Archivi per la categoria ‘neutralità’

NeutralAccess10 – proposta contributi

domenica, 23 maggio 2010

E’ possibile proporre contributi da presentare al convegno NeutralAccess 2010, che si svolgerà a urbino il 15 e 16 giugno. Chiunque intenda partecipare attivamente al dibattito esponendo il proprio punto di vista o presentando le proprie soluzioni puo’ proporre un titolo e una breve sintesi compilando il modulo disponibile online all’indirizzo http://blog.neutralaccess.net/NA10/speaker_reg.php

Il convegno di quest’anno è dedicato al rapporto tra applicazioni innovative (che promuovano lo sviluppo di reti di nuova generazione) e infrastrutture di rete (che abilitino lo sviluppo e la fruizione di nuovi servizi). I temi trattati includono:

  • reti di accesso neutrali,
  • reti di nuova generazione,
  • tecnologie per l’accesso ad Internet,
  • digital divide e piani di sviluppo delle infrastrutture,
  • casi di studio,
  • applicazioni verticali non convenzionali,
  • triple and quadruple play,
  • IPTV e Internet TV,
  • VoIP,
  • gestione dell’identità degli utenti,
  • nuovi modelli organizzativi e gestionali,
  • sinergie tra pubblico e privato,
  • reti metropolitane e servizi ai cittadini

Tutte le proposte pertinenti con i temi del convegno verranno accettate fino ad esaurimento degli slot disponibili per le presentazioni. I relatori potranno partecipare al programma di business matchmaking che si svolgerà il pomeriggio del 15 giugno presso il Palazzo Ducale di Urbino.

Riferimenti:

NeutralAccess10 – annuncio

giovedì, 20 maggio 2010

Sono finalmente in grado di annunciare NeutralAccess10 (L’uovo e la gallina: reti abilitanti e applicazioni trainanti), terza edizione del convegno annuale sulle reti di accesso neutrali, che si svolgerà presso il Palazzo Ducale di urbino il 15 e 16 giugno 2010.

NeutralAccess10

Il convegno intende fare il punto sullo stato e sulle prospettive di sviluppo delle reti di accesso in Italia, mettere a confronto le soluzioni tecnologiche e i modelli gestionali, discutere gli aspetti normativi, parlare del ruolo della Pubblica Amministrazione nel superamento del divario digitale ed analizzare il legame tra infrastrutture e servizi.

Il tema centrale dell’edizione 2010 è proprio il complesso legame tra reti di nuova generazione e applicazioni innovative a banda larga, che sembrano essere ciascuna in attesa dell’altra. Ampio spazio verra’ dedicato in quest’ambito ad IPTV e Internet TV.

Il convegno si svolge in due giornate e affianca contributi di carattere scientifico-istituzionale ad interventi proposti da enti e aziende interessati a presentare punti di vista, soluzioni ed esperienze.

La prima giornata si articolerà in due sessioni tecniche e una sessione di business matchmaking, e terminera’ con la cena al Palazzo Ducale. La seconda giornata sarà dedicata all’approfondimento di temi specifici con interventi istituzionali e aziendali su: Banda larga e reti di nuova generazione, Applicazioni innovative per reti di nuova generazione, Televisione su reti IP, Modelli gestionali e commerciali per reti sostenibili.

Attenzione alle date: il convegno si svolgerà il 15 e il 16 giugno, che non sono le date che erano state comunicate inizialmente!

ACCESS 2010 – Convegno a Valencia

giovedì, 8 aprile 2010

The First International Conference on

Access Networks, Services and Technologies

ACCESS 2010

September 20-25, 2010 – Valencia, Spain

Anche quest’anno il tema delle reti di accesso neutrali verra’ discusso in un convegno internazionale (ACCESS 2010) che si svolgera’ a settembre a Valencia, in Spagna. Chi volesse intervenire al convegno puo’ proporre il proprio contributo al comitato tecnico-scientifico entro il 20 aprile 2010, seguendo le istruzioni pubblicate sul call for papers.

Il convegno di Valencia e’ la seconda edizione del workshop  NEUTRAL-09, che lo scorso anno era stato organizzato a Cannes nel contesto di INTERNET 2009. A differenza della precedente edizione, il convegno del 2010 e’ totalmente incentrato sulle reti di accesso, come risulta evidente dalla nuova denominazione: ACCESS 2010. Tra le linee tematiche trovate la neutralita’ (NEUTRAL) e gli aspetti legali (LEGAL).

La Neutralità come principio regolativo – 3

domenica, 21 marzo 2010

Guest post di Gabriele Marra.

(… segue dal 19 marzo 2010)

Il rilievo del NNP deve ora essere discusso sotto il profilo della prevenzione delle attività illecite commesse in rete [1].

Ovviamente il contributo che detto principio può offrire in questa direzione ha portata settoriale. Sarebbe infatti del tutto fuor di luogo ipotizzare che il principio in parola possa offrire indicazioni di una qualche utilità in relazione ai comportamenti illeciti, quali il furto su larga scala di identità, la cui realizzazione risponde ad incentivi “economici” neutralizzabili soltanto attraverso l’efficace ricorso alle più classiche e consolidate modalità di enforcement penalistico. Tuttavia il contributo che il NNP può offrire non dovrebbe essere trascurato perché si colloca in contesti dove più acuto è il conflitto tra libertà individuali ed interessi collettivi: si pensi, ad esempio, alle condotte illecite nell’ambio dei social network. Settore nel quale, nella maggior parte dei casi, lo spessore offensivo delle condotte è assai sfumato – tanto da confondersi, spesso, con l’esercizio di un diritto – soggetto ad una varietà di interpretazioni e assai spesso riconducibile ad una fisiologica incertezza in merito ai parametri di giudizio da impiegare nella valutazione delle singole condotte. In siffatti contesti il NNP può offrire il suo contributo al disegno di efficaci politiche di prevenzione dell’illecito sotto almeno due distinti profili: i) stimolare l’autoregolazione dei fornitori di servizi e degli utenti; ii) innescare virtuosi meccanismi di cooperazione tra i partecipanti al network, sufficienti ad influenzare la dinamica delle norme sociali proprie degli utenti di detti servizi e, per questa via, ad esempio, ad implementare l’efficacia dei controlli diffusi sulla circolazione di contenuti illeciti in rete (segnalazioni) strumentali alla realizzazione di un effettivo controllo successivo da parte degli ISP.

Senza poter qui entrare in dettagli in ordine al primo dei profili indicati [2] è sufficiente ricordare che le recenti polemiche riguardanti l’utilizzo dei social network per alimentare “le campagne di odio politico” hanno prodotto l’impegno ufficiale, da parte dei gestori di questi servizi, a formulare appropriate regole di condotta, anche in sinergia con gli apparati dell’amministrazione centrale preposti alla cura della sicurezza interna. Esito da considerarsi affatto scontato se si riflette sul fatto che i minacciati interventi repressivi – che riprendevano più generali proposte già formulate in sede parlamentare – riguardavano il comportamento degli utenti e non, invece, la posizione degli ISP.

Lette in una prospettiva che assegna al NNP il ruolo di architrave dell’architettura della rete queste vicende assumono però ben definiti contorni. Da un punto di vista simbolico/comunicativo la minaccia, da parte degli organi statuali, di violare una condizione di funzionamento della rete di riconosciuta utilità sociale ha infatti trasmesso agli operatori l’esatta consapevolezza in ordine alla importanza della posta in gioco e la necessità di mettere in campo interventi capaci di correggere la dinamica comportamentale critica. Questi ultimi, con la dimostrata disponibilità ad intervenire in tal senso, hanno invece convinto il legislatore circa la praticabilità di interventi disciplinari diversi da quelli prospettati. Si è così evitato un intervento punitivo di dubbia efficacia attivando, al contempo, un processo di elaborazione di strumenti regolativi più rispettosi della pluralità di interessi in gioco e tendenzialmente più effettivi nella prevenzione delle condotte devianti.

La riflessione su questi profili è così ben lungi da potersi considerare conclusa. Fornisce, tuttavia, spunti sufficienti per considerare opportuna una più ampia discussione.

Gabriele Marra

Riferimenti:

  1. N. K. Kytal, “Digital Architecture as Crime Control”, Yale Law Journal, 2003
  2. G. Marra, “Network Neutrality Principle as a Regulatory Tool: Implications for Crime Prevention and Criminal Law Enforcement”, International Conference on Evolving Internet (INTERNET-09), 2009.

La neutralità come principio regolativo – 2

venerdì, 19 marzo 2010

Guest post di Gabriele Marra.

(… segue dal 4 marzo 2010)

Nella prospettiva che qui interessa, riguardante il contributo che il NNP (Network Neutrality Principle) può offrire ai temi della prevenzione delle condotte criminose e all’attribuzione delle responsabilità nel caso di commissione di fatti penalmente illeciti, è tuttavia necessaria una più puntuale definizione del principio in parola. In difetto, l’accostamento tra un principio che non fa mistero della sua vocazione anarchica ed un settore dell’ordinamento che più di ogni altro risulta finalizzato a prevenire i guasti dell’anarchia apparirebbe come una risibile stranezza.

Questo apparente paradosso può tuttavia essere avviato a soluzione ricordando che il NNP non esprime soltanto contenuti tecnologici - ai quali parametrare gli interventi di ingegnerizzazione delle reti - ma anche fondamentali riflessi sociali: la neutralità rispetto ai contenuti realizza infatti un’importante funzione sociale nella prospettiva dell’espansione dei diritti fondamentali e dell’implementazione del loro esercizio. Applicazioni tecnologiche rispondenti a questo canone debbono, pertanto, nei limiti in cui si dirà, andare esenti dalla reazione punitiva dello Stato prevista. Ben diversa, invece, la conclusione quando la gestione di una qualche applicazione tecnologica o la definizione di una specifica architettura di rete non risulti congrua ai minimali dettami di quel principio. In tutti questi casi, infatti, la condotta non soddisfa l’utilità sociale e, pertanto, deve considerarsi socialmente inadeguata.

Conclusione che può essere esemplificata ipotizzando di riconoscere, su questa base, immunità penale ad ISP che si limitino a gestire, senza distinzioni qualitative operate in via preventiva, la pubblicazione di informazioni direttamente da parte degli utenti. Immunità che dovrebbe essere invece negata ad un ISP che garantisca una preferenza nell’instradamento di informazioni suo tramite immesse nella rete attraverso la predisposizioni di specifici filtri ex ante predisposti.

Il criterio qui tratteggiato non esaurisce, ovviamente, le condizioni al verificarsi delle quali può considerarsi legittima l’irrogazione di un pena a carico dei trasgressori, né può considerarsi così completamente declinato nei suoi contenuti. Può tuttavia contribuire, già in questa embrionale fase di riflessione, a comprendere perché la condanna dei gestori del sito svedese The Pirate Bay, dichiaratamente finalizzato a consentire lo scambio di materiale audio e video in violazione delle leggi che proteggono il diritto di autore, abbia suscitato ben poche critiche, che invece sono state molteplici e radicali a fronte della recentissima pronuncia di condanna emessa nei confronti di alti dirigenti di Google per contenuti illeciti immessi, senza alcun controllo preventivo, sul sito Youtube. (continua…)

Gabriele Marra

La neutralità delle reti come principio regolativo

giovedì, 4 marzo 2010

Guest post di Gabriele Marra.

Questo contributo intende aprire la discussione di taluni aspetti del cosiddetto principio di neutralità della rete – ovvero: della proprietà di una infrastruttura di rete di operare indipendentemente dai contenuti dell’informazione che veicola – come praticabile principio regolativo; al di fuori, però, dei settori nei quali detto principio è già stato, a tal fine, timidamente sperimentato (antitrust, disciplina delle comunicazioni e dei contratti, ecc.). Il principio della network neutrality (di seguito abbreviato in NNP) può infatti essere proficuamente discusso anche nella più ampia e rilevante prospettiva del controllo delle condotte i cui effetti interferiscono, in vario modo, sui diritti fondamentali dell’individuo e sugli interessi della società nel suo complesso. Discussione che sarà qui declinata in relazione al tema della responsabilità degli Internet Service Providers (ISP).

Tale estensione, di un principio fino ad ora discusso in una prospettiva schiettamente tecnologia, non sembra potersi considerare un arbitrario esercizio di analisi. A suo favore giocano infatti: i) il già menzionato utilizzo del NNP quale principio regolativo di peculiari settori dell’organizzazione sociale; ii) l’inestricabile commistione tra tecnologia e tecniche di controllo sociale propria di ogni intervento disciplinare riguardante la vita della rete; iii) l’analogia tra il NNP ed un principio ampiamente discusso dalla scienza penalistica nei casi in cui si tratti di attribuire la responsabilità per ipotesi di complicità nel delitto altrui quando il “contributo incriminato” si sostanzi nella realizzazione di condotte tenute nell’ambito di attività utili alla collettività, svolte in modo socialmente adeguato e realizzate nel rispetto di standard comportamentali diffusi e condivisi nel settore di attività di riferimento.

Più in generale, l’approfondimento qui proposto è giustificato dalla impossibilità di distinguere, nel contesto di ogni riflessione che abbia ad oggetto la disciplina della rete, la prospettiva tecnologica – per tradizione ritenuta impermeabile a considerazioni di valore – da quella disciplinare – usualmente declinata a prescindere dal substrato tecnologico e, in molti casi, senza troppo preoccuparsi delle conseguenze sociali ed economiche della decisione -. Vale, in proposito, quanto osservato da Lawrence Lessig: “cyberspace demands a new understanding of how regulation works”. Una comprensione che può essere raggiunta solo se si è in grado di definire, in primo luogo, come i diversi mattoni che compongono l’architettura del cyberspace – il software, l’hardware e, si aggiunge qui, le strutture dell’Internet e delle reti – concorrono a definire gli spazi di libertà e, al contempo, le restrizioni indotte ai diritti fondamentali [1,2]. Accogliendo queste precisazioni diviene evidente che nessuno può ancora a lungo trincerarsi dietro il paravento della a-valutatività della tecnologia per sottrarsi all’onere di valutazione delle implicazioni sociali dei progressi applicativi. D’altra parte, coloro che sono chiamati a progettare ed applicare adeguate risposte disciplinari ai problemi del mondo di Internet non possono più ignorare la peculiare componente tecnologica dell’oggetto da regolamentare.

In questa prospettiva il NNP si candida a porsi come uno dei possibili principi fondanti l’architettura costituzionale del cyberspace: un vincolo che “structures and constraints social and legal power, to the end of protecting fundamental values” [1]. (continua…)

Gabriele Marra

Riferimenti:

  1. Lawrence Lessig, Code version 2.0, Basic Book, 2006.
  2. Albert-Lazlo Barabasi, Link: La scienza delle reti, Einaudi, 2002.

NEUTRAL 2009 – La neutralità al convegno di Cannes su Evolving Internet

venerdì, 28 agosto 2009

Si è concluso ieri INTERNET 2009, il convegno di Cannes dedicato all’evoluzione di Internet, nel quale ha trovato spazio una sessione dedicata alle reti di accesso neutrali (NEUTRAL 2009), di cui avevo dato notizia su questo blog all’epoca della pubblicazione del call for papers.

Il tema della neutralità delle reti di accesso è stato trattato da diversi punti di vista. Dal punto di vista applicativo, con un contributo intitolato “Technology Integration for the Services Offered by the Public Administrations“, dal punto di vista tecnico, con due contributi intitolati “QoS-Aware Net Neutrality” e “Neutral Access Network Implementation Based on Linux Policy Routing“, dal punto di vista modellistico, con un contributo intitolato “Wireless Open Access Networks: State-of-the-Art and Technological Opportunities“, e dal punto di vista legale, con un contributo intitolato “Network Neutrality Principle as a Regulatory Tool: Implications for Crime Prevention and Criminal Law Enforcement“.

Il principio di neutralità e i modelli economici sono stati inoltre al centro del dibattito moderato da Eugen Borcoci in una panel session intitolata “Future Internet: Challenges, Perspectives, and Beyond“.

Riferimenti:

  • Chiara Taddia, Stefania Nanni, and Gianluca Mazzini, “Technology Integration for the Services Offered by the Public Administrations”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Jerzy Domżał, Robert Wójcik, and Andrzej Jajszczyk, “QoS-Aware Net Neutrality”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Gabriele Marra, “Network Neutrality Principle as a Regulatory Tool: Implications for Crime Prevention and Criminal Law Enforcement”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Andrea Seraghiti and Alessandro Bogliolo, “Neutral Access Network Implementation Based on Linux Policy Routing”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Jaume Barcelo, Jorge Infante, and Miquel Oliver, “Wireless Open Access Networks: State-of-the-Art and Technological Opportunities”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.

Introducing Neutral Access Networks

giovedì, 20 agosto 2009

Le reti di accesso neutrali sono il tema del blog che ho aperto da più di un anno, ma non ne ho mai parlato in modo compiuto. Per ora ci ho girato attorno annotando spunti e idee, ed è per questo che ora posso permettermi di dire che questo post “introduce” l’argomento.

Il titolo è in inglese sia perchè suona meglio, sia perchè riprende quello della relazione che ho tenuto ad Aveiro il mese scorso al Next Generation Internet (NGI-09).

Allego il paper e le slides, dove trovate riferimenti bibliografici a supporto delle argomentazioni, mentre qui ne riassumo per punti il contenuto.

1. Il traffico IP cresce esponenzialmente, ma la banda larga ha una bassa penetrazione, il mercato degli accessi ristagna e non ci sono motivazioni economiche per colmare il digital divide.

2. La maggior parte delle reti di accesso sono ancora gestite come le prime reti telefoniche, con modelli ad integrazione verticale e tariffe piatte.

3. L’integrazione verticale ha numerosi limiti (alte barriere all’ingresso di nuovi operatori, disincentivo all’innovazione, rischi di violazioni del principio di neutralità, scarse possibilità di ottimizzazione statistica, …) e sembra inadeguato alla gestione imparziale di infrastrutture realizzate con sovvenzioni pubbliche.

4. Le tariffe piatte creano uno scollamento tra i prezzi esposti agli utenti e i costi sostenuti dagli operatori e costituiscono un disincentivo all’acquisto per chi non percepisce sufficiente utilità nell’accesso ad Internet.

5. Per superare questi limiti occorre separare la rete di accesso dai servizi (come suggerisce il modello TCP/IP e come avviene in internet) e creare i presupposti per la condivisione della stessa infrastruttura da parte di piu’ operatori concorrenti. Le misure correttive introdotte da numerosi governi hanno prodotto buoni effetti, ma non bastano a correggere l’asimmetria tra operatori incumbent e new entrant.

6. Soluzioni piu’ radicali sono basate sui concetti di operator neutrality (ON) e open access networks (OAN), in cui l’infrastruttura di accesso è gestita da un soggetto terzo ed ospita gli edge router di tutti gli operatori che vogliono utilizzarla per offrire accesso ad Internet o altri servizi. La rete di accesso condivisa è un intermediario trasparente. L’utente ha rapporti solo con il proprio operatore, che versa parte degli utili al gestore dell’infrastruttura di accesso. Dal punto di vista dell’utente non c’è sostanziale differenza rispetto ad un modello tradizionale, se non nella maggior concorrenza tra gli operatori.

