diversi da quelli prospettati. Si è così evitato un intervento punitivo di dubbia efficacia attivando, al contempo, un processo di elaborazione di strumenti regolativi più rispettosi della pluralità di interessi in gioco e tendenzialmente più effettivi nella prevenzione delle condotte devianti.

La riflessione su questi profili è così ben lungi da potersi considerare conclusa. Fornisce, tuttavia, spunti sufficienti per considerare opportuna una più ampia discussione.

Gabriele Marra

Riferimenti:

  1. N. K. Kytal, “Digital Architecture as Crime Control”, Yale Law Journal, 2003
  2. G. Marra, “Network Neutrality Principle as a Regulatory Tool: Implications for Crime Prevention and Criminal Law Enforcement”, International Conference on Evolving Internet (INTERNET-09), 2009.