Archivi per la categoria ‘Progetto’

openBOXware – 11.11.11.11 – resoconto

martedì, 15 novembre 2011

OBW-11-11-11-11

Sul sito di NeuNet è stato pubblicato un resoconto dettagliato, con tanto di foto e appunti, degli esperimenti condotti in pubblico l’11 novembre scorso sul prototipo di openBOXware.

Gli esperimenti dimostrano la possibilità di sfruttare la convergenza tecnologica e funzionale tra smartphone e smartTV a vantaggio della semplicità di utilizzo e dell’inclusione digitale.

Con openBOXware, uno smartphone Android collegato ad un televisore trasforma qualunque contenuto digitale online in un canale televisivo accessibile tramite un normale telecomando.

OpenBOXware sarà presto disponibile nel market di Android. Nel frattempo, chi volesse diventare alpha-tester di openBOXware può scrivere a info@neunet.it.

Riferimenti:

Tele-Fonino. Prove tecniche di convergenza

mercoledì, 9 novembre 2011

Cosa rende un telefonino diverso da un televisore? Le differenze sono così evidenti che la domanda sembra retorica, ma quando ad entrambi si aggiunge il prefisso “smart”, sotto le evidenti  differenze si nascondono forti analogie. E’ l’effetto della convergenza tecnologica e funzionale, che consente di usare le stesse infrastrutture di rete per telefonare e per diffondere contenuti video e che rende intimamente simili tutti i dispositivi connessi, compresi smartphone e smartTV, perché controllati da microprocessori capaci di fare le stesse cose.

OBW convergence

Il mercato sta sfruttando la convergenza tecnologica per dotare ogni dispositivo connesso di tutte le funzioni che il processore è in grado di supportare. Così gli smartphone consentono di vedere la TV in mobilità, mentre gli smartTV consentono di navigare in Internet e di eseguire applicazioni.

Ma a dispetto della convergenza, a rendere davvero diverso uno smartphone da uno smartTV (oltre alla dimensione dello schermo) è l’uso che ne facciamo. Non tanto perché continuiamo ad usare il primo per fare quasi di tutto e il secondo quasi esclusivamente per guardare la TV, ma anche perché li usiamo in luoghi diversi e con atteggiamenti diversi.

Quando usiamo uno smartphone siamo spesso fuori casa e abbiamo l’atteggiamento attivo di chi usa un computer, quando usiamo una smartTV siamo sprofondati nel divano con un telecomando in mano e abbiamo l’atteggiamento passivo di chi lascia scorrere un canale lineare. Siamo “protesi” verso il primo (leaning forward) e “reclinati” di fronte al secondo (leaning back).

Questa differenza di paradigma d’uso si riflette anche sulla nostra disponibilità a dedicare tempo e attenzione alla personalizzazione dei due dispositivi. Mediamente dedichiamo molto impegno alla personalizzazione del nostro smartphone, che diventa così il dispositivo personale per eccellenza, e accettiamo passivamente le impostazioni standard del nostro televisore. La proliferazione di dispositivi connessi non fa che accrescere il divario rendendoci sempre meno disponibili ad investire tempo nella configurazione di strumenti diversi dal telefonino.

Il progetto openBOXware-for-Android parte da queste considerazioni e si pone due obiettivi contro tendenza:

  1. permettere di usare lo smartphone anche per guardare la TV in salotto, evitando di configurare e personalizzare tanti dispositivi diversi;
  2. rendere accessibili tutti i contenuti e le applicazioni multimediali in rete con le semplici modalità di accesso dei tradizionali canali televisivi, portando su Internet chi non ha mai navigato in rete ma sa usare la TV.

“Vogliamo consentire agli utenti di ritrovare sul televisore lo stesso ambiente di lavoro che si sono pazientemente costruiti sul proprio smartphone, con tanto di applicazioni, file e link  – spiega Alessandro Bogliolo, responsabile del progetto – e al tempo stesso vogliamo preservare l’esperienza d’uso della TV tradizionale, che ha l’enorme vantaggio di essere familiare al 99% della popolazione. In altre parole, vogliamo ridurre la proliferazione di interfacce utente e sfruttare la popolarità della TV per colmare il divario digitale.”

