Archivi per la categoria ‘News’

Kindle: the Trojan eBook-reader

Martedì, 26 Gennaio 2010

kindle

Kindle è il lettore di eBook di Amazon che sta conquistando (e rivoluzionando) il mercato mondiale dei reader non tanto per le caratteristiche tecniche (anche altri, tra cui Sony, usano la stessa tecnologia, E-Ink, e sono attesi lettori con doppio schermo a colori da MSI e Asus) quanto per il modello commerciale adottato da Amazon, che non ha precedenti.

Innanzitutto, molti si aspettavano che Amazon lanciasse il Kindle con un paradigma commerciale orientato al suo core business, i libri. Ci si aspettava cioè che il lettore sarebbe stato offerto gratuitamente o a un prezzo simbolico a chi avesse acquistato un pacchetto significativo di eBooks. Invece il Kindle 2 (quello piccolo e più economico) ha un prezzo post-natalizio tutt’altro che simbolico di 259$ per il mercato americano e di 249 Euro per quello Europeo.

Ma il principale elemento di novità è la connessione: il Kindle scarica e aggiorna libri e quotidiani connettendosi automaticamente attraverso le reti 3G di 100 paesi del mondo senza che gli utenti debbano stipulare contratti con gli operatori telefonici o preoccuparsi delle tariffe applicate. Il costo della connessione è compreso nel prezzo del contenuto scaricato in virtù di accordi tra Amazon e gli operatori. Per meglio dire, l’accordo di Amazon è con AT&T, che a sua volta ha accordi di roaming internazionale di cui possono avvalersi gli utenti dei Kindle che vengono forniti direttamente dall’America con una SIM registrata da AT&T. Il modello regge grazie all’efficienza della codifica di libri e giornali, le cui dimensioni sono generalmente molto inferiori al MB e il cui trasferimento comporta un costo wholesale di pochi decimi di dollaro che incide marginalmente sul prezzo del libro, di circa 10 dollari. Dove gli accordi di roaming dovessero essere meno vantaggiosi, sarebbero i prezzi dei contenuti a risentirne, comportando una differenza di prezzo dei contenuti tra il mercato USA e quello Europeo dovuta non solo ai diritti d’autore.

Per Amazon la scelta di 3G al posto di WiFi è fortemente motivata dalla copertura, dalla connessione automatica e trasparente e dagli accordi di roaming internazionale che già legano gli operatori, ma non sarebbe al momento applicabile a contenuti a banda larga.

Amazon ha anche annunciato il lancio del Kindle development kit (KDK), che ha l’ambizione di dar vita ad una comunità spontanea di utenti-sviluppatori che accrescano le funzionalità del Kindle, come Apple ha fatto con successo per iPhone e iPod. Il modo in cui la comunità di sviluppo si sposa con il modello commerciale del Kindle è scritto nelle specifiche tecniche alle quali dovranno attenersi gli sviluppatori di applicazioni. Per poter essere distribuite gratuitamente da Amazon, le applicazioni sviluppate per il Kindle dovranno avere dimensioni inferiori al MB e non dovranno generare più di 100KB di traffico wireless al mese per utente.

Cosa c’entra il cavallo di Troia con il Kindle? Nel precedente post ho chiamato cavalli di troia le applicazioni online che vivono di vita propria e riescono a raggiungere gli utenti che non dispongono già di un contratto per la connessione ad Internet. La mia congettura è che se si diffondessero applicazioni e servizi online con un mercato indipendente da quello degli accessi ad Internet, avrebbero la funzione di cavalli di troia perché contribuirebbero ad aumentare la penetrazione della banda larga e la sostenibilità delle infrastrutture di accesso. Il modello adottato da Amazon per il Kindle va in questa direzione, anche se la rete alla quale si appoggia è quella cellulare, che non sembra avere bisogno di motivazioni esterne per diffondersi e penetrare il mercato.

Riferimenti:

Il suono della banda

Martedì, 10 Novembre 2009

La banda è un’orchestra che cammina e il suono si muove con lei. Sentirla suonare vuol dire avvertirla in lontananza, attenderne l’arrivo con il volume che aumenta, vederla sfilare con clamore e poi seguirla mentre si allontana fino a sfumare via.

