Archivi per la categoria ‘neutralità’

NeutralAccess08 - intervento di Alessandro Bogliolo - Uniurb

Mercoledì, 17 Dicembre 2008

Questo e’ il mio intervento sulle reti di accesso neutrali, concepito per stimolare la discussione della sessione pomeridiana sul tema centrale del convegno. Come al solito potete consultare le slides e prendere visione delle registrazioni.





Separazione, condivisione e neutralità

Sabato, 22 Novembre 2008

Scrive Nicola D’Angelo (Commissario AgCom) su Nova24 di questa settimana, che il valore delle comunicazioni non è solo nelle reti, ma anche nei servizi. La neutralità delle infrastrutture, e magari la loro condivisione, serve a garantire pluralità e non discriminazione dell’offerta di servizi, riducendo il rischio di conflitto d’interessi degli operatori, controllo discriminatorio dell’accesso ai contenuti e violazione del diritto alla libertà di informazione.

Riferimenti:

  • Nicola D’Angelo, “Libero traffico in libera rete“, Nova24, 20 novembre 2008.

Scienze del web: ipotesi di un corso di laurea dal basso

Domenica, 12 Ottobre 2008

Sono stato all’AcaBarcamp organizzato da Fabio Giglietto dove Federico Bo ha presentato la proposta informale di un Corso di Laurea in “Scienze del Web” ispirato alle riflessioni sull’emergenza di una Web Science pubblicate sul numero di luglio di Communications of the ACM da Tim Berners-Lee et al.

Federico Bo definisce le proprie riflessioni un divertissement intellettuale, ma credo che vadano oltre. Al di là del tentativo di definizione di un piano di studi, decisamente prematuro, l’analisi dei fabbisogni e degli obiettivi formativi e l’enumerazione degli ambiti disciplinari coinvolti sono un punto di partenza concreto e promettente.

Trovo inoltre interessante (e nel contesto attuale decisamente confortante e controtendenza) che dall’esterno del mondo accademico Federico Bo riconosca il valore strategico e il vantaggio competitivo che potrebbe derivare dall’istituzione di un corso di laurea in grado di cogliere talmente bene la natura della scienza del web da contribuire concretamente a definirla e a svilupparla.

Seguirò con molto interesse il dibattito che Federico conduce sul suo blog, non solo perchè le discipline di cui mi occupo hanno a che fare con le scienze del web, ma anche per studiare (e magari contribuire ad affinare) i meccanismi con cui un corso di laurea potrebbe effettivamente essere progettato dal basso.

Riferimenti:

Neutralità e sicurezza: Reti neutrali degne di fiducia

Domenica, 14 Settembre 2008

Security and PrivacyL’editoriale di Fred Schneider sul numero di agosto di Security & Privacy, magazine dell’IEEE, lamenta l’assenza di un adeguato dibattito sul tema della sicurezza e dell’affidabilità di Internet nel contesto delle proposte regolamentari finalizzate a tutelarne la neutralità. L’editoriale è molto breve e si limita ad introdurre il tema e ad anticipare un articolo che apparirà sul Federal Communication Law Journal, ma offre spunti ampi e interessanti. La domanda è:

fino a che punto è giusto ammettere eccezioni al principio di neutralità (che impedisce ai provider di discriminare in base all’applicazione, al contenuto e alla provenienza dei pacchetti) per tutelare la sicurezza degli utenti e l’affidabilità delle reti?

In pratica si tratta di trovare il giusto compromesso tra due proprietà delle reti: la neutralità da una parte e la “dignità di fiducia” (per tradurre alla lettera il termine inglese “trustworthiness“) dall’altra. Poichè il dibattito sulla neutralità è ormai centrale, e numerose proposte regolamentari sono già state elaborate, il compromesso sembra dover essere cercato nelle eccezioni alla neutralità tollerate in nome della trustworthiness.

Come al solito ci sono due estremi: regole troppo rigide che rischiano di impedire il raggiungimento di livelli adeguati di sicurezza e affidabilità, regole troppo lasche che rischiano di compromettere la neutralità.

Esempi di regole troppo strette sono quelli delle proposte normative del North Dakota e del Maine, che consentirebbero ai provider di offrire servizi legati alla sicurezza in deroga al principio di neutralità, solo se i singoli utenti hanno la possibilità di rinunciare a tali servizi in nome della neutralità. Norme troppo lasche sono invece quelle che ammettono qualsiasi discriminazione che possa dirsi motivata da ragioni di sicurezza. La questione si fa ulteriormente complessa se le tecniche di tutela della sicurezza richiedono accordi trasparenti tra gli operatori.

In conclusione, Schneider sollecita l’apertura di un dibattito piu’ ampio sull’argomento e suggerisce un procedimento per affrontare il tema della sicurezza sui tavoli della network neutrality:

1. cominciare con l’enumerazione della proprietà di sicurezza e affidabilità che gli utenti della rete potrebbero desiderare,

2. evidenziare quelle per le quali allo stato dell’arte non esistono implementazioni end-to-end,

3. chiedere che le proposte normative sulla network neutrality “non impediscano” lo sviluppo di tecniche atte a garantire le proprietà di sicurezza non altrimenti implementabili.

Riferimenti:

  • Fred B. Schneider, “Network Neutrality versus Internet Trustworthiness?”, IEEE Security & Privacy, Vol. 6, No. 4, pp. 3-4, 2008. (pdf)

Astrazione e incapsulamento: la rete a strati

Lunedì, 14 Luglio 2008

Il modello di riferimento delle architetture di rete è il modello ISO/OSI. OSI sta per Open Systems Interconnection, ed è il modello standard, mentre ISO sta per International Ogranization for Standardization, ed è l’organizzazione che lo ha emanato. Il modello è stato formalizzato nell’83, come esito dei lavori di un comitato istituito nel 1977, ed è a tutt’oggi un riferimento prezioso, benchè ad esso non siano direttamente ispirate le reti che comunemente utilizziamo, Internet compresa.

Il maggior merito del modello ISO/OSI è quello di aver introdotto alcuni concetti fondamentali dell’architettura delle reti legati alla stratificazione dei servizi. Il modello identifica 7 strati (o livelli) che nascondono il mezzo fisico che mette in comunicazione due computer (host). Ogni livello svolge determinate funzioni e offre servizi al livello superiore, creando un canale virtuale sempre più astratto e affidabile. Il componente (hardware o software) che implementa un determinato livello comunica con il componente di livello omologo dell’altro host (detto peer) utilizzando un protocollo comune e avvalendosi del canale virtuale di livello inferiore, di cui conosce solo l’interfaccia.

Modello ISO OSI

Il modello specifica i servizi svolti da ogni livello e la loro interfaccia, ma non specifica i protocolli che i peer devono utilizzare per comunicare tra loro, nè il modo in cui i protocolli devono essere implementati sugli host.

Come funziona il modello a strati?

I dati da trasmettere sono una sequenza di bit che l’utente affida ad un’applicazione di rete (web browser, mailer, ftp, …) che implementa un protocollo di livello “applicazione” per gestire la comunicazione. Lo strato applicazione incapsula i dati in un pachetto a cui aggiunge l’indirizzo di destinazione e dei bit di controllo (specifici del protocollo di livello applicazione) che verranno inetrpretati dal suo strato omologo (peer) sul computer di destinazione. Il pacchetto cosi’ formato è passato allo strato inferiore, che lo incapsula a sua volta in un pacchetto a cui aggiunge bit di controllo propri del suo protocollo (detti header se aggiunti in testa, tail se aggiunti in coda) e destinati al suo omologo.

In pratica è come se ogni strato inserisse il messaggio in una busta via via più grande, con la finestrella trasparente per mostrare l’indirizzo, o con l’indirizzo trascritto sopra. Sulla busta srive informazioni di controllo utili alla gestione della comunicazione e indipendenti dal contenuto e la passa allo strato inferiore, che si comporta allo stesso modo. Arrivati al livello più basso la busta viene finalmente inoltrata e recapitata al destinatario specificato nell’indirizzo (eventualmente passando attarverso nodi di smistamento intermedi, router). Sul computer di destinazione la busta attraversa gli strati dal basso verso l’alto. Ogni strato legge le informazioni di controllo scritte sulla busta e si comporta di conseguenza, quindi apre la busta e consegna il contenuto (una busta più piccola) allo strato superiore. L’ultimo strato consegna i dati all’utente. Questa descrizione è semplicistica, ma per le considerazioni che seguono puo’ bastare.

Quali sono i punti di forza del modello?

1. La stratificazione dei servizi di rete (ogni livello gestisce uno specifico aspetto della comunicazione)

2. L’astrazione (ad ogni livello sono nascosti tutti i dettagli implementativi di livello inferiore, fino ad arrivare al livello più alto, “applicazione”, dove il canale è completamente astratto)

3. La standardizzazione dell’interfaccia tra i livelli (se si rispettano gli standard all’interfaccia l’implementazione di ogni livello può essere modificata in modo indipendente dagli altri)

4. L’indipendenza dai protocolli tra peer (il modello OSI è un’architettura di riferimento indipendente dai protocolli, che non sono altro che accordi tra i peer necessari per implementare i servizi di rete di un determinato strato)

5. L’incapsulamento dei dati (tutto ciò che uno strato prende in consegna dai livelli superiori è detto payload e viene gestito a scatola chiusa)

Queste caratteristiche, oltre ad essere essenziali per lo sviluppo di una rete globale e delle applicazioni che ci girano sopra, hanno molto a che fare con il principio di neutralità.

Riferimenti:

  • In rete si trova anche l’articolo del 1980 con cui Hubber Zimmermann ha presentato i risultati prodotti dal gruppo di lavoro OSI sotto la sua direzione.

Articolo su Forum PA

Domenica, 22 Giugno 2008

Segnalo che Tommaso del Lungo mi ha fatto un’intervista sul tema della neutralità delle reti di accesso pubblicata il 18 giugno nella sezione Tecnologie di Forum PA in un articolo dal titolo “Nuovi modelli di erogazione di servizi online“.

NeutralAccess08 - ultimi 25 posti!

Mercoledì, 11 Giugno 2008

Sono rimasti solo 25 posti per partecipare al convegno di venerdi’.
Le iscrizioni online saranno accettate fino ad esaurimento.

Questo è il badge in cui troverete scritto il vostro nome arrivando a Urbino

A presto.

NeutralAccess08 - il convegno

Mercoledì, 4 Giugno 2008

Tenetevi liberi il 13 giugno, vi aspetto a Urbino per il primo convegno sulla neutralità delle reti d’accesso, Democrazia digitale e neutralità dell’accesso ad Internet.

Invito

L’invito è questo, la partecipazione è libera e gratuita e per iscriversi basta registrarsi al blog e specificare il proprio nome e cognome nel profilo utente!

La registrazione è necessaria per organizzare il convegno e il pranzo. I posti sono limitati e le registrazioni saranno accettate fino ad esaurimento.

Si parlerà di digital divide, di separazione della rete, di reti di nuova generazione, di neutralità, di rapporto tra pubblico e privato, di wireless, di Wi-Max, e si discuterà di neutralità delle reti di accesso. Parteciperanno al Convegno rappresentanti del DIT della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di AGCom, del CNIPA, della Fondazione Ugo Bordoni, della pubblica amministrazione, dell’Associazione Italiana Internet Provider.

Per i dettagli consultate il programma. Vi aspetto.

APPROFONDIMENTI

La neutralità di Internet… cercando di essere neutrali

Venerdì, 30 Maggio 2008

Della neutralità di Internet hanno parlato in molti e alcuni lo hanno fatto molto bene. L’argomento è molto dibattuto in quanto riguarda i principi fondanti di Internet e i suoi sviluppi. Quindi molti hanno opinioni nette al riguardo e le difendono con forza. Anch’io ho le mie, ma vorrei iniziare a parlare di neutralità in modo neutrale…

E siccome di materiale ce n’è anche troppo non aggiungero’ niente, limitandomi a consigliare riferimenti minimi che considero sufficientemente sintetici e neutrali, e a riassumere alcuni punti che ritengo fondamentali per le finalità di questo blog. Tutto il resto (approfondimenti, discussioni e prese di posizione) lo lascio ai commenti e agli articoli che seguiranno.

Un buon punto di partenza è la pagina del sito di Tim Wu, il teorico del principio di neutralità della rete (Tim Wu “Network Neutrality, Broadband Discrimination”, 2003).

Un altro buon inizio è Wikipedia, alla voce “Network neutrality” nella versione inglese, che tratta l’argomento in modo equilibrato ed esauriente, offre molti approfondimenti ed introduce i termini del dibattito tra sostenitori e detrattori del principio di neutralità. Se questa voce ha un difetto, è che dice troppo e offre troppi spunti a chi cerca solo un’introduzione.

La versione italiana di Wikipedia offre al momento pagine molto più scarne, ma per questo forse più efficaci per farsi una prima idea del significato di neutralità della rete: Neutralità della rete e anche Network neutrality (in italiano malgrado il titolo).

In parole povere: la neutralita’ della rete e’ il principio in base al quale ogni utente paga il proprio provider per accedere ad Internet con una certa velocita’ di collegamento (banda) che puo’ utilizzare per comunicare con qualsiasi altro nodo della rete e per usufruire di qualsiasi servizio online, senza alcun tipo di discriminazione e senza dover ulteriormente negoziare il trasporto del traffico attraverso la rete. Lo stesso principio consente a chi offre servizi online o pubblica un sito web di rivolgersi a tutti gli utenti in rete.

Internet e’ neutrale? Il principio di neutralita’ risulta cosi’ intuitivo e naturale che chiunque navighi in Internet tende a darlo per scontato. Ma in realta’ scontato non e’. Per essere garantito ha bisogno di presupposti tecnici (la stratificazione dei protocolli), di ulteriori principi (quali la connettivita’ end-to-end), di condivisione di intenti (tra gestori e operatori) e di regolamentazione adeguata.

La neutralita’ e’ un bene o un male? Se la risposta fosse unanime non se ne discuterebbe e non ci sarebbe bisogno di regolamentazione. In realta’, come per molte cose, dipende dai punti di vista. La neutralita’ e’ stata alla base dello sviluppo di Internet, garantisce il funzionamento della maggior parte delle applicazioni di rete che utilizziamo (web in primis) e soprattutto offre i presupposti per lo sviluppo incondizionato di nuove applicazioni che possono accontentarsi di una rete che fa del suo meglio per trasportare il traffico (best effort). D’altro canto la neutralita’ non ammette discriminazioni, e quindi ostacola lo sviluppo di applicazioni con particolari esigenze di qualita’ del servizio (QoS), rallentando o impedendo la completa convergenza delle reti di comunicazione.