Il prototipo di openBOXware è quasi pronto. Mancano gli ultimi ritocchi prima dell’esperimento che verrà condotto in pubblico a Urbino il prossimo 11 novembre alle ore 11. Per partecipare è sufficiente compilare il modulo di registrazione gratuita all’indirizzo http://blog.neutralaccess.net/OBWandroid2011/

Il progetto openBOXware è frutto della collaborazione tra l’Associazione Culturale NeuNet, il Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti (DiSBeF) e il Corso di Laurea in Informatica Applicata dell’Università di Urbino. L’esperimento di Urbino è allestito in collaborazione con RAI Radiotelevisione Italiana SpA, IMAB Group SpA e BAX srl.

L’evento dell’11 novembre 2011 è inserito nel programma di seminari del Corso di Laurea di Informatica Applicata dell’Università di Urbino (http://informatica.uniurb.it/).

Comunicato stampa dell’8 novembre 2011
http://blog.neutralaccess.net/OBWandroid2011/
info@neunet.it

Tabula rasa

mercoledì, 20 aprile 2011

C’e’ chi sta facendo tabula rasa per reinventare Internet da zero, senza condizionamenti derivati piu’ o meno consciamente dall’esperienza d’uso quotidiana e dai principi di funzionamento noti.

clean-slate-stanford

A farlo sono diversi gruppi di ricerca internazionali e interdisciplinari, tra i quali che partecipano in Europa al “Future Internet Assembly” (FIA) e quelli che si sono costituiti presso l’universita’ che piu’ di ogni altra ha influenzato l’evoluzione tecnologica degli ultimi 25 anni: la Stanford University.

Il progetto di Stanford si chiama “Clean Slate” (“tabula rasa”, per l’appunto) e si prefigge lo scopo di superare i limiti architetturali di Internet (con particolare riferimento a sicurezza e mobilita’), incorporare tecnologie emergenti come le reti di sensori, abilitare lo sviluppo di nuove classi di servizi, offrire supporto all’innovazione e allo sviluppo economico.

Il progetto Clean Slate comprende attivita’ di ricerca a medio e lungo termine intraprese fin dal 2006 allo scopo di creare modelli di rete orientati ai flussi (“Flow level models for the Internet“), creare piattaforme hardware aperte e programmabili (“The NetFPGA Platform“), creare una rete mobile aperta (“POMI 2020“), offrire supporto alla sperimentazione di protocolli di rete (“OpenFlow“).

L’approccio Clean Slate e’ anche alla base dell’iniziativa europea, che dal 2008 si occupa, tra gli altri temi, di cloud computing e di Internet of things.

Riferimenti:


Wi-FI vs Wi-IT

martedì, 28 dicembre 2010

Wi-FI vs Wi-IT

Considerando la maturità della normativa finlandese sul wireless viene da pensare che non sia per una semplice coincidenza che la sigla del Wi-Fi termina con la sigla della Finlandia…

In particolare, per quanto ne so, la normativa finlandese è la prima a regolamentare le comunità wireless, fin dal 2007. Si veda il WLAN memorandum della Finnish Communications Regulatory Authority.

Nel frattempo in Italia vengono ancora visti come pionieri ignorati dalla  normativa i ragazzi di Ninux che da anni si organizzano spontaneamente per creare reti wireless comunitarie sui tetti di Roma a partire dalla costruzione dei nodi. E giustamente ne parla Nòva. Consiglio di visitare il sito e il blog di Ninux a chiunque voglia saperne di più sulle community networks.

Da qualche mese è partito un progetto europeo denominato ULOOP (user-centric wireless local loop) che studia i rapporti tra comunità wireless e reti di accesso ad Internet, per metterne in luce le potenzialità e abilitarne il pieno utilizzo. Il progetto tratterà non solo aspetti tecnologici, ma anche sociali, economici e legali.

