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Wi-Fi libero per legge

giovedì, 21 aprile 2011

wifi piemonteE’ stata approvata all’unanimita’ dal Consiglio Regionale del Piemonte, con uno stanziamento di 850.000 Euro, la proposta di legge regionale a favore del Wi-Fi gratuito. La legge prevede contributi e voucher a chi offre accesso Wi-Fi gratuito, l’installazione di almeno un hot spot aperto in ogni sede della regione e attivita’ di formazione, informazione e sensibilizzazione.

Rispetto alla proposta del 30 dicembre 2010, la legge regionale n. 110 approvata il 13 aprile 2011 ha un articolo in meno. L’articolo eliminato recitava:

Art. 4
(Modalità di attivazione e fruizione dei servizi di accesso Wi-Fi gratuito)

1. L’ articolo 7 del decreto legge 27 luglio 2005 n. 144 (Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale) convertito, con modificazioni, nella legge 31 luglio 2005, n. 155 non trova applicazione nella Regione Piemonte.

Il milleproroghe ha reso inutile questo lungimirante articolo.

Ringrazio Fabio per la segnalazione.

Il tortuoso cammino del Wi-Fi libero…

mercoledì, 23 febbraio 2011

Un breve aggiornamento sull’iter del milleproroghe, al quale il Governo ha affidato la “liberalizzazione del Wi-Fi“.

Il Decreto 225 è stato pubblicato in gazzetta il 29 dicembre 2010.

La proposta di conversione in Legge è passata al Senato il 16 febbraio 2011 con voto di fiducia senza alcun emendamento al Comma 19 dell’Art. 2, quello relativo all’abrogazione parziale dell’Art. 7 della legge 155/2005.

Ieri (22 febbraio 2011) il provvedimento si è arenato alla Camera, dopo si è deliberato di non esaminarlo per via delle numerose Questioni Pregiudiziali sollevate da alcuni gruppi di parlamentari. Tra queste anche l’inadeguatezza del decreto per l’abrogazione di norme che non sono in scadenza e che non richiedono disposizioni urgenti.

Qualora il provvedimento fosse stato esaminato, tra i moltissimi emendamenti proposti ci sarebbe stato anche quello di Gasbarra, che propone la totale abrogazione dell’Art. 7 del 155/2005.

Nel frattempo si avvicinano i termini massimi di conversione in legge e non sarà certo il Wi-Fi a decidere le sorti del milleproroghe. Sarà piuttosto il contrario.

Su Pisanu sono stato smentito!

martedì, 4 gennaio 2011

Il testo del milleproroghe è stato pubblicato in gazzetta il 29 dicembre 2010 e contiene ciò che non mi aspettavo:

19.  All’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «fino al 31 dicembre 2010, chiunque» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2011, chiunque, quale attivita’ principale,»;

b) i commi 4 e 5 sono abrogati.

Restano valide tutte le considerazioni che avevo precedentemente fatto, ma prendo atto che si è verificata l’ipotesi che avevo data per “poco realistica”: è stato utilizzato il milleproroghe per abrogare (almeno in parte) l’Art. 7 del Decreto Pisanu e per imporre l’obbligo di licenza solo a chi fa del Wi-Fi pubblico la sua attività prevalente.

Al di là dello strumento utilizzato, che ritenevo tecnicamente inadeguato, l’abrogazione del comma 4 senza alcuna nuova disposizione normativa mi stupisce davvero. Che sia davvero possibile connettersi ad Internet senza rivelare la propria identità al gestore dell’hot spot?

Per ora sto scrivendo da un albergo di Roma che mi ha chiesto di fotocopiare la carta d’identità per lasciarmi utilizzare la connessione della reception. Se mi fanno usare anche la stampante gli lascio una copia del milleproroghe.

Nuove nuvole nel cielo degli operatori

mercoledì, 29 dicembre 2010

MP3 clouds

Si chiama mSpot il portale che porta la musica sulle nuvole per seguire gli utenti ovunque, su piattaforma Apple, Android, o Microsoft. Ma quando dalle nuvole la musica ripiove sulla terra intasa le solite reti degli operatori (mobili e non) che non hanno modelli di business adeguati a sopportare questo nuovo tipo di traffico e a trarne vantaggio.

