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Il consumo in rete: John Chambers lancia EnergyWise

Martedì, 27 Gennaio 2009

John ChambersJohn Chambers, CEO di Cisco, ha parlato questa mattina a Barcellona alla platea dei 3500 partecipanti a Networkers 2009 annunciando le nuove iniziative di Cisco. Tra queste: video communication, data centers e, soprattutto, energy management.

Con il programma EnergyWise il leader delle reti guarda al consumo. Non tanto (o non solo) al consumo dei suoi stessi apparati di rete, ma al consumo di tutto ciò che può essere colleagto alla rete. Si comincia con i dispositivi alimentati via ethernet (PoE), per passare ai PC entro l’estate, e arrivare entro il 2010 a tutto ciò che non ha ancora un’interfaccia di rete.

La demo (nella foto) non ha introdotto sostanziali novità funzionali rispetto alle tradizionali applicazioni domotiche, ma le novità sono almeno due: la prima è l’ingresso di Cisco in questo settore (che con buona probabilità porterà alla definizione di nuovi protocolli di monitoraggio e controllo che il mondo della domotica dovrà recepire), la seconda è l’opportunità sempre più concreta di disporre di strumenti in grado al tempo stesso di gestire l’accensione di una singola lampada in un qualsiasi ufficio e di offrire una visione globale della distribuzione di energia nel mondo.

In quest’ottica, sicuramente più interessante della demo dell’ufficio domotico è stata a mio avviso la simulazione di uno scenario in cui su un planisfero veniva mostrato in tempo reale l’effetto della decisione di un provider di ridistribuire il carico di lavoro dei propri server in modo da ridurre il consumo in un ipotetico data center americano  alimentato con energia non rinnovabile, aumentando il carico in un altrettanto ipotetico data center asiatico alimentato da fonti rinnovabili. Si trattava di una simulazione, ma la tecnologia esiste sia per riallocare dinamicamente server farm virtuali, dati e traffico, sia per monitorarne gli effetti sul bilancio energetico.

Prima degli anni 90 il consumo di potenza dei dispositivi elettronici non era un problema. Le priorità erano altre: affidabilità, dimensioni, costo. Poi si è posto il problema del consumo perchè i circuiti integrati, consumando potenza, si scaldavano troppo. Nel frattempo cominciavano ad esserci dispositivi portatili che finivano subito le batterie, e anche questo era un problema.

La comunità scientifica ha iniziato a progettare sistemi a basso consumo partendo dal basso: prima si è trattato di progettare porte logiche (i componenti elementari che svolgono la funzione di semplici operatori logici), poi di realizzare reti di porte logiche energeticamente efficienti, poi di realizzare blocchi funzionali complessi, come sommatori o moltiplicatori, poi di comporre questi blocchi in sistemi ancora più complessi fino ad arrivare ai processori a basso consumo. Quindi l’attenzione si è spostata ancora più in alto, cominciando a parlare di ottimizzazione del consumo a livello di sistema e di dynamic power management, per poi arrivare al consumo delle reti di calcolatori.

Con il planisfero della demo di John Chambers il problema dell’ottimizzazione del consumo di potenza dei sistemi digitali raggiunge la dimensione globale e l’opportunità di integrare tutto in rete trova la sua killer application.