Riferimenti

http://blog.ninux.org/

Gestione avanzata di flussi multimediali (2)

lunedì, 27 dicembre 2010

Il 21 dicembre si e’ svolto a Urbino un incontro di aggiornamento sulla gestione avanzata di flussi multimediali organizzato dal Corso di Laurea in Informatica Applicata e da NeuNet. Anche questa volta si è trattato di un esperimento condotto in pubblico dagli sviluppatori di openBOXware, la piattaforma open source per la gestione di flussi multimediali.

lorenz e saverio lorenz e saverio

In poco più di un’ora Lorenz e Saverio sono riusciti a programmare e ad illustrare ai partecipanti tutti i plugin per openBOXware necessari a dimostrare la fattibilità di innovative modalità di distribuzione di contenuti multimediali.

openBOXware-Flows-slides

Per capire il senso del’incontro potete dare un’occhiata alle slides proiettate nel corso della presentazione. La prima parte illustra sinteticamente l’architettura di openBOXware, la seconda parte discute i problemi di banda che affliggono le reti di accesso e le conseguenti esigenze di gestione dei flussi multimediali, la terza parte mostra la struttura della demo ed enumera i plugin di cui è stata data dimostrazione pratica.

Chi avesse già assistito a precedenti incontri su openBOXware o a presentazioni sul multicast wireless e sulle reti di accesso neutrali può risparmiarsi le prime due parti e passare direttamente alla terza, a cui è dedicato il resto di questo post.

L’esperimento

Lo schema dell’esperimento è illustrato di seguito. I blocchi azzurri rappresentano 5 computer sui quali è installato openBOXware. Tutti i computer appartengono alla stessa rete locale. I riquadri gialli rappresentano i plugin per openBOXware che consentono alle 5 istanze di scambiarsi flussi multimediali di diversa natura, rappresentanti dalle frecce. Le frecce nere rappresentano collegamenti unicast, mentre quelli rossi collegamenti multicast. Le frecce più spesse rappresentano flussi a banda larga (superiore a 1Mbps).

openBOXware-Flows

Hop 1:
Sulla macchina A gira un’istanza di openBOXware che implementa un server HTTP [1] che rende disponibile un filmato in un container Mp4 (video H.264 e audio AAC). Sulla macchina B openBOXware riceve il filmato attraverso un  media source HTTP [2] che si comporta da client.

Hop 2:
Sulla macchina B il flusso ricevuto dal media source HTTP è ridiretto da openBOXware senza transcodifica su un media target TCP [3] che si comporta da client mandando lo stream alla macchina C in modalità push. La macchina C riceve lo stream attraverso un media source TCP [4] configurato come server.

Hop 3:
L’istanzie di openBOXware che gira sulla macchina C rilancia il video H.264 in un container RTP in modalità multicast su UDP attraverso l’apposito plugin RTP media target [5]. Il descrittore SDP è reso disponibile dal server HTTP [1] che gira sulla macchina A. Sulla macchina E gira un media source SDP [6] che recupera il descrittore dal server HTTP e si collega al gruppo multicast a cui invia il flusso il media target RTP.

La macchina E emula il comportamento di un utente non autorizzato a ricevere il video. Per questo il flusso generato dalla macchina C è corrotto in modo da non poter essere fruito senza ulteriori informazioni trasmesse in unicast direttamente dalla macchina A ai soli utenti registrati. Nel nostro esempio il flusso multicast non contiene la traccia audio.

La macchina D rappresenta un utente registrato presso il server [1] e autorizzato a ricevere il video.  Il plugin per openBOXware che gira sulla macchina D non è un semplice media source, ma un’applicazione [7] che include un media source SDP per la ricezione di video in multicast, una custom pipeline UDP per la ricezione in unicast del flusso audio generato dal server [1] in modalità push a seguito della prima richiesta del video, e un widget srt per la riproduzione dei sottotitoli scaricati in unicast http dallo stesso server [1].

