Archivi per la categoria ‘Personale’

Internet a pedali: digital divide di prima generazione

sabato, 31 maggio 2008

Questa mattina ho trasportato in bici 8MB di un amico e collega.

Sui 7Km ch separano la sua casa in campagna dalla banda larga più vicina ho battuto il suo modem e soprattutto non ho mandato in timeout l’applicazione. Mettendo in conto anche la doccia sono andato a 35Kbps, ma se l’allegato fosse stato più grande avrei potuto fare molto di meglio!

Con un pò di flash al posto del kit per la foratura in quanto a banda potrei competere anche con un collegamento in fibra, ma il mio limite è la latenza. Anche allenandomi e rinunciando alla doccia non riuscirei a scendere sotto i 20 minuti…

Per(ché) cominciare

mercoledì, 21 maggio 2008

Malgrado le numerose sollecitazioni ho sempre resistito alla tentazione di aprire un blog, o meglio non l’ho mai neppure ritenuta una tentazione. Insegno e faccio ricerca in informatica ed elettronica. Esprimere opinioni online non fa parte del mio mestiere e non è mia abitudine, quindi senza una vera motivazione non sarei in grado di farlo con la dedizione e la continuità necessarie a far funzionare un blog.

Ma allora perché apro un blog?

Perché da qualche anno mi occupo di reti di accesso, cercando di affrontarne i problemi tecnici senza trascurare quelli sociali, legali ed economici, e di sviluppare e sperimentare sul campo ogni idea e soluzione. Apparentemente si tratta di un tema di ricerca come tanti altri, ma il laboratorio in cui lavoro è una vera rete di accesso che offre servizi a migliaia di utenti e il contesto in cui vanno cercati spunti e riscontri è molto più ampio, variegato e imprevedibile della comunità scientifica a cui appartengo.

Il valore che una rete ha per ogni utente cresce all’aumentare del numero di utenti. Si tratta di una retroazione positiva, di un circolo virtuoso che si innesca quando si raggiunge la massa critica di utenti. Da quel momento in poi il numero di utenti è destinato a crescere in modo naturale. Questo principio tipico delle reti e dei servizi di comunicazione, detto esternalità, si applica in senso lato anche alle idee che stanno alla base dello sviluppo e della gestione delle reti stesse. Le idee del singolo sono tanto più utili ed efficaci quanto più possono essere capite e condivise dagli altri.

Presentare e discutere in pubblico problemi, idee e risultati è diventato parte integrante della mia attività di ricerca in quest’ambito. Approfitto di ogni occasione in cui sono invitato a parlare in pubblico per spingere la discussione un po’ oltre al punto fermo a cui ritengo di essere già arrivato, imponendomi di fare in pubblico riflessioni più esplicite ed azzardate di quelle che farei tra me, o nel mio gruppo, per stimolare e raccogliere spunti inaspettati da parte di interlocutori sorprendentemente eterogenei.

Ogni volta però mi trovo a dover mediare tra il desiderio di fare un balzo (o almeno un piccolo passo) in avanti, e l’esigenza di raccontare la storia su cui quel balzo (o quel passo) si appoggia. Il valore delle idee e dei fatti non è indipendente dal modo in cui sono nati, dalle situazioni e dalle persone che li hanno stimolati. E’ difficile capire a fondo un’idea senza conoscerne la genesi.

Nel momento in cui ritengo che le idee maturate e gli esperimenti effettuati stiano portando allo sviluppo di un nuovo modello di rete di accesso, apro questo blog per ripensare a voce alta a quanto fatto e pensato fin qui e per condividere sul nascere ogni ulteriore riflessione. Spero in questo modo di costruire le basi per poter fare i prossimi passi nello sviluppo del modello con l’aiuto di chi avrà la voglia e la bontà di leggere e commentare questi post.

Forse sarebbe stato meglio che il blog lo avessi aperto due anni fa, la prima volta che Fabio me lo ha proposto, ma la motivazione non era ancora maturata e comunque non sarebbe stato lo stesso. Dove necessario cercherò di recuperare il tempo perduto con dei flash back sugli ultimi due anni.

Dimenticavo:

il modello di rete a cui sto lavorando, per ora si chiama “rete di accesso neutrale”, da cui il nome del blog;

il laboratorio a cielo aperto in cui le idee prendono forma si chiama “urbino wireless campus”, o più brevemente “UWiC”;

io sono Alessandro Bogliolo, o AB.