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Neutralità e tariffe dati: il caso dell’Olanda

martedì, 9 agosto 2011

Look at you now!

Il 27 giugno scorso il Parlamento olandese ha approvato emendamenti al Codice delle comunicazioni che di fatto rappresentano il primo provvedimento europeo in difesa della neutralità della rete.

Il pacchetto sulla net freedom era stato proposto per evitare che l’operatore mobile dominante (KPN) bloccasse servizi e protocolli (WhatsApp, Skype, VoIP) che minacciavano il mercato dei servizi mobili tradizionali (SMS, voce).

In risposta al provvedimento, il 19 luglio KPN ha annunciato un sensibile aumento delle tariffe per il traffico dati e gli altri operatori mobili (Vodafone, T-Mobile) hanno seguito l’esempio.

Trattandosi di uno dei primi casi al mondo, viene osservato con interesse chiedendosi se la reazione degli operatori ai provvedimenti sulla neutralità ne rappresenti una naturale conseguenza a medio termine, o se si tratti invece di una reazione a caldo destinata a smorzarsi dopo un breve periodo di transitorio.

Se si verificasse la prima ipotesi, vorrebbe dire che gli operatori non sono in grado di adottare nuovi modelli di business e possono solo aggiustare i prezzi per mantenere i profitti.

Se si verificasse la seconda ipotesi, ci sarebbero due possibili spiegazioni: la volontà degli operatori di dimostrare che i provvedimenti sono stati controproducenti per gli utenti, il tentativo di trarre massimo profitto dai vecchi modelli di business prima di decidersi a cambiarli.

Johnaton Gordon, in un post del 20 luglio sul blog di MobileTrends, spiega il fenomeno con una metafora tratta da una scena del film “Scarface”, quella in cui Al Pacino, rivolgendosi ad un gangster che ha appena ucciso, dice: “Look at you now!“. La metafora serve a Gordon per dire tre cose: 1) la reazione degli operatori è stata provocata, 2) la situazione si è ritorta contro chi l’ha provocata, 3) gli operatori, come Al Pacino, sono risentiti perchè la provocazione li ha resi più cattivi di quanto non fossero per natura.

Personalmente ritengo che il testo dei provvedimenti olandesi realizzi un buon compromesso tra la neutralità dell’accesso ad Internet e la libertà degli operatori di offrire servizi ad alto valore aggiunto sulle proprie infrastrutture.

  • L’ Art. 7.4a, comma 1, afferma che i “fornitori di servizi di accesso ad Internet” non possono bloccare o rallentare applicazioni e servizi in Internet, se non per minimizzare l’effetto della congestione, preservare l’integrità e la sicurezza, limitare lo spam, o applicare disposizioni di legge.
  • L’Art. 7.4a, comma 3, afferma che i “fornitori di servizi di accesso ad Internet” non possono rendere le tariffe dell’accesso ad Internet dipendenti dai servizi e dalla applicazioni offerte o effettivamente utilizzate.

La memoria esplicativa che accompagna la proposta contiene annotazioni di rilievo:

  1. il termine “Internet” è riferito alla rete globale di nodi con indirizzi IP assegnati dall’Internet Assigned Numbers Authority;
  2. il provvedimento non intende impedire agli operatori di riservare banda per servizi IP offerti sulle proprie reti, quali l’IPTV;
  3. il provvedimento non intende impedire agli operatori di offrire abbonamenti separati a chiamate mobili VoIP. Anche se questo servizio è fornito via Internet, non rientra tra i servizi di accesso ad Internet. Nel caso di un abbonamento solo VoIP, l’operatore può bloccare il traffico che non è VoIP;
  4. il provvedimento consente agli operatori di applicare tariffe diverse per diversi livelli di banda, ma non consente loro di applicare tariffe diverse per servizi di accesso ad Internet con o senza VoIP;
  5. in caso di congestione di traffico, gli operatori possono dare maggiore priorità al traffico degli abbonamenti Internet a banda più larga.

Mi sembra che ci siano ampi margini per fare di meglio che aumentare le tariffe del traffico dati. Ritengo quindi che l’aumento di tariffe debba essere considerato piu’ come una grossolana reazione a caldo che come un effetto delle disposizioni sulla net neutrality.

Credo invece che l’imposizione di regole sulla neutralità dell’accesso ad Internet acceleri sensibilmente il processo di cambiamento dei modelli di business degli operatori, che di fatto è reso inevitabile dalla convergenza su reti IP.

Vi invito ad esprimere la vostra opinione su questo blog o su LinkedIn (http://lnkd.in/9PapiE).

Riferimenti:

Monitorare i consumi serve ma non rende

domenica, 24 luglio 2011

powermeter

Essere consapevoli dei propri consumi induce al risparmio. Informazioni accessibili e tempestive sul consumo energetico sono indispensabili a comprendere e toccare con mano il legame causa-effetto tra comportamenti e consumi e a guidare gli utenti verso comportamenti virtuosi.

Su queste considerazioni (supportate da studi che mostrano che la semplice disponibilità di informazioni può ridurre i consumi del 15%) si basano direttive sulla trasparenza dei consumi e delle bollette, iniziative sociali, servizi offerti da aziende energetiche e, dal 2009, servizi online offerti gratuitamente da colossi come Google (PowerMeter) e Microsoft (Hohm).

Malgrado le premesse e i consensi ottenuti da PowerMeter e Hohm, sia Google che Microsoft hanno annunciato la dismissione dei servizi, e lo hanno fatto contemporaneamente alla fine di giugno per lo stesso motivo: scarsa adesione.

E’ probabile che a frenare gli utenti siano state le preoccupazioni per la privacy. Ipotesi avvalorata dall’annuncio contestuale della dismissione di Google Health.

Riferimenti:

Over over-the-top: FIEG vs Google

mercoledì, 26 gennaio 2011

Se da un lato gli i fornitori di connettivita’ presentano il conto a Google, dall’altro i fornitori di contenuti rivendicano i loro diritti. A farlo sono in particolare gli editori di giornali, rappresentati dalla Federazione Italiana Editori Giornali, che si sono rivolti all’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM, comunemente detta Antitrust).

La questione e’ semplice: mentre i motori di ricerca fanno gli interessi dei produttori di contenuti, l’aggregazione di notizie rischia di danneggiarli (in assenza di accordi adeguati e trasparenti) perche’ la maggior parte degli utenti si accontenta di leggere il lancio sull’aggregatore senza approfondire la notizia sul sito originale.

Il 17 gennaio AGCM ha accolto gli impegni di Google a concedere agli editori maggiore controllo sui propri contenuti rilanciati da Google News, e maggiore consapevolezza dei ricavi che derivano dalla distribuzione. Questo e’ quanto si legge sul sito della stessa AGCM:

Chiusa l’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante: Google consentirà agli editori di rimuovere o selezionare i contenuti presenti su Google News Italia, renderà note agli editori le quote di ripartizione dei ricavi che determinano la remunerazione degli spazi pubblicitari, rimuoverà il divieto di rilevazione dei click da parte delle imprese che veicolano pubblicità con la sua piattaforma. Governo e Parlamento tutelino diversamente il diritto d’autore in tutti i settori.

L’effetto di questa azione, partita dall’italia, potrebbe avere rilevanza internazionale.

Riferimenti:

Il caso WikiLeaks

sabato, 15 gennaio 2011

L’Univerità di Urbino organizza un seminario interdisciplinare sul caso WikiLeaks, per mettere a confronto gli accorgimenti tecnologici adottati da WikiLeaks con gli aspetti legali della vicenda che sta cambiando i rapporti tra le diplomazie di tutto il mondo.

Il caso WikiLeaks
aspetti tecnologici e legali
della vicenda che sta scuotendo il mondo

Alessandro Bogliolo e Gabriele Marra

Urbino, Collegio Raffaello
Aula 2 di Informatica Applicata
Piazza della Repubblica 13
Mercoledi’ 26 gennaio 2011, ore 15:00

Il seminario fa parte del programma di seminari del Corso di Laurea in Informatica Applicata, e comporta il riconoscimento di 0.25 CFU agli studenti partecipanti.

Riferimenti:

NeutralAccess10 – Messaggio di apertura di Roberto Sambuco

martedì, 15 giugno 2010

Riporto il testo del messaggio che ho ricevuto questa mattina dal Dott. Roberto Sambuco, capo del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’apertura del convegno.

Ringrazio il prof. Alessandro Bugliolo per aver organizzato queste due giornate di studio e approfondimento. Un tema importante e delicato, quello dell’accesso neutrale, al quale infatti l’Università di Urbino ha deciso di dedicare un ciclo di convegni che quest’anno è alla sua terza edizione.

Il problema della neutralità della rete deve essere trattato e analizzato insieme al tema della concorrenza per far fronte alle pratiche anticoncorrenziali che possano insorgere e alla capacità della rete stessa. Una sufficiente competitività tra gli operatori, abbinata al processo di semplificazione delle procedure amministrative necessarie per garantire agli utenti di cambiare agevolmente operatore di riferimento, confinerebbe questa tematica ad un dibattito strettamente tecnico sulla gestione della banda scarsa.
Il mercato europeo è tra i più competitivi al mondo e la volontà degli Stati membri, Italia in particolare, è quella di rafforzare questa qualità monitorando con attenzione le eventuali interferenze da parte di terzi sulla gestione del traffico on line.

In questi termini, come anche previsto nei criteri di recepimento del pacchetto regolamentare europeo, che pone l’accento sul concetto di trasparenza nei rapporti tra l’operatore e gli utenti, un requisito basilare nella società dell’informazione è garantire chiarezza dell’informazione stessa.

Un tema vasto che apre molte porte che lascio a voi esplorare in queste due giornate.

Il Capo Dipartimento
dott. Roberto Sambuco

NeutralAccess10 – programma e anticipazioni

martedì, 8 giugno 2010

E’ stato pubblicato il programma dettagliato di NeutralAccess10. Ringrazio tutti i relatori che hanno accettato di contribuire.

Il convegno sarà aperto il 15 mattina da un contributo di Roberto Sambuco, Capo del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, a cui faranno seguito gli interventi di Fondazione Ugo Bordoni, Regione Marche, AIIP e AssoProvider che delineeranno la situazione delle infrastrutture e dei servizi a banda larga in Italia. Nel pomeriggio si discuterà il rapporto tra infrastrutture abilitanti e applicazioni trainanti, che è il tema centrale del convegno, si svolgerà la sessione di business matchmaking ai tavolini della caffetteria del Palazzo ducale, si visiteranno i sotterranei e si cenerà a Palazzo.

Il secondo giorno sarà articolato in tre sessioni: nella prima, dedicata alle infrastrutture e alle tecnologie abilitanti, interverranno la Fondazione Ugo Bordoni, i Laboratori Marconi, Essentia, CITEC e Teleinform; nella seconda, dedicata alle applicazioni trainanti, interverranno HD Forum Italia, Neunet, l’Università di Urbino e il Consortium GARR; nella terza, dedicata ai modelli gestionali e commerciali, interverranno AGCOM, Elastic, New Deal Productions, Esaway e Witech.

Per iscriversi è sufficiente compilare l’apposito modulo online .

Wireless Multicast TV – per la stampa

giovedì, 29 aprile 2010

E’ disponibile in anteprima il pdf del comunicato stampa congiunto predisposto dai soggetti che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento sulla distribuzione multicast di canali televisivi su reti wireless, che si svolgerà a Urbino il prossimo 5 maggio.

I giornalisti che desiderassero maggiori informazioni possono scrivere a multicast.tv@uniurb.it o chiamare lo 0722 4475.

I giornalisti che desiderassero un accredito stampa per il convegno del 5 maggio possono farne richiesta via e-mail specificando nome, cognome e testata gionralistica in un messaggio intitolato [MulticastTV-press] e inviato a multicast.tv@uniurb.it.

Riferimenti:

Wireless Multicast TV – invito

sabato, 24 aprile 2010

Wireless multicast TV

L’Universita’ di Urbino e la Fondazione Ugo Bordoni, con il Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e HD Forum Italia, in collaborazione con Essentia SpA, RAI Radiotelevisione Italiana, Streamit.it e NeuNet, sono lieti di invitarvi a:

Wireless Multicast TV

5 maggio 2010 – Urbino, Palazzo Ducale

10:30 Registrazione
11:00 Benvenuto e apertura dei lavori
11:20 La TV sulle reti di nuova generazione – Fondazione Ugo Bordoni
11:40 L’evoluzione della TV ad alta definizione – HD Forum Italia
12:00 Wireless Multicast TV: dimostrazione - Universita’ di Urbino
12:30 Dibattito
13:00 Buffet
14:00 Approfondimenti tecnici

Partecipazione
La partecipazione e’ gratuita, ma per ragioni organizzative chi intende partecipare e’ pregato di dare conferma via e-mail scrivendo il proprio nome e cognome in un messaggio con oggetto [multicastTV] indirizzato a multicast.tv@uniurb.it.
Informazioni

Libertà e diritto in rete: Il caso Google

lunedì, 19 aprile 2010

google

Secondo seminario interdisciplinare organizzato dalla facoltà di Giurisprudenza e dal Corso di Laurea di Informatica Applicata dell’Università degli studi di Urbino sul tema della libertà e del diritto penale in rete.

Martedì 20 aprile 2010, ore 17-19, Via Matteotti, 1, Urbino

Prof. Lucio Monaco (Diritto penale)
Prof. Gabriele Marra (Diritto penale)
Prof. Alessandro Bogliolo (Sistemi di elaborazione delle informazