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ULOOP – gli utenti che fanno rete

giovedì, 23 settembre 2010

Si e’ svolto a Lisbona il 21 e il 22 settembre scorsi il kick-off meeting del progetto europeo “ULOOP: User-centric Wireless Local Loop“, finanziato nell’ambito ICT del settimo programma quadro.

Il progetto parte dal presupposto che il wireless mette gli utenti al centro delle future architetture di rete ed esplora le soluzioni tecniche, i modelli socio-economici e i contesti normativi necessari ad abilitare la realizzazione di reti wireless stabilite in modo trasparente tra gruppi di utenti legati da rapporti di fiducia reciproca.

Il progetto riguarda le reti di accesso neutrali, che sono considerate un fattore abilitante per la loro intrinseca flessibilità nella gestione dei rapporti tra operatori, estensori della rete d’accesso e utenti. Queste riflessioni sono state oggetto di un paper che ho presentato a Venezia in luglio (Andrea Seraghiti and Alessandro Bogliolo, “User-Provided Wireless Neutral Access Networks”, The Second Int.l Conf. on Advances in Future Internet, AFIN 2010).

L’Universita’ di Urbino partecipa al progetto insieme ad Alcatel-Lucent BellLabs (capofila), University Lusofona (coordinatore scientifico), Huawei Technologies Duesseldorf, ARIA SpA, Caixa Magica Software, FON wireless Ltd, Technische Universitat Berlin, University of Kent, Université de Genève, Teleinform SpA.

Il progetto è triennale ed ha un budget di 5.98 milioni di Euro. Nei primi sei mesi ci concentreremo sulla definizione delle specifiche.

FON: accesso condiviso e roaming globale

domenica, 8 marzo 2009

Chi ha un accesso ad Internet residenziale a tariffa piatta non lo usa sempre (se non altro perchè trascorre fuori di casa buona parte della giornata) e di solito non lo sfrutta al massimo (perchè molte delle attività online non hanno grandi esigenze di banda e perchè in rete si possono incontrare colli di bottiglia più stretti del gateway del proprio provider). Uscendo di casa lasciamo la nostra connessione Internet inutilizzata e ci possiamo trovare in luoghi privi di punti di accesso. Ma magari passiamo sotto casa di chi, come noi, ha una connessione sottoutilizzata e non avrebbe nulla da perdere a farci usare un po’ della sua banda, chiedendoci in cambio solo di ricambiargli il favore quando mai dovesse trovarsi a passare sotto casa nostra.

Accesso condiviso. La comunità FON è nata in Spagna nel 2006 da questa idea: utilizzare il WiFi per condividere connessioni ad Internet residenziali. Chi ha una connessione a tariffa piatta acquista una Fonera (un router wireless che genera una rete WiFi protetta e una rete WiFi aperta) ed entra a far parte della comunità. La rete wireless aperta è gestita centralmente da FON come un hot spot pubblico con captive portal centralizzato. La rete protetta invece è didicata all’uso privato da parge del proprietario della Fonera. Chiunque mette a disposizione la propria connessione (tenendo accesa la propria Fonera) ha diritto di accedere ad Internet gratuitamente dalle Foneras altrui.

Lo scorso gennaio ho incontrato a Barcellona Jordi Valleio, CTO di FON, che parla cosi’ della comunità FON:



Il modello ha attirato l’attenzione di importanti investitori (tra cui Google e Skype) e si è diffuso a livello globale creando una comunità di circa un milione di Foneros. Oggi in molti paesi del mondo FON è una realtà consolidata, in molti altri sta prendendo piede, in altri è guardato come un fenomeno interessante ma incompatibile con i modelli di business degli operatori dominanti e con la normativa vigente. L’Italia è tra questi ultimi, come dimostrano la scarsa concentrazione di Fon spots sul nostro territorio e le riflessioni autorevoli pubblicate il mese scorso su Datamanager (L’unione fa … la rete). Tutti concordano sulla bontà dell’idea, ma sollevano perplessità riguardanti: il rapporto tra utente e provider (che in genere non prevede la rivendita), il ruolo di Inernet Service Provider esercitato indebitamente da chi accende una Fonera, la responsabilità del proprietario della Fonera (nonchè intestatario della connessione ad Internet) per il traffico generato da chiunque utilizzi la sua connessione, la qualità del servizio, l’affidabilità, … Ognuna di queste preoccupazioni è in parte fondata, nel senso che evidenzia una criticità del modello di condivisione d’accesso che lo rende più o meno adatto a rispondere a specifiche esigenze di connettività o ad affermarsi in determinati contesti.

Roaming globale. Mentre si dibatte sulle criticità della condivisione d’accesso, e sugli strumenti e sulle motivazioni per affrontarle e superarle, FON ha iniziato a stringere importanti accordi con grandi operatori (tra i quali BT) che forniscono direttamente ai propri clienti l’opportunità di diventare Foneros. Questi accordi non tradiscono il modello di FON, ma ne accelerano la diffusione, in quanto ogni accordo con un ISP fa fare a FON un lungo balzo in avanti sia in termini di dimensione della comunità sia in termini di diffusione di FON spot. Ma la differenza non è solo di scala, poichè in virtù di questi accordi FON affianca al modello originale di accesso condiviso dal basso, un nuovo modello di roaming globale dall’alto.

Se tutti gli ISP partner FON permettono ai propri utenti di diventare Foneros e aprono le loro reti alla comunità, dal punto di vista del singolo ISP l’accordo con FON equivale alla stipula di accordi di roaming WiFi con tutti i partner FON. L’utente di uno degli ISP che decide di diventare Fonero assume il diritto di accedere ad Internet da tutti i FON spot del mondo, indipendentemente dall’operatore che offre la connessione ad Internet. Al valore aggiunto per gli utenti si somma il ritorno d’immagine e popolarità per l’ISP, al quale viene riconosciuto il merito di favorire, anzichè osteggiare, un fenomeno di condivisione partito dal basso.