Corriere della Sera 8 novembre 2009

Anche la banda larga funziona così. Si avvertono voci che dicono che arriverà, poi le voci si ingrandiscono e acquistano la concretezza di rapporti, piani e finanziamenti. Per un attimo le voci sono assordanti e la banda larga sembra così vicina da poterla toccare. Poi piano piano le voci si attenuano e infine sfumano via insieme ai rapporti, ai piani e, soprattutto, ai finanziamenti.

Riferimenti:

Il bisogno di banda e di luce

Giovedì, 8 Ottobre 2009

Nòva 24 (in edicola con il Sole 24 ore) oggi dedica la prima pagina a un bell’articolo di Marco Magrini sul bisogno di banda. L’apertura (”E’ nato prima il bit o il nostro bisogno di bit?“) e la chiusura (”E che luce sia“) dell’articolo ne riassumono efficacemente il contenuto.

La prima pagina lancia il servizio dello stesso autore nelle due pagine centrali dedicato a Light Peak, la tecnologia Intel con ambizioni di standard che promette di portare la fibra nelle interfacce di rete dei PC a costi accettabili, offrendo connessioni da 10Gbps che potrebbero arrivare a 100Gbps.

Gli articoli a pagina 12 e 13 di Alessandro Longo e Antonio Dini fanno da spalla alla storia di copertina, riportando e commentando i dati dell’osservatorio della banda larga e analizzando l’incidenza delle licenze di brevetti e standard sui prezzi al consumatore.

Riferimenti:

  • Intel, Light Peak Technology.
  • Marco Magrini, “Voglio una banda spericolata”, nòva 24 dell’8 ottobre 2009.
  • Alessandro Longo, “La qualita’ in connessione”, nòva 24 dell’8 ottobre 2009.
  • Osservatorio Banda Larga
  • Antonio Dini, “Licenza sui costi”, nòva 24 dell’8 ottobre 2009.
  • Marco Magrini, “Alla velucita’ della luce”, nòva 24 dell’8 ottobre 2009.

NeutralAccess09 - secondo giorno

Domenica, 14 Giugno 2009

La giornata è stata lunghissima. In realtà lo è stata meno di ieri, ma è stata più faticosa perchè non ci sono stati eventi conviviali o giochi sperimentali a spezzare il ritmo. Il compito difficilissimo di moderare e gestire questa giornata è toccato a Giovanni Cancellieri, che ringrazio per la competenza, l’esperienza e il rigore con cui ha condotto le sessioni.

fotoL’apertura è stata dedicata al piano telematico regionale delle Marche. Marialaura Maggiulli ha fatto il punto sullo stato di avanzamento. Cinzia evangelisti ha presentato i risultati di un censimento puntuale sulla disponibilità di banda da cui si evince (come era evidente ma mai quantificato così rigorosamente, benchè sottolineato anche dal rapporto Caio) che il digital divide è ben di più del 5% e si trova anche in comuni nominalmente raggiunti dalla banda larga. Adriano Gattoni ha presentato la gara unica per la copertura wireless delle quattro province marchigiane. Dario Denni e Paolo di Francesco, in rappresentanza di AIIP e Assoprovider, hanno presentato il proprio punto di vista sul piano per la banda larga.

fotoDopo un coffee break di 10 minuti i lavori sono ripresi con una sessione dedicata alle soluzioni tecnologiche per le reti d’accesso presentate da Altran, Townet, Aria, NB factory, Essentia e Cisco. Ad ogni relatore è stato concesso un quarto d’ora, non un minuto di più.

Un breve pranzo a buffet e si è ripreso con un’ultima sessione dedicata a modelli gestionali, casi di studio e applicazioni non convenzionali delle reti di accesso. Si è parlato di reti pubbliche e di identità federate (Lepida), di browser TV (New Deal Production), di reti wireless per i turisti (Broadband Beach), di domotica (Luca Romanelli), di modelli di copertura del territorio (Milliway), di VoIP e reti di emergenza (Arscomm) e di uso appropriato delle frequenze (Teleinform).

fotoAl momento della presentazione di Gianni Armetta (New Deal Production) abbiamo deciso di provare a proiettare in sala un video ad alta definizione ricevuto in tempo reale da Streamit su un portatile collegato ad un qualunque hotspot pubblico della rete Urbino Wireless Campus (al quale per altro la sala del convegno era collegata con un bridge e un ulteriore rilancio WiFi). Ha funzionato!

