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lunedì, 9 novembre 2009

Ho invitato alcuni amici e colleghi a scrivere su questo blog per arricchirlo con punti di vista, competenze e informazioni complementari alle mie. Hanno già accettato l’invito Giovanni Cancellieri, professore di Telecomunicazioni all’Università Politecnica delle Marche e Presidente del Centro Radioelettrico Sperimentale Guglielmo Marconi,  e Gabriele Marra, professore di Diritto Penale all’Università di Urbino.

Giovanni Cancellieri ha accettato di seguire per noi i fatti di cronaca nel campo delle telecomunicazioni con particolare attenzione alle tecnologie di comunicazione multimediale.

Gabriele Marra ci parlerà della rete e delle sue leggi, prendendo spunto dalla cronaca per riflettere sulle implicazioni legali e normative del principio di neutralità.

Li ringrazio molto per aver accettato l’invito e aspetto i loro contributi, che pubblicherò a loro nome e inserirò in categorie dedicate per facilitarne la consultazione.

Roch Guerin: Servono reti di nuova generazione?

giovedì, 2 luglio 2009

Servono davvero reti di nuova generazione? La risposta non è ovvia e non è unanime, ma è interessante che a porsi la domanda sia stato Roch Guerin (professore di comunicazioni alla University of Pennsylvania e Fellow ACM e IEEE) nella relazione di apertura del convegno Next Generation Internet Networks (NGI-09, Aveiro, Portogallo), il cui titolo sembrerebbe sottointendere una risposta affermativa.

aveiro

La relazione ha offerto spunti interessanti e vicini a quanto discusso a Urbino in giugno, e poichè la presentazione non è ancora stata pubblicata in web ne riassumo il contenuto, che parte da tre premesse apparentemente ovvie:

  1. prima di introdurre una nuova tecnologia/rete occorre assicurarsi che serva e …
  2. che venga adottata dagli utenti;
  3. quando la nuova tecnologia/rete c’è occorre utilizzarla.

Espandendo il primo punto (necessità del cambiamento) Guerin ha analizzato i potenziali limiti di Internet:

  • Best effort non è il supporto ideale per tutte le applicazioni… ma le molte ingegnose soluzioni che sono state sviluppate per garantire QoS non vengono quasi mai applicate;
  • una rete globale a controllo distribuito pone problemi di sicurezza… ma gli attacchi crescono molto meno velocemente del traffico;
  • il traffico cresce esponenzialmente… ma il fattore di crescita si riduce, la rete non è prossima alla saturazione e in ogni caso all’aumento del traffico in una rete dovrebbe corrispondere un aumento delle risorse disponibili per potenziarla;
  • gli indirizzi (IPv4) sono limitati… ma la soluzione al problema (IPv6) è stata standardizzata da 15 anni e ancora non si è affermata.

Espandendo il secondo punto (successo di una nuova tecnologia nei confronti di una esistente) ha trattato il problema della migrazione prendendo proprio IPv6 come esempio:

  • IPv6 affronta un problema effettivo, ma malgrado questo la sua penetrazione a 15 anni dalla standardizzazione è di circa lo 0.2% e la sua crescita è più lenta di quella delle reti IPv4;
  • l’esternalità è un fattore determinante;
  • un semplice modello dinamico mostra che il processo di adozione di una nuova tecnologia (o di una nuova rete) ha due attrattori (successo o fallimento) verso cui convergono tutte le traiettorie in base alle condizioni iniziali. I due bacini di attrazione sono contigui e pertanto a condizioni iniziali molto simili possono corrispondere esiti opposti, rendendo molto difficile una previsione attendibile;
  • nessuna nuova tecnologia/rete potrà avere successo senza gateway verso Internet;
  • la presenza di gateway è necessaria alla diffusione di nuove tecnologie, ma può anche favorire la permanenza di quelle dominanti.

Sull’ultimo punto (utilizzo delle reti) ha detto che:

  • l’utilizzo delle reti merita almeno tanta attenzione quanto la loro costruzione;
  • la disponibilità di contenuti/applicazioni è fondamentale per l’affermazione di nuove reti;
  • sviluppando applicazioni caratterizzate da forte esternalità occorre adottare strategie di seeding (distribuzione sottocosto per creare massa critica) per evitare il problema dell’uovo e la gallina.

NeutralAccess09 – secondo giorno

domenica, 14 giugno 2009

La giornata è stata lunghissima. In realtà lo è stata meno di ieri, ma è stata più faticosa perchè non ci sono stati eventi conviviali o giochi sperimentali a spezzare il ritmo. Il compito difficilissimo di moderare e gestire questa giornata è toccato a Giovanni Cancellieri, che ringrazio per la competenza, l’esperienza e il rigore con cui ha condotto le sessioni.

fotoL’apertura è stata dedicata al piano telematico regionale delle Marche. Marialaura Maggiulli ha fatto il punto sullo stato di avanzamento. Cinzia evangelisti ha presentato i risultati di un censimento puntuale sulla disponibilità di banda da cui si evince (come era evidente ma mai quantificato così rigorosamente, benchè sottolineato anche dal rapporto Caio) che il digital divide è ben di più del 5% e si trova anche in comuni nominalmente raggiunti dalla banda larga. Adriano Gattoni ha presentato la gara unica per la copertura wireless delle quattro province marchigiane. Dario Denni e Paolo di Francesco, in rappresentanza di AIIP e Assoprovider, hanno presentato il proprio punto di vista sul piano per la banda larga.

fotoDopo un coffee break di 10 minuti i lavori sono ripresi con una sessione dedicata alle soluzioni tecnologiche per le reti d’accesso presentate da Altran, Townet, Aria, NB factory, Essentia e Cisco. Ad ogni relatore è stato concesso un quarto d’ora, non un minuto di più.

Un breve pranzo a buffet e si è ripreso con un’ultima sessione dedicata a modelli gestionali, casi di studio e applicazioni non convenzionali delle reti di accesso. Si è parlato di reti pubbliche e di identità federate (Lepida), di browser TV (New Deal Production), di reti wireless per i turisti (Broadband Beach), di domotica (Luca Romanelli), di modelli di copertura del territorio (Milliway), di VoIP e reti di emergenza (Arscomm) e di uso appropriato delle frequenze (Teleinform).

fotoAl momento della presentazione di Gianni Armetta (New Deal Production) abbiamo deciso di provare a proiettare in sala un video ad alta definizione ricevuto in tempo reale da Streamit su un portatile collegato ad un qualunque hotspot pubblico della rete Urbino Wireless Campus (al quale per altro la sala del convegno era collegata con un bridge e un ulteriore rilancio WiFi). Ha funzionato!

Nei prossimi giorni pubblichero’ le presentazioni e le registrazioni video. Ad ogni presentazione sarà associato un post in modo che, mandando commenti, possiate continuare a fare domande ai relatori e contribuire al dibattito sulle reti di accesso. Come lo scorso anno chiedero’ ai relatori la disponibilità a rispondere sul blog alle vostre domande.

Non mi resta che ringraziare tutti, ma lo faccio con un nuovo post.

NeutralAccess09 – primo giorno

sabato, 13 giugno 2009

Si è da poco conclusa la prima giornata del convegno e il mio personale bilancio è molto positivo per la qualità e l’originalità dei contributi, per la generosità dei relatori, per i toni informali, per la vivacità del dibattito, per la partecipazione del pubblico, per la giornata di sole, per il successo dell’esperimento di matchmaking e per il piacere di parlare di cose interessanti con persone amiche nella cornice del palazzo ducale di Urbino in una splendida giornata di sole.

fotoGianluca Mazzini è stato un ottimo moderatore-facilitatore del dibattito. Roberto Sambuco ha mandato un messaggio sulla neutralità della rete con il quale abbiamo aperto il convegno. Mario Frullone, Giancarlo Ferraiuolo e Salvatore Lombardo hanno delineato lo stato della rete in Italia e commentato gli scenari di sviluppo alla luce del recentissimo piano del governo. Massimo Morgantini ha parlato delle iniziative del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie orientate a stimolare le università a fare da precursori dello sviluppo tecnologico nell’ambito delle reti e dei servizi di rete. Maurizio Pierlorenzi ha parlato delle violazioni dei sistemi informatici e dei compiti della Polizia Postale.

fotoNel pomeriggio il dibattito su neutralità ed esternalità positiva ha cercato di dare risposte alle seguenti domande, stimolate dalle realzioni della mattina, da una mia presentazione sulle reti di accesso neutrali e dalle riflessioni di Fabio Giglietto (sociologo esperto di reti sociali) e di Gabriele Marra (professore di diritto penale).

  1. La neutralità innesca esternalità positive a livello delle reti di accesso?
  2. L’esternalità positiva può contribuire a risolvere situazioni di digital divide infrastrutturale e culturale?
  3. Conviene fare reti sovradimensionate (best effort) o sottodimensionate (con traffic shaping/access tiering/…)?
  4. Alle infrastrutture di rete si applica la legge di mercato?
  5. Quali violazioni al principio di neutralità possono essere ammesse?
  6. Le reti di accesso neutrali valorizzano la dimensione locale della rete?
  7. Fino a che punto gli operatori devono collaborare alla prevenzione del crimine?

fotoLa sessione di matchmaking ha funzionato perfettamente, grazie alla puntualità e la disponibilità con cui i partecipanti si sono prestati all’esperimento.

La giornata si è conclusa come previsto con la visita alla mostra Raffaello e Urbino e con la cena al Palazzo Ducale (ben gestita dal servizio di catering della caffetteria del palazzo).

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Domani si ricomincia alle 10 e il ritmo sarà ancora più serrato.

Il paradosso della liberta’ imposta

lunedì, 18 maggio 2009

La settimana scorsa il Prof. Kenneth Carter e’ stato invitato dalla Fondazione Ugo Bordoni e da NNSquad a parlare di “Neutralita’ della rete e aspetti socio-economici“.  Chi, come me, non ha avuto modo di assistere al seminario puo’ trovare il materiale e la registrazione sul sito della FUB, o leggere il post sul blog di Carter.