Scenari

L’esperimento condotto in laboratorio è esemplificativo della possibilità di implementare meccanismi evoluti per la distribuzione di flussi multimediali lavorando ad un livello di astrazione che massimizza la produttività e la portabilità del codice, e utilizzando la stessa piattaforma software in tutti gli elementi della catena. Nel caso specifico, la macchina A rappresenta un generico server disponibile in rete, la macchina B rappresenta un proxy, la macchina C rappresenta un gateway unicast-multicast, la macchina D rappresenta un client autorizzato alla fruizione di un contenuto on demand, la macchina E rappresenta un client non autorizzato. L’esempio mostra come sia possibile:

  • sfruttare il multicast per ottimizzare l’occupazione di banda sul penultimo miglio consentendo a più utenti (autorizzati) di ricevere lo stesso flusso,
  • implementare tecniche di protezione che consentano di limitare la fruizione dei contenuti ai soli utenti registrati,
  • personalizzare/localizzare l’audio e/o i sottotitoli attraverso flussi unicast sincronizzati al flusso video multicast,
  • rendere trasparente all’utente il rilancio locale in multicast attraverso descrittori SDP.

openBOXware-Xmas

La liberalizzazione del Wi-Fi

venerdì, 12 novembre 2010

Leggendo il testo dell’ Art. 7 della legge 155/2005 e il verbale della seduta n. 113 del 5/11/2010 del Consiglio dei Ministri, non è facile interpretare cosa intenda il Ministro Maroni quando parla di collegarsi liberamente a reti WiFi, né prevedere i tempi in cui questo sarà reso possibile.

Dal verbale si evince infatti che il Consiglio dei ministri ha approvato sia un decreto legge che contiene diverse disposizioni in materia di sicurezza pubblica (tra le quali non si cita il WiFi), sia un disegno di legge “che, fra l’altro: […] in materia di accesso alla rete Wi-Fi: prevede il superamento delle restrizioni al libero accesso alla rete contenute nel cosiddetto decreto Pisanu, mantenendo tuttavia adeguati standard di sicurezza”.

La questione merita alcune osservazioni.

La prima è che si tratta di un disegno di legge, che dovrà affrontare l’iter parlamentare in un periodo di affanno del governo e rischia quindi di trovarsi imbottigliato malgrado l’appoggio di massima bipartisan al punto in questione.

La seconda osservazione, che riprendo da alcuni blog e dal confronto con gli amici giuristi, è che il riferimento al primo gennaio 2011 lascia intendere che non si tratti di un’abrogazione dell’articolo 7, che potrebbe avere decorrenza da qualsiasi momento, ma della mancata proroga del comma 1, l’unico ad avere un riferimento temporale, che è quello che prescrive l’obbligo di licenza per i gestori di Internet point.

La terza osservazione è che l’abrogazione in toto dell’Art. 7 del decreto Pisanu creerebbe un vuoto normativo che mal si concilia con il “mantenimento di adeguati standard di sicurezza” e che pertanto richiederebbe la contestuale emanazione di nuove norme che dovrebbero, quantomeno, essere discusse e approvate.

La quarta osservazione è riferita alle dichiarazioni di Maroni in conferenza stampa circa il superamento delle “restrizioni imposte dal decreto di cinque anni fa, che ora sono state oltrepassate dall’evoluzione tecnologica”. Questo riferimento all’evoluzione tecnologica fa ben sperare circa l’abolizione dell’obbligo di registrazione dei dati di un documento di identità, ma fa pensare che si mantenga comunque l’obbligo di identificazione mediante nuove tecnologie. Pur non sapendo a quali tecnologie alluda il Ministro, me me ne vengono in mente due che sono già utilizzabili:

  1. identificazione indiretta (attraverso SMS o attraverso carta di credito);
  2. autenticazione federata per l’accesso ad Internet.

L’identificazione indiretta era stata ammessa dal Ministero dell’Interno già nel 2007, su sollecitazione di Assoprovider.

L’autenticazione federata per l’accesso ad Internet è stata invece introdotta nelle linee guida elaborate dal gruppo di lavoro che ho il piacere di coordinare in seno al Tavolo Tecnico Università Digitale (istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal MIUR). Le linee guida, che fanno anche riferimento anche alle forme di identificazione indiretta, sono state approvate in luglio 2010 dal tavolo dopo aver raccolto il parere favorevole del Ministero dell’Interno.

Di “Aspetti normativi delle reti IP e della comunicazione digitale” e di “Autenticazione federata per l’accesso ad Internet” ho parlato oggi al workshop ICT4University che si è tenuto a Napoli, nello splendido complesso di San Marcellino.

In attesa che si chiarisca cosa vuol dire liberalizzazione del Wi-Fi e quando avverrà, in molti si aspettano che dal prossimo primo gennaio potranno accedere gratuitamente ad Internet da qualsiasi luogo pubblico. Temo che questa aspettativa verrà delusa.

openBOXware a Roma: slides e foto

venerdì, 22 ottobre 2010

Pubblico tardivamente le slides proiettate durante la presentazione ufficiale di openBOXware che si e’ svolta a Roma lo scorso 8 ottobre, presso la Camera dei Deputati, alla presenza di Irene Pivetti e dell’Onorevole Mario Tassone.

Il concept – Alessandro Bogliolo

concept

I plugin – Saverio Delpriori e Lorenz Klopfenstein

plugin

Sviluppi e scenari futuri: Alessandro Bogliolo

scenari

Infine aggiungo qualche foto che documenta l’incontro:

openboxware openboxware

openboxware openboxware

openboxware openboxware

openboxware openboxware

openBOXware: release 1.0

venerdì, 22 ottobre 2010

Come previsto, dalle ore 10 del 10/10/10 il codice di openBOXware e’ disponibile online nella versione 1.0.

Chiunque fosse interessato a vedere il codice, sacricare l’ambiente di sviluppo, scaricare la distribuzione di openBOXware, e seguire l’evoluzione del progetto puo’ registrarsi sul server trac dedicato allo sviluppo collaborativo.

Chi volesse partecipare attivamente allo sviluppo o svolgere la funzione di beta tester puo’ scrivere a info@openboxware.net per farsi attribuire i corrispondeti diritti sul server.

openBOXware: presentazione ufficiale

venerdì, 8 ottobre 2010

openboxware

Ci siamo. Tra qualche ora (alle 12) openBOXware verrà presentato ufficialmente al pubblico e alla stampa presso la Sala Mercede di Palazzo Marini, Camera dei Deputati. Per chi volesse saperne di più e non potesse partecipare, pubblico di seguito il press kit completo.

Comunicato stampa diffuso il 7 ottobre 2010 [pdf]

Locandina [png]

openBOXware: presentazione [pdf]

openBOXware: la roadmap [pdf]

openBOXware: il concept [pdf]

openBOXware: le persone [pdf]

openBOXware: il contesto [pdf]

openBOXware: il corso [pdf]

Ulteriori informazioni:

http://www.openboxware.net/

info@openboxware.net
0722 4475

Loghi:
Logo di openboxware [gif][pdf]
Logo di Informatica Applicata [gif][pdf]
Logo di NeuNet [gif][pdf]

openBOXware: invito a Roma

venerdì, 1 ottobre 2010

Il Corso di Laurea in Informatica Applicata dell’Università di Urbino, la Fondazione Learn To Be Free Onlus e l’Associazione culturale NeuNet sono liete di invitarvi alla presentazione di openBOXware al pubblico e alla stampa.

Venerdì 8 ottobre | 11:30
Introducing openBOXware
Camera dei Deputati
Sala Mercede di Palazzo Marini
Via della Mercede, 55 – Roma

L’accesso alla sala è limitato a 70 posti. Pertanto è necessario confermare via e-mail la propria partecipazione inviando un messaggio con le seguenti caratteristiche:

  • Destinatario: info@openboxware.net
  • Oggetto: [openBOXware] partecipazione
  • Contenuto:
    Il sottoscritto <nome e cognome>, nato a <luogo di nascita> il <data di nascita>, chiede di poter partecipare all’evento “introducing openBOXware”, che si svolgerà l’8 ottobre 2010 presso la Camera dei Deputati, Sala Mercede di Palazzo Marini, via della Mercede, 55, Roma.
    Ai sensi del d.lgs. 196/03, il sottoscritto autorizza l’Universita’ di Urbino e NeuNet al trattamento manuale e automatico dei dati forniti per le finalita’ della partecipazione all’evento.

Per informazioni:

http://www.openboxware.net/

info@openboxware.net
0722 4475