Il cloud computing non è una novità: è argomento di ricerca da più di 10 anni ed è entrato nell’uso comune grazie alla diffusione di applicazioni e servizi online di successo come quelli offerti da Amazon e, soprattutto, da Google (Google Apps). Se ce ne fosse bisogno, una conferma indiretta della diffusione del cloud computing viene dal recente successo dei netbook .

L’iniziativa di mSpot apre però uno scenario nuovo, perchè spinge gli utenti a depositare in Internet i propri file multimediali, indipendentemente dal desiderio di condividerli con altri o dall’esigenza di elaborarli. La motivazione principale è la comodità di averli sempre “a portata di mano”.

E’ questa la rivoluzione: pensare che ciò che sta in rete sia più a portata di mano di un file sulla memoria di massa del nostro smart phone o del nostro notebook.

Quando si sviluppano sistemi o applicazioni di rete si devono fare i conti con la capacità di elaborazione, lo spazio di archiviazione e la capacità di comunicazione. Di solito si ricorre alla rete quando la comunicazione è essenziale (applicazioni condivise) o quando servono capacità di elaborazione o spazio di storage tali da giustificare il costo della comunicazione. Fino ad ora ascoltare musica non era ritenuta un’attività che rendesse vantaggioso l’uso della rete se non per “scaricare” nuovi file. Infatti le capacità di elaborazione e di memoria dei dispsitivi ultraportatili sono più che adeguate allo scopo. Il fatto di ricorrere alla nuvola solo per comodità, presuppone che la comunicazione tra la nuvola e il proprio dispositivo abbia un costo trascurabile, al punto da riscaricare lo stesso file multimediale ogni volta che lo si vuole ascoltare. Al momento non è così: scaricare un file multimediale ha un costo. Se questo costo non è percepito dall’utente finale, qualcuno deve comunque farsene carico perchè il modello sia sostenibile.

Non escludo che il via-vai di file multimediali tra le nuvole e la terra possa essere un’applicazione vincente, nè che possa generare profitti e utilità, ma di due cose sono convinto. La prima è che tenere i file distanti da chi li deve usare è intrinsecamente antieconomico (la diseconomia è il prezzo da pagare per offrire agli utenti la comodità di cambiare smartphone senza trasferire i file), la seconda è che l’equilibrio tra gli interessi in gioco si può trovare solo con modelli che tengano conto dei costi. In una rete di accesso neutrale si può cercare di instaurare questo equilibrio senza che le nubi minaccino gli operatori.

Riferimenti

Wi-FI vs Wi-IT

martedì, 28 dicembre 2010

Wi-FI vs Wi-IT

Considerando la maturità della normativa finlandese sul wireless viene da pensare che non sia per una semplice coincidenza che la sigla del Wi-Fi termina con la sigla della Finlandia…

In particolare, per quanto ne so, la normativa finlandese è la prima a regolamentare le comunità wireless, fin dal 2007. Si veda il WLAN memorandum della Finnish Communications Regulatory Authority.

Nel frattempo in Italia vengono ancora visti come pionieri ignorati dalla  normativa i ragazzi di Ninux che da anni si organizzano spontaneamente per creare reti wireless comunitarie sui tetti di Roma a partire dalla costruzione dei nodi. E giustamente ne parla Nòva. Consiglio di visitare il sito e il blog di Ninux a chiunque voglia saperne di più sulle community networks.

Da qualche mese è partito un progetto europeo denominato ULOOP (user-centric wireless local loop) che studia i rapporti tra comunità wireless e reti di accesso ad Internet, per metterne in luce le potenzialità e abilitarne il pieno utilizzo. Il progetto tratterà non solo aspetti tecnologici, ma anche sociali, economici e legali.

Riferimenti

http://blog.ninux.org/

Le mille e una proroga

mercoledì, 22 dicembre 2010

Corre voce che nel consiglio dei ministri di oggi si sia tornati a parlare della liberalizzazione del Wi-Fi in occasione dell’approvazione del milleproroghe, il cui testo non è ancora disponibile. Le dichiarazioni dei politici sono contraddittorie e i commenti dei giornali e della rete non possono fare chiarezza su ciò che non si conosce ancora. Alle tante voci aggiungo la mia.