7. Le neutral access networks (NAN) sono un particolare tipo di OAN, in cui l’infrastruttura di accesso smette di essere trasparente agli utenti e assume dignità di “rete” al fine di innescare meccanismi di esternalità positiva utili ad incrementare la penetrazione del mercato. L’accesso ad Internet è solo uno dei servizi a cui una NAN dà accesso. Altri servizi possono essere erogati all’interno della NAN indipendentemente da Internet: VoIP, IPTV, e-government, informazioni turistiche, videosorveglianza, … Gli utenti accedono alla NAN liberamente e senza autenticazione e vengono esposti a tutti i servizi disponibili, tra i quali la navigazione Internet attraverso gli edge router dei vari operatori. Le procedure di registrazione e autenticazione entrano gioco solo per accedere ad Internet o ai servizi con esigenze di tariffazione, personalizzazione, riservatezza o sicurezza.

8. Dal punto di vista dell’offerta commerciale le NAN creano il presupposto per attuare politiche di mercato orientate ai servizi (telefono, TV, social networking, applicazioni territoriali, navigazione Internet, …) la cui utilità possa essere percepita anche da chi non è sensibile alle tradizionali offerte di Internet tutto o niente. La differenziazione dei servizi va a beneficio della penetrazione del mercato, poichè tutti i servizi sono accomunati dalla stessa condizione abilitante: la connessione alla NAN. Qualunque sia il servizio per il quale un utente decide di collegarsi alla NAN, una volta che il collegamento è realizzato l’utente è esposto (senza ulteriori barriere) a tutti i servizi, compresa la navigazione Internet.

9. Dal punto di vista legale e amministrativo, l’apertura della rete di accesso ad utenti non autenticati scarica i gestori dei punti di accesso (detti access island) dalla responsabilità dell’identificazione degli utenti e della conservazione delle tracce di traffico, ma richiede l’assunzione di tale responsabilità da parte di chiunque eroghi servizi “attivi” all’interno della NAN. Per servizi attivi si intendono i servizi attraverso i quali un utente può compiere azioni verso terzi o commettere reati (e-mail, blog, navigazione Internet, …).

10. Dal punto di vista tecnico l’implementazione di NAN richiede l’adozione di soluzioni diverse da quelle comunemente utilizzate nelle reti di accesso wireless o cablate. Soluzioni prototipali sono in corso di sperimentazione nella rete aperta dell’Università di Urbino, denominata Urbino Wireless Campus (UWiC).

11. L’esternalità (positiva) è il fenomeno in base al quale l’azione compiuta da un soggetto ha effetti (positivi) su soggetti terzi non direttamente coinvolti nell’azione. Le NAN riproducono in parte, all’interno delle reti di accesso, i fenomeni di esternalità positiva che hanno caratterizzato lo sviluppo di Internet. L’ingresso di un nuovo utente nella NAN porta un beneficio per tutti poichè concorre a raggiungere la massa critica necessaria a motivare lo sviluppo e l’erogazione di servizi e a ripagare gli investimenti. L’ingresso di un nuovo service provider crea un beneficio per tutti poichè aumenta il valore della NAN e la sua capacità di penetrazione. L’estensione dell’infrastruttura crea un beneficio per tutti poichè aumenta la copertura e le opportunità di networking.

Riferimenti:

  • Alessandro Bogliolo, “Introducing Neutral Access Networks“, in Proceedings of the Conf. on Next Generation Internet Networks (NGI-09), 2009. [paper] [slides]

NeutralAccess09 – Roberto Sambuco sulla neutralità della rete

sabato, 13 giugno 2009

Riporto il testo del messaggio che ho ricevuto questa mattina dal Dott. Roberto Sambuco, capo del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’apertura del convegno.

Vi ringrazio per avermi invitato a partecipare a questo interessante convegno,
tuttavia impegni istituzionali mi impediscono di intervenire personalmente.

