Archivi per la categoria ‘UWiC’

Il wireless si vede

Giovedì, 11 Settembre 2008

E’ quello che sostengono Fabio e gli altri di Conversazionidalbasso, che hanno lanciato il concorso fotografico “living in a wireless campus” (LWC) nell’ambito del secondo Festival dei blog.

Il Festival si svolgerà a Urbino dal 10 al 12 ottobre, ma il concorso fotografico è già aperto. Per partecipare basta fotografare scene di vita nel wireless campus, caricarle su Flickr entro il primo ottobre con i tag “conversazionidalbasso, 2008, lwc, uwic” e spargere la voce. Saranno ammesse alla fase finale del concorso le 20 foto che l’8 ottobre avranno raggiunto la maggiore popolarità secondo il ranking di Flickr.

Leggetevi il regolamento e date un’occhiata alle foto in cocorso. Le vostre preferenze saranno determinanti.

Articolo su Forum PA

Domenica, 22 Giugno 2008

Segnalo che Tommaso del Lungo mi ha fatto un’intervista sul tema della neutralità delle reti di accesso pubblicata il 18 giugno nella sezione Tecnologie di Forum PA in un articolo dal titolo “Nuovi modelli di erogazione di servizi online“.

Flashback UWiC - Il laboratorio (giugno 2006)

Domenica, 1 Giugno 2008

E’ il 19 giugno del 2006 e in un locale temporaneamente libero nel centro di Urbino nasce l’UWiC lab, con la dotazione di un mucchio di vecchi PC dismessi dal laboratorio didattico di Informatica Applicata e con l’entusiasmo di decine di studenti.

L’UWiC lab “sfrutta” apertamente gli studenti, nel senso che mette a frutto le loro attitudini offrendo opportunità di tirocini, tesi e progetti d’esame che li coinvolgono direttamente in attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione sul campo.

Nel corso dell’estate l’UWiC lab lavorerà giorno e notte per concepire e sperimentare le soluzioni più idonee a realizzare il wireless campus, avendo come principali criteri l’indipendenza tecnologica e la scalabilità, e avendo l’obiettivo di dimostrare la fattibilità del wireless campus realizzando entro settembre un dimostratore basato su software open source e sui vecchi PC del laboratorio. A comprare qualcosa di meglio si penserà dopo aver dimostrato che la soluzione funziona.

Flashback UWiC - Il progetto (marzo 2006)

Sabato, 31 Maggio 2008

Dei presupposti ho già detto, e anche dell’idea di wireless campus che ne è derivata. Siamo alla fine di febbraio del 2006 e c’e’ un bando del MIUR e del Dipartimento dell’Innovazione e delle Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri che co-finanzia (fino a 50.000 Euro) progetti per il potenziamento o la realizzazione di infrastrutture wireless negli Atenei. Mancano 15 giorni alla scadenza del bando e si decide di cogliere l’occasione per accelerare l’iter di formalizzazione del progetto (che mi viene affidato) e per consolidare la partnership.

Il progetto è “Urbino Wireless Campus”, abbreviato in “UWiC”, e prevede la creazione di una rete di accesso che sia innanzitutto una rete in sé, indipendente da Internet e dalla rete di Ateneo.

Questa è la scelta progettuale più importante, che risulterà essere il fattore abilitante per il conseguimento di tutti gli obiettivi del progetto e per i successivi sviluppi.

Rete aperta. UWiC è una rete aperta multigateway, a cui chiunque si potrà collegare senza compromettere la sicurezza della rete di Ateneo e senza violare le leggi che regolano l’accesso ad Internet. La rete offrirà tre tipi di servizi:

  • navigazione in siti web locali (aperta a tutti),
  • accesso alla rete di Ateneo e navigazione Internet attraverso il gateway dell’Università (per studenti e dipendenti universitari),
  • accesso a servizi erogati da terzi (per utenti registrati presso il fornitore di ciascun servizio).

L’apertura della rete a servizi esterni (e-government, informazioni turistiche, navigazione Internet a pagamento, …) serve a creare le economie di scopo necessarie a rendere sostenibile la gestione della rete e a favorirne lo sviluppo.

Infrastruttura wireless. Dal punto di vista tecnologico, la rete avrà una dorsale Hiperlan, ripetitori punto multipunto Hiperlan e ripetitori WiFi, e sfrutterà ovunque possibile i collegamenti cablati della rete di Ateneo (con separazione logica tramite VLAN e tunnel VPN).

Rete di reti. Il progetto prevede inoltre lo sviluppo di meccanismi di integrazione di reti che consentano al wireless campus di estendersi a costo nullo sui territori già coperti da reti wireless i cui gestori condividono le finalità del progetto. Per garantire la massima scalabilità, la rete di reti sarà gestita a livello 3 e il collegamento tra gli utenti e i gateway che conducono alle reti private o ad Internet sarà garantito dalla creazione di tunnel VPN.

Le dichiarazioni d’intenti. In meno di 15 giorni al progetto aderiscono l’ERSU, il Comune, 4 Comunità Montane, una Fondazione, le Municipalizzate della zona, l’ASUR, e persino Curia e Soprintendenza.

I costi. Il costo stimato del progetto è di circa 300.000 Euro, di cui 50.000 richiesti come cofinanziamento, quasi 50.000 offerti dai partner, e i restanti recuperati sul budget già allocato dall’Ateneo per far fronte ad esigenze del sistema informatico (tra cui connettività wireless, servizi online e gestione centralizzata delle identità) che diventano parte integrante del progetto.

La proposta. La proposta viene formalizzata l’8 marzo, in giugno l’Università deciderà di avviare il progetto indipendentemente dal cofinanziamento, e in settembre apprenderà che UWiC è al primo posto nella graduatoria degli 82 progetti presentati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Flashback UWiC - I presupposti (febbraio 2006)

Mercoledì, 28 Maggio 2008

I presupposti sono semplici, e sono dati di fatto:

  • Urbino è una città-campus (ha più studenti che abitanti)
  • Si comincia a sentir parlare di città-wireless
  • Il territorio provinciale è pesantemente colpito da digital divide di prima generazione
  • Le reti possono essere separate dal punto di vista logico pur condividendo la stessa infrastruttura fisica.

L’idea è altrettanto semplice: promuovere la creazione di un’infrastruttura wireless condivisa che copra la città (e magari vada oltre) estendendo il campus universitario e creando i presupposti per l’erogazione di altri servizi.

Gli ingredienti, oltre al wireless, sono il campus, l’innovazione, la condivisione di infrastrutture, l’integrazione di reti e servizi, le economie di scopo.

L’idea di campus si rivela subito una carta vincente. Una rete wireless che propaghi un campus universitario porta un doppio valore aggiunto (di immagine e di sostanza) ai territori che raggiunge, rendendoli di fatto parte del campus.

L’innovazione è l’elemento propulsore che motiva chi lavora al progetto (soprattutto studenti) e consente all’Università di svolgere a pieno titolo la sua funzione.

La condivisione di infrastrutture consente di riutilizzare ciò che c’è, evitare duplicazioni, creare valore aggiunto a costi marginali trascurabili, giustificare e remunerare gli investimenti, rendere sostenibile la gestione.

L’integrazione di reti e servizi è l’elemento centrale dell’idea, che garantisce scalabilità al wireless campus integrando reti esistenti e propagando servizi erogati da terzi.

Le economie di scopo nascono dalla condivisione e dall’integrazione. Se l’infrastruttura è condivisa e può crescere integrando reti e servizi fino a raggiungere la massa critica che conferisce valore alla rete, diventa interesse di tutti contribuire ad estenderla e a potenziarne i servizi.

Per(ché) cominciare

Mercoledì, 21 Maggio 2008

Malgrado le numerose sollecitazioni ho sempre resistito alla tentazione di aprire un blog, o meglio non l’ho mai neppure ritenuta una tentazione. Insegno e faccio ricerca in informatica ed elettronica. Esprimere opinioni online non fa parte del mio mestiere e non è mia abitudine, quindi senza una vera motivazione non sarei in grado di farlo con la dedizione e la continuità necessarie a far funzionare un blog.

Ma allora perché apro un blog?

Perché da qualche anno mi occupo di reti di accesso, cercando di affrontarne i problemi tecnici senza trascurare quelli sociali, legali ed economici, e di sviluppare e sperimentare sul campo ogni idea e soluzione. Apparentemente si tratta di un tema di ricerca come tanti altri, ma il laboratorio in cui lavoro è una vera rete di accesso che offre servizi a migliaia di utenti e il contesto in cui vanno cercati spunti e riscontri è molto più ampio, variegato e imprevedibile della comunità scientifica a cui appartengo.

Il valore che una rete ha per ogni utente cresce all’aumentare del numero di utenti. Si tratta di una retroazione positiva, di un circolo virtuoso che si innesca quando si raggiunge la massa critica di utenti. Da quel momento in poi il numero di utenti è destinato a crescere in modo naturale. Questo principio tipico delle reti e dei servizi di comunicazione, detto esternalità, si applica in senso lato anche alle idee che stanno alla base dello sviluppo e della gestione delle reti stesse. Le idee del singolo sono tanto più utili ed efficaci quanto più possono essere capite e condivise dagli altri.

Presentare e discutere in pubblico problemi, idee e risultati è diventato parte integrante della mia attività di ricerca in quest’ambito. Approfitto di ogni occasione in cui sono invitato a parlare in pubblico per spingere la discussione un po’ oltre al punto fermo a cui ritengo di essere già arrivato, imponendomi di fare in pubblico riflessioni più esplicite ed azzardate di quelle che farei tra me, o nel mio gruppo, per stimolare e raccogliere spunti inaspettati da parte di interlocutori sorprendentemente eterogenei.

Ogni volta però mi trovo a dover mediare tra il desiderio di fare un balzo (o almeno un piccolo passo) in avanti, e l’esigenza di raccontare la storia su cui quel balzo (o quel passo) si appoggia. Il valore delle idee e dei fatti non è indipendente dal modo in cui sono nati, dalle situazioni e dalle persone che li hanno stimolati. E’ difficile capire a fondo un’idea senza conoscerne la genesi.

Nel momento in cui ritengo che le idee maturate e gli esperimenti effettuati stiano portando allo sviluppo di un nuovo modello di rete di accesso, apro questo blog per ripensare a voce alta a quanto fatto e pensato fin qui e per condividere sul nascere ogni ulteriore riflessione. Spero in questo modo di costruire le basi per poter fare i prossimi passi nello sviluppo del modello con l’aiuto di chi avrà la voglia e la bontà di leggere e commentare questi post.

Forse sarebbe stato meglio che il blog lo avessi aperto due anni fa, la prima volta che Fabio me lo ha proposto, ma la motivazione non era ancora maturata e comunque non sarebbe stato lo stesso. Dove necessario cercherò di recuperare il tempo perduto con dei flash back sugli ultimi due anni.

Dimenticavo:

il modello di rete a cui sto lavorando, per ora si chiama “rete di accesso neutrale”, da cui il nome del blog;

il laboratorio a cielo aperto in cui le idee prendono forma si chiama “urbino wireless campus”, o più brevemente “UWiC”;

io sono Alessandro Bogliolo, o AB.