Il comunicato ufficiale pubblicato dal governo a valle del consiglio dei ministri n. 120 non fa alcun riferimento alla liberalizzazione dell’accesso ad Internet. Guardando l’elenco dei provvedimenti discussi e approvati (ma non ancora pubblicati) l’unico che ragionevolmente potrebbe avere a che fare con l’articolo 7 della Legge 155/05 (il cosiddetto decreto Pisanu) è il milleproroghe, che genericamente si intitola “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative“.

Se la liberalizzazione del Wi-Fi è stata discussa nell’ambito del mille proroghe, dovrebbe avere a che fare con una scadenza. Nell’articolo 7 del  Decreto Pisanu l’unica scadenza è quella che riguarda l’obbligo di licenza per il Wi-Fi pubblico, prescritto dal comma a. Quindi a rigore dovrebbero esserci due possibilità:

  1. il comma a dell’Art. 7 è stato prorogato, e quindi per il 2011 sarà tutto come prima;
  2. il comma a dell’Art. 7 non è stato prorogato, e quindi dal primo gennaio non sarà più necessario richiedere la licenza al questore per accendere hot spot Wi-Fi pubblici.

L’abrogazione in toto dell’Art. 7 è poco realistica per due ragioni: la prima è che il milleproroghe mi sembra uno strumento tecnicamente inadeguato per abrogare disposizioni di legge che non hanno scadenza, la seconda è che mi stupirebbe non trovare traccia nel comunicato ufficiale del governo di un provvedimento tanto atteso e discusso.

Quanto ho appena affermato è in contrasto con le dichiarazioni che sono circolate oggi, ma aspetto che a smentire le mie congetture sia il testo dei provvedimenti.

IDEM e Wi-Fi

domenica, 5 dicembre 2010

IDEM è il nome dell’infrastruttura di autorizzazione e autenticazione federata della rete GARR. Il 2 e 3 dicembre il MIUR ha ospitato il secondo IDEM day, nell’ambito del quale si è parlato di aunteticazione federata per l’accesso ad Internet. Io sono stato invitato a riparlare delle linee guida del tavolo tecnico Università Digitale, e ne ho approfittato per aggiornare le riflessioni sulla liberalizzazione del Wi-Fi alla luce della complessa situazione politica.

Se siete interessati, ecco le slide, ma in estrema sintesi è sempre meno probabile che cambi davvero qualcosa da qui alla fine dell’anno.

La liberalizzazione del Wi-Fi

venerdì, 12 novembre 2010

Leggendo il testo dell’ Art. 7 della legge 155/2005 e il verbale della seduta n. 113 del 5/11/2010 del Consiglio dei Ministri, non è facile interpretare cosa intenda il Ministro Maroni quando parla di collegarsi liberamente a reti WiFi, né prevedere i tempi in cui questo sarà reso possibile.

Dal verbale si evince infatti che il Consiglio dei ministri ha approvato sia un decreto legge che contiene diverse disposizioni in materia di sicurezza pubblica (tra le quali non si cita il WiFi), sia un disegno di legge “che, fra l’altro: […] in materia di accesso alla rete Wi-Fi: prevede il superamento delle restrizioni al libero accesso alla rete contenute nel cosiddetto decreto Pisanu, mantenendo tuttavia adeguati standard di sicurezza”.

La questione merita alcune osservazioni.

La prima è che si tratta di un disegno di legge, che dovrà affrontare l’iter parlamentare in un periodo di affanno del governo e rischia quindi di trovarsi imbottigliato malgrado l’appoggio di massima bipartisan al punto in questione.

La seconda osservazione, che riprendo da alcuni blog e dal confronto con gli amici giuristi, è che il riferimento al primo gennaio 2011 lascia intendere che non si tratti di un’abrogazione dell’articolo 7, che potrebbe avere decorrenza da qualsiasi momento, ma della mancata proroga del comma 1, l’unico ad avere un riferimento temporale, che è quello che prescrive l’obbligo di licenza per i gestori di Internet point.

La terza osservazione è che l’abrogazione in toto dell’Art. 7 del decreto Pisanu creerebbe un vuoto normativo che mal si concilia con il “mantenimento di adeguati standard di sicurezza” e che pertanto richiederebbe la contestuale emanazione di nuove norme che dovrebbero, quantomeno, essere discusse e approvate.

La quarta osservazione è riferita alle dichiarazioni di Maroni in conferenza stampa circa il superamento delle “restrizioni imposte dal decreto di cinque anni fa, che ora sono state oltrepassate dall’evoluzione tecnologica”. Questo riferimento all’evoluzione tecnologica fa ben sperare circa l’abolizione dell’obbligo di registrazione dei dati di un documento di identità, ma fa pensare che si mantenga comunque l’obbligo di identificazione mediante nuove tecnologie. Pur non sapendo a quali tecnologie alluda il Ministro, me me ne vengono in mente due che sono già utilizzabili:

  1. identificazione indiretta (attraverso SMS o attraverso carta di credito);
  2. autenticazione federata per l’accesso ad Internet.

L’identificazione indiretta era stata ammessa dal Ministero dell’Interno già nel 2007, su sollecitazione di Assoprovider.

L’autenticazione federata per l’accesso ad Internet è stata invece introdotta nelle linee guida elaborate dal gruppo di lavoro che ho il piacere di coordinare in seno al Tavolo Tecnico Università Digitale (istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal MIUR). Le linee guida, che fanno anche riferimento anche alle forme di identificazione indiretta, sono state approvate in luglio 2010 dal tavolo dopo aver raccolto il parere favorevole del Ministero dell’Interno.

Di “Aspetti normativi delle reti IP e della comunicazione digitale” e di “Autenticazione federata per l’accesso ad Internet” ho parlato oggi al workshop ICT4University che si è tenuto a Napoli, nello splendido complesso di San Marcellino.

In attesa che si chiarisca cosa vuol dire liberalizzazione del Wi-Fi e quando avverrà, in molti si aspettano che dal prossimo primo gennaio potranno accedere gratuitamente ad Internet da qualsiasi luogo pubblico. Temo che questa aspettativa verrà delusa.

Dopo Pisanu

venerdì, 5 novembre 2010

Il Consiglio dei Ministri ha deciso oggi di includere nel pacchetto sicurezza l’abolizione del Decreto Pisanu, che dal primo gennaio 2011 potrebbe non essere più applicato. E’ un segnale positivo che denota, se non altro, la percezione dell’importanza strategica di Internet da parte del Governo. Ma per valutarne la portata occorre aspettare di sapere cosa verrà dopo il Decreto Pisanu.

ULOOP – gli utenti che fanno rete

giovedì, 23 settembre 2010

Si e’ svolto a Lisbona il 21 e il 22 settembre scorsi il kick-off meeting del progetto europeo “ULOOP: User-centric Wireless Local Loop“, finanziato nell’ambito ICT del settimo programma quadro.

Il progetto parte dal presupposto che il wireless mette gli utenti al centro delle future architetture di rete ed esplora le soluzioni tecniche, i modelli socio-economici e i contesti normativi necessari ad abilitare la realizzazione di reti wireless stabilite in modo trasparente tra gruppi di utenti legati da rapporti di fiducia reciproca.

Il progetto riguarda le reti di accesso neutrali, che sono considerate un fattore abilitante per la loro intrinseca flessibilità nella gestione dei rapporti tra operatori, estensori della rete d’accesso e utenti. Queste riflessioni sono state oggetto di un paper che ho presentato a Venezia in luglio (Andrea Seraghiti and Alessandro Bogliolo, “User-Provided Wireless Neutral Access Networks”, The Second Int.l Conf. on Advances in Future Internet, AFIN 2010).

L’Universita’ di Urbino partecipa al progetto insieme ad Alcatel-Lucent BellLabs (capofila), University Lusofona (coordinatore scientifico), Huawei Technologies Duesseldorf, ARIA SpA, Caixa Magica Software, FON wireless Ltd, Technische Universitat Berlin, University of Kent, Université de Genève, Teleinform SpA.

Il progetto è triennale ed ha un budget di 5.98 milioni di Euro. Nei primi sei mesi ci concentreremo sulla definizione delle specifiche.