Ci tengo però a trasmettervi un mio breve contributo a un tema- quello della neutralità della rete – così rilevante nel mondo di Internet e delle comunicazioni elettroniche per le diverse implicazioni che ha a livello tecnico, economico e sociale.

L’elemento essenziale per lo sviluppo del Paese in tutti i settori è rappresentato da un’infrastruttura di rete evoluta in grado di assicurare una qualità trasmissiva e una capacità di banda adeguata a supportare i servizi – siano essi “dati”, “voce”, o “video”- della società dell’informazione.

Il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico ha stilato un piano che risponde alle articolate esigenze del Paese e che – come avrete letto nelle rassegne stampa di questi giorni – permetterà l’azzeramento del digital divide entro 4 anni, portando a quasi il 96 per cento della popolazione una connettività sino a 20 megabit/s e per il restante 4 per cento circa una connettività wireless sino a 2 megabit/s.

Il Paese quindi sarà dotato di una rete robusta e affidabile su cui viaggeranno servizi sempre più avanzati e sofisticati, la cui gestione implica un’attenzione particolare e calibrata alle differenti esigenze delle singole applicazioni tutelando al contempo i diritti dell’utente.

Il progetto italiano è in linea con le direttive comunitarie in via di approvazione nel nuovo pacchetto regolamentare europeo, che – come largamente sostenuto dal nostro Governo, favoriscono il mercato delle reti di nuova generazione superando così il problema delle limitazioni di traffico e, quindi, in parte anche il concetto di neutralità della rete.

Di fatto, il problema della non neutralità della rete non si porrebbe laddove esistesse una sufficiente competitività tra gli operatori (che garantisca agli utenti anche di cambiare agevolmente operatore di riferimento). E da questo punto di vista, il mercato europeo è tra i più competitivi e la volontà degli Stati membri, Italia in particolare, è quella di rafforzare questa qualità.

In questi termini, l’accento va posto sul concetto di trasparenza nei rapporti tra l’operatore e gli utenti: un requisito basilare nella società dell’informazione è, infatti, garantire chiarezza dell’informazione stessa.

Certo che queste due giornate di dibattito forniranno utili e importanti spunti di riflessione, vi auguro buon lavoro.

Il Capo Dipartimento
dott. Roberto Sambuco

NeutralAccess09 – programma provvisorio e anticipazioni

mercoledì, 27 maggio 2009

Ho appena aggiornato il programma di NeutralAccess09, dategli un’occhiata. E’ ancora provvisorio perchè è ancora aperta la procedura per proporre contributi, ma ci sono già importanti novità.

Il primo giorno interverranno Roberto Sambuco (Capo Dip. per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico), Mario Frullone (Direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni), Massimo Morgantini (Dip. per l’Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Salvatore Lombardo (Infratel Italia), Giancarlo Ferraiuolo (Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni), Maurizio Pierlorenzi (Polizia delle Comunicazioni).

Nel pomeriggio si discuterà di neutralità ed esternalità.

In serata ci saranno tre importanti eventi all’interno del Palazzo ducale.

  • Business matchmaking tra i partecipanti
  • Visita alla mostra “Raffaello e urbino
  • Cena all’interno del Palazzo Ducale

Il secondo giorno Marialaura Maggiulli e Adriano Gattoni presenteranno il Piano telematico della Regione Marche, con particolare riferimento alla gara regionale per la copertura wireless. Poi verranno presentati i punti di vista di AIIP e AssoProvider sullo sviluppo della banda larga e dell’ultrabroadband, alla luce del rapporto Caio, e le relazioni di enti e aziende su tecnologie d’accesso, casi di studio, applicazioni e modelli gestionali.

Sono già aperte le iscrizioni e ci sono ancora un paio di slot per presentazioni proposte da enti e aziende. Le visite alla mostra e la cena al Palazzo ducale potranno essere prenotati attraverso il modulo di iscrizione fino ad esaurimento dei posti disponibili.