Letture da spiaggia
Domenica, 11 Luglio 2010Il titolo del post non è un giudizio su ciò che ho letto, ma un dato di fatto: sono stato una settimana al mare e in spiaggia ho letto o riletto.
- Energia in rete. La diffusione di terminali mobili con risorse di memoria e di calcolo limitate rende sempre più popolare il ricorso ad application servers disponibili in rete a cui delegare ciò che i terminali mobili non riescono a fare. Ma delegare l’elaborazione ad un server consente anche di risparmiare energia aumentando l’autonomia del terminale mobile? I modeli e gli studi esistenti dicono che il risparmio dipende dalla banda disponibile, dalla quantità di elaborazione da delegare e dalla quantità di dati da scambiare tra client e server. L’ipotesi di caso peggiore è infatti quella in cui sia i dati che l’applicazione debbano essere passati al server per poter delegare l’elaborazione. Ma il vantaggio diventa ancora più evidente se le applicazione, e magari anche i dati, risiedono già sui server, come accade ad esempio con Google Apps.
Karthik Kumar and Yung.Hsiang Lu, “Cloud Computing for Mobile Users: Can Offloading Computation Save Energy?”, IEEE Computer, Vol. 43, No. 4, pp. 51-56, 2010.
- Potenza quanto basta. I sistemi a microprocessore sono tipicamente progettati per offrire prestazioni elevate, tuttavia molte applicazioni dominate dai tempi di attesa di input e output hanno prestazioni indipendenti dalla frequenza di clock del microprocessore su cui girano. Se un computer lavora ad una frequenza superiore a quella minima richiesta dall’applicazione a cui è dedicato spreca potenza e quindi energia. Queste semplici considerazioni sono alla base del concetto di energy-proportional computing, un nuovo stile di progetto finalizzato a realizzare sistemi che offrono giusto le prestazioni necessarie all’uso che ne verrà fatto. A rendere plausibile questa visione è il cloud computing, che consente di organizzare reti di server dedicati a determinate tipologie di applicazioni e perfettamente dimensionati per ciascuna di esse. La novità sta proprio nel legame tra potenza e cloud computing, perchè per il resto i concetti sono noti: il consumo di potenza è diventato da decenni la principale metrica di progetto, i sistemi dedicati a specifici domini di applicazioni sono sempre esistiti (benche’ non abbiano avuto la meglio sui sistemi general purpose che consentono di realizzare economie di scala migliori) e il consumo di potenza di un sistema a microprocessore può essere adattato all’uso che ne viene fatto grazie a sofisticate tecniche di dynamic power management adottate da circa 20 anni a tutti i livelli. Passando dal mondo dei server a quello dei terminali mobili la tendenza è ancora più evidente: l’autonomia limitata è il maggior disagio degli smart phone, ma la maggior parte di noi preferisce avere uno smart phone capace di fare di tutto per poche ore piuttosto che un telefonino in grado di fare telefonate per diversi giorni. Come se non bastasse, le applicazioni più apprezzate sono quelle che spingono al limite le prestazioni e il consumo dei dispositivi, basti pensare agli smart phone usati come navigatori satellitari che devono spegnersi ogni tanto per non fondere.
Kirk W. Cameron, “The Challenges of Energy-Proportional computing”, IEEE Computer, Vol. 43, No. 5, pp. 82-83, 2010.
- Elettronica ad acqua. L’acqua è talmente essenziale alla produzione di energia che c’è chi si è chiesto quanta acqua sia necessaria per ricaricare l’iPhone (mezzo litro), per fare una ricerca su Google (mezzo millilitro), o per far funzionare qualsiasi dispositivo elettronico. Tra l’altro l’acqua deve essere trasportata per kilometri per raggiungere gli impianti di produzione di energia, consumando altra energia la cui produzione richiede altra acqua. Negli Stati Uniti circa il 40% del consumo di acqua è legato alla produzione di energia. Un interessante rapporto mette a confronto la distribuzione di risorse (idriche e energetiche) e la crescita tendenziale dei fabbisogni di acqua e di energia.
Special report, “Trading Water for Watts: The Hard Choices Start Now”, IEEE Spectrum, July 2010.
- TV in rete. Che la TV sia arrivata in rete è evidente, che la convergenza apra scenari intriganti e ponga sfide tecnologiche avvincenti è altrettanto evidente, ma l’attualità e l’importanza di queste riflessioni dipendono anche da dove sono scritte.
Karin Breitman, Markus Endler, Rafael Pereira, and Marcello Azambuja, “When TV Dies, Will It Go to the Cloud?”, IEEE Spectrum, pp. 81-83, July 2010.
- Investigatore per caso. Un avvocato si trova suo malgrado ad investigare sulla scomparsa di una ragazza su incarico dei genitori, disperati per l’imminente chiusura delle indagini. La storia è avvincente, ben scritta e condita da numerosi ricordi di semplici episodi di vita vissuta dal protagonista nei quali è facile riconoscersi. L’unico inconveniente è che il protagonista (il Guido Guerrieri gia’ apprezzato da milioni di lettori) è un figo che si atteggia a sfigato. Questo non sarebbe di per sè un difetto, se il romanzo non fosse narrato in prima persona. Con la narrazione in prima persona l’autoironia del protagonista lascia in bocca il sapore sgradevole della falsa modestia e leggendo ci si sente un po’ ingannati da un protagonista che si atteggia nei confronti dei propri lettori.
Gianrico Carfoglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio, 2010.
- Il bene e il male. Il visconte Medardo di Terralba partecipa alle Crociate e alla prima battaglia viene colpito da una palla di cannone che lo spezza esattamente a metà (per lungo). Le due metà vengono miracolosamente salvate, l’una dai crociati e l’altra da alcuni eremiti che le ritrovano sul campo di battaglia. Entrambe le metà, per diverse strade e in momenti diversi, faranno ritorno a Terralba rivelandosi l’una talmente perfida e l’altra talmente buona da divenire presto ugualmente insopportabili agli abitanti del luogo.
Italo Calvino, Il visconte dimezzato, Mondadori, 1993.
- Straordinaria normalità. Due persone straordinarie per intelligenza, cultura e sensibilità si trovano a vivere nello stesso palazzo borghese di Parigi. Una è una portinaia di origini umili e senza istruzione, che decide di costruirsi un’esistenza da portinaia ignorante per coltivare segretamente e senza secondi fini la passione per la lettura, per l’arte e per il cinema. L’altra è un a ragazzina di 12 anni con un quoziente intellettivo straordinario che tiene per sè la propria intelligenza imitando i suoi compagni per apparire normale. Entrambe decidono di annotare le proprie riflessioni su un diario (o forse solo nella mente) e sono proprio le pagine dei loro diari, abilmente intrecciate, che ci raccontano da due angolazioni diverse la quotidianità che le porterà ad incontrarsi e a riconoscersi. Qui la sensazione è opposta a quella dell’”investigatore per caso” di cui sopra. Qui siamo di fronte a due persone straordinarie che, consapevoli di esserlo, decidono di nasconderlo al mondo ma di svelarlo senza inutili pudori ai propri appunti, e quindi al lettore. Le pagine non sono mai ovvie, le qualità delle protagoniste sono da subito evidenti al lettore senza ricorrere a ostentazioni o proclami, le loro riflessioni creano una tensione e un’attesa degne di un romanzo giallo, benchè non accada quasi nulla. Vorrei doverlo ancora leggere.
Barbery Muriel, L’eleganza del riccio, E/O, 2007.
- Con gli occhi della misuca. Un bambino abbandonato su un transatlantico il primo gennaio del 1900 si chiamerà Novencento, vivrà tutta la vita su quella nave, imparerà miracolosamente a suonare il pianoforte, conoscerà il mondo attraverso gli occhi dei passeggeri che lo hanno visto, e si acconteterà di immaginarlo mentre suona musiche mai ascoltate. Il testo è un monologo, quindi si presta ad esser letto ad alta voce, ma se a leggerlo non è un bravo attore la retorica è un po’ stucchevole.
Alessandro Baricco, Novecento (un monologo), Feltrinelli, 1994.
- La costituzione italiana. Il Presidente emerito della Corte Costituzionale spiega come leggere la Costituzione italiana illustrandone lo spirito, i principi, i valori, l’architettura e l’attualità. La lettura serve davvero a “farsi un’idea” (questo il titolo della collana) della legge fondamentale dello Stato, invogliando a leggerla e offrendo gli strumenti per comprenderla e apprezzarla. Quando finalmente si arriva a leggere la Costituzione, l’attesa non viene delusa.
Valerio Onida, La Costituzione, Il Mulino, 2004.