Sullo stesso blog potete trovare anche le riflessioni di Carter sul paradosso che gli e’ stato proposto da Stefano Merli (che ringrazio per la segnalazione), secondo il quale ogni tentativo di regolamentazione della neutralita’ rischia di limitare la liberta’ con lo scopo di garantirla (“limits freedom to ensure freedom“). Le riflessioni meritano la lettura. In particolare trovo intrigante il cenno al “trasferimento di liberta’“, benche’ non sia il tema centrale del dibattito.

Scienze del web: ipotesi di un corso di laurea dal basso

domenica, 12 ottobre 2008

Sono stato all’AcaBarcamp organizzato da Fabio Giglietto dove Federico Bo ha presentato la proposta informale di un Corso di Laurea in “Scienze del Web” ispirato alle riflessioni sull’emergenza di una Web Science pubblicate sul numero di luglio di Communications of the ACM da Tim Berners-Lee et al.

Federico Bo definisce le proprie riflessioni un divertissement intellettuale, ma credo che vadano oltre. Al di là del tentativo di definizione di un piano di studi, decisamente prematuro, l’analisi dei fabbisogni e degli obiettivi formativi e l’enumerazione degli ambiti disciplinari coinvolti sono un punto di partenza concreto e promettente.

Trovo inoltre interessante (e nel contesto attuale decisamente confortante e controtendenza) che dall’esterno del mondo accademico Federico Bo riconosca il valore strategico e il vantaggio competitivo che potrebbe derivare dall’istituzione di un corso di laurea in grado di cogliere talmente bene la natura della scienza del web da contribuire concretamente a definirla e a svilupparla.

Seguirò con molto interesse il dibattito che Federico conduce sul suo blog, non solo perchè le discipline di cui mi occupo hanno a che fare con le scienze del web, ma anche per studiare (e magari contribuire ad affinare) i meccanismi con cui un corso di laurea potrebbe effettivamente essere progettato dal basso.

Riferimenti:

Neutralità e sicurezza: Reti neutrali degne di fiducia

domenica, 14 settembre 2008

Security and PrivacyL’editoriale di Fred Schneider sul numero di agosto di Security & Privacy, magazine dell’IEEE, lamenta l’assenza di un adeguato dibattito sul tema della sicurezza e dell’affidabilità di Internet nel contesto delle proposte regolamentari finalizzate a tutelarne la neutralità. L’editoriale è molto breve e si limita ad introdurre il tema e ad anticipare un articolo che apparirà sul Federal Communication Law Journal, ma offre spunti ampi e interessanti. La domanda è:

fino a che punto è giusto ammettere eccezioni al principio di neutralità (che impedisce ai provider di discriminare in base all’applicazione, al contenuto e alla provenienza dei pacchetti) per tutelare la sicurezza degli utenti e l’affidabilità delle reti?

In pratica si tratta di trovare il giusto compromesso tra due proprietà delle reti: la neutralità da una parte e la “dignità di fiducia” (per tradurre alla lettera il termine inglese “trustworthiness“) dall’altra. Poichè il dibattito sulla neutralità è ormai centrale, e numerose proposte regolamentari sono già state elaborate, il compromesso sembra dover essere cercato nelle eccezioni alla neutralità tollerate in nome della trustworthiness.

Come al solito ci sono due estremi: regole troppo rigide che rischiano di impedire il raggiungimento di livelli adeguati di sicurezza e affidabilità, regole troppo lasche che rischiano di compromettere la neutralità.

Esempi di regole troppo strette sono quelli delle proposte normative del North Dakota e del Maine, che consentirebbero ai provider di offrire servizi legati alla sicurezza in deroga al principio di neutralità, solo se i singoli utenti hanno la possibilità di rinunciare a tali servizi in nome della neutralità. Norme troppo lasche sono invece quelle che ammettono qualsiasi discriminazione che possa dirsi motivata da ragioni di sicurezza. La questione si fa ulteriormente complessa se le tecniche di tutela della sicurezza richiedono accordi trasparenti tra gli operatori.

In conclusione, Schneider sollecita l’apertura di un dibattito piu’ ampio sull’argomento e suggerisce un procedimento per affrontare il tema della sicurezza sui tavoli della network neutrality:

1. cominciare con l’enumerazione della proprietà di sicurezza e affidabilità che gli utenti della rete potrebbero desiderare,

2. evidenziare quelle per le quali allo stato dell’arte non esistono implementazioni end-to-end,

3. chiedere che le proposte normative sulla network neutrality “non impediscano” lo sviluppo di tecniche atte a garantire le proprietà di sicurezza non altrimenti implementabili.

Riferimenti:

  • Fred B. Schneider, “Network Neutrality versus Internet Trustworthiness?”, IEEE Security & Privacy, Vol. 6, No. 4, pp. 3-4, 2008. (pdf)