Nei prossimi giorni pubblichero’ le presentazioni e le registrazioni video. Ad ogni presentazione sarà associato un post in modo che, mandando commenti, possiate continuare a fare domande ai relatori e contribuire al dibattito sulle reti di accesso. Come lo scorso anno chiedero’ ai relatori la disponibilità a rispondere sul blog alle vostre domande.

Non mi resta che ringraziare tutti, ma lo faccio con un nuovo post.

NeutralAccess09 - primo giorno

Sabato, 13 Giugno 2009

Si è da poco conclusa la prima giornata del convegno e il mio personale bilancio è molto positivo per la qualità e l’originalità dei contributi, per la generosità dei relatori, per i toni informali, per la vivacità del dibattito, per la partecipazione del pubblico, per la giornata di sole, per il successo dell’esperimento di matchmaking e per il piacere di parlare di cose interessanti con persone amiche nella cornice del palazzo ducale di Urbino in una splendida giornata di sole.

fotoGianluca Mazzini è stato un ottimo moderatore-facilitatore del dibattito. Roberto Sambuco ha mandato un messaggio sulla neutralità della rete con il quale abbiamo aperto il convegno. Mario Frullone, Giancarlo Ferraiuolo e Salvatore Lombardo hanno delineato lo stato della rete in Italia e commentato gli scenari di sviluppo alla luce del recentissimo piano del governo. Massimo Morgantini ha parlato delle iniziative del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie orientate a stimolare le università a fare da precursori dello sviluppo tecnologico nell’ambito delle reti e dei servizi di rete. Maurizio Pierlorenzi ha parlato delle violazioni dei sistemi informatici e dei compiti della Polizia Postale.

fotoNel pomeriggio il dibattito su neutralità ed esternalità positiva ha cercato di dare risposte alle seguenti domande, stimolate dalle realzioni della mattina, da una mia presentazione sulle reti di accesso neutrali e dalle riflessioni di Fabio Giglietto (sociologo esperto di reti sociali) e di Gabriele Marra (professore di diritto penale).

  1. La neutralità innesca esternalità positive a livello delle reti di accesso?
  2. L’esternalità positiva può contribuire a risolvere situazioni di digital divide infrastrutturale e culturale?
  3. Conviene fare reti sovradimensionate (best effort) o sottodimensionate (con traffic shaping/access tiering/…)?
  4. Alle infrastrutture di rete si applica la legge di mercato?
  5. Quali violazioni al principio di neutralità possono essere ammesse?
  6. Le reti di accesso neutrali valorizzano la dimensione locale della rete?
  7. Fino a che punto gli operatori devono collaborare alla prevenzione del crimine?

fotoLa sessione di matchmaking ha funzionato perfettamente, grazie alla puntualità e la disponibilità con cui i partecipanti si sono prestati all’esperimento.

La giornata si è conclusa come previsto con la visita alla mostra Raffaello e Urbino e con la cena al Palazzo Ducale (ben gestita dal servizio di catering della caffetteria del palazzo).

fotofoto

Domani si ricomincia alle 10 e il ritmo sarà ancora più serrato.

Banda larga: rapporto Caio e piano nazionale

Giovedì, 11 Giugno 2009

Il rapporto dell’OECD (OCSE) sulla banda larga mette in evidenza il ritardo dell’Italia.

broadband penetration

Il rapporto Caio delinea un quadro non meno impietoso e parla di strategie per perseguire due obiettivi: universalita’ di accesso e di qualita’ della rete. Per il primo prospetta un investimento di 1.2 Miliardi di euro entro il 2011 per portare almeno 2Mbs al 99% della popolazione (contro l’88% attuale). Per il secondo prospetta tre scenari di sviluppo di reti di nuova generazione per:

  1. ottenere al leadership europea (investimenti di 10 miliardi in 5 anni, costituzione azienda rete nazionale integrata, rete in fibra e in rame, 10 milioni di famiglie raggiunte con FTTH)
  2. non arretrare in europa (investimenti di 5.4 miliardi in 4 anni, costituzione azienda rete nazionale in fibra, rete in fibra parallela a quella in rame, 4.3 milioni di famiglie raggiunte con FTTH)
  3. sfruttare la flessibilita’ sul territorio (sinergie con enti locali, costituzione di aziende di rete locali, investimenti su rete in fibra)

Due giorni fa il Viceministro Romani, con Francesco Caio, ha presentato in Parlamento (e alla stampa) il piano sulla banda larga che persegue il primo obiettivo del rapporto Caio: l’universalita’ dell’accesso. Il piano prevede la copertura del 100% della popolazione entro il 2012 con almeno 2Mbs. Lo stanziamento previsto e’ di 1.47 miliardi che, applicando il moltiplicatore di 1.45 fornito dall’OECD per il settore comunicazioni, dovrebbero comportare un incremento del PIL di 2 miliardi.

Domani a Urbino si parlera’ anche di questo (http://blog.neutralaccess.net/NA09/).

Riferimenti:

Working capital: venture capital italiano per la rete

Domenica, 8 Marzo 2009

tocca a teTelecom Italia ha lanciato un’iniziativa che nell’arco di due anni si ripromette di individuare idee innovative da trasformare in startup per la rete. L’iniziativa merita attenzione sia per l’intenzione che per il metodo, illustrato nel portale Working capital, nel blog di Nicola Mattina e nel video di Gianluca Dettori.

Il riferimento alla genesi di Google e’ implicito nella grafica dello slogan “Tocca a te” ed è espicito nella sezione storia del portale Working capital. Le condizioni al contorno non sono certo quelle della Silicon Valley della seconda meta’ degli anni 90, ma iniziative come questa possono contribure a migliorarle.

Google misura la neutralità dei provider

Giovedì, 29 Gennaio 2009

Se ci fossero stati dubbi sull’interesse di Google a difendere la neutralita’ della rete, la notizia lanciata dalla Reuters dovrebbe averli dissipati: Google mette a disposizione degli utenti gli strumenti per verificare la neutralita’ dei loro provider.

Di strumenti software per la verifica della neutralita’ ne sono gia’ stati sviluppati diversi, tra i quali Switzerland, della Electronic Frontier Foundation, che prende il nome dalla nazione neutrale per eccellenza. Io stesso ho da poco coinvolto alcuni studenti in attivita’ di tirocinio e tesi sull’argomento. Ma il MeasurementLab (M-lab), frutto della collaborazione di Google con PlanetLab, non si limita a sviluppare strumenti software, ma si pone come promotore di un network globale di server che offrano supporto a questi strumenti di misura. Questo puo’ davvero fare la differenza, perche’ per effettuare misure attendibili occorre avere una sponda al di la’ della rete del provider di cui si vuole determinare la neutralita’. Sarebbe come chiedersi se il vetro di una finestra altera i colori del panorama senza poterla aprire per guardare oltre.

L’intento dell’M-lab (e delle altre iniziative simili) non e’ solo quello di tutelare la neutralita’ su cui Google basa il suo funzionamento e lo sviluppo dei nuovi servizi, ma anche quello di dare consapevolezza agli utenti del servizio che stanno effettivamente ricevendo dal proprio provider. In un certo senso questa e’ una risposta tecnologica al problema dell’asimmetria informativa che impedisce all’utente medio di scegliere consapevolmente il proprio provider anche qualora le condizioni del contratto siano correttamente espresse, ma con termini troppo tecnici. E’ questa l’osservazione alla base del recente provvedimento di AgCom contro Tele2.

Per concludere, non posso fare a meno di notare che al momento il sito M-lab e’ praticamente irraggiungibile. Dati i mezzi e l’esperienza di Google sembra difficile pensare che si tratti di un problema di congestione… Che sia il mio provider (il consorzio GARR) ad oscurarlo?

Riferimenti:

Il consumo in rete: John Chambers lancia EnergyWise

Martedì, 27 Gennaio 2009

John ChambersJohn Chambers, CEO di Cisco, ha parlato questa mattina a Barcellona alla platea dei 3500 partecipanti a Networkers 2009 annunciando le nuove iniziative di Cisco. Tra queste: video communication, data centers e, soprattutto, energy management.

Con il programma EnergyWise il leader delle reti guarda al consumo. Non tanto (o non solo) al consumo dei suoi stessi apparati di rete, ma al consumo di tutto ciò che può essere colleagto alla rete. Si comincia con i dispositivi alimentati via ethernet (PoE), per passare ai PC entro l’estate, e arrivare entro il 2010 a tutto ciò che non ha ancora un’interfaccia di rete.

La demo (nella foto) non ha introdotto sostanziali novità funzionali rispetto alle tradizionali applicazioni domotiche, ma le novità sono almeno due: la prima è l’ingresso di Cisco in questo settore (che con buona probabilità porterà alla definizione di nuovi protocolli di monitoraggio e controllo che il mondo della domotica dovrà recepire), la seconda è l’opportunità sempre più concreta di disporre di strumenti in grado al tempo stesso di gestire l’accensione di una singola lampada in un qualsiasi ufficio e di offrire una visione globale della distribuzione di energia nel mondo.

In quest’ottica, sicuramente più interessante della demo dell’ufficio domotico è stata a mio avviso la simulazione di uno scenario in cui su un planisfero veniva mostrato in tempo reale l’effetto della decisione di un provider di ridistribuire il carico di lavoro dei propri server in modo da ridurre il consumo in un ipotetico data center americano  alimentato con energia non rinnovabile, aumentando il carico in un altrettanto ipotetico data center asiatico alimentato da fonti rinnovabili. Si trattava di una simulazione, ma la tecnologia esiste sia per riallocare dinamicamente server farm virtuali, dati e traffico, sia per monitorarne gli effetti sul bilancio energetico.

Prima degli anni 90 il consumo di potenza dei dispositivi elettronici non era un problema. Le priorità erano altre: affidabilità, dimensioni, costo. Poi si è posto il problema del consumo perchè i circuiti integrati, consumando potenza, si scaldavano troppo. Nel frattempo cominciavano ad esserci dispositivi portatili che finivano subito le batterie, e anche questo era un problema.

La comunità scientifica ha iniziato a progettare sistemi a basso consumo partendo dal basso: prima si è trattato di progettare porte logiche (i componenti elementari che svolgono la funzione di semplici operatori logici), poi di realizzare reti di porte logiche energeticamente efficienti, poi di realizzare blocchi funzionali complessi, come sommatori o moltiplicatori, poi di comporre questi blocchi in sistemi ancora più complessi fino ad arrivare ai processori a basso consumo. Quindi l’attenzione si è spostata ancora più in alto, cominciando a parlare di ottimizzazione del consumo a livello di sistema e di dynamic power management, per poi arrivare al consumo delle reti di calcolatori.

Con il planisfero della demo di John Chambers il problema dell’ottimizzazione del consumo di potenza dei sistemi digitali raggiunge la dimensione globale e l’opportunità di integrare tutto in rete trova la sua killer application.

Il garante della neutralità

Venerdì, 23 Gennaio 2009

La notizia è di questi giorni: “AgCom multa Opitel (Tele2) per 90.000 Euro per aver limitato il P2P senza averne dato chiara informazione agli utenti“.

Il provvedimento 19298 (intitolato “PS540 - TELE2-FILTRI DI UTILIZZO”) è stato pubblicato 2 giorni fa sul bollettino di AgCom alla sezione PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE, ma risale al 18 dicembre 2008 e si riferisce a fatti che risalgono a gennaio 2008.

A tutti gli effetti si tratta di una sentenza che punisce una violazione del principio di neutralità. Ma andando a leggere il testo del provvedimento si scopre che la sanzione è motivata dalla violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Dlgs 206/05, che definiscono le forme di pubblicità (art. 20), fissano gli elementi di valutazione della pubblicità ingannevole (art. 21) e stabiliscono le condizioni di liceità della pubblicità comparativa (art. 22).

Si tratta quindi di un provvedimento di grande rilevanza per il tema della neutralità della rete, ma il termine “neutralità” non vi compare affatto per mancanza di riferimenti normativi specifici. A dire il vero non compare neppure il prefisso “neu”…

All’operatore non viene contestato il ricorso al traffic shaping, ma la mancanza di chiarezza sull’uso che ne fa e sulle conseguenze per gli utenti. Se da un lato questo denuncia la mancanza di tutele dirette della neutralità della rete, dall’altro riconosce implicitamente il valore del principio di neutralità, in quanto ammette che gli utenti, in assenza di indicazioni contrarie, possano lecitamente pretendere che tale principio sia rispettato. Come dire: la neutralità è la condizione di default.

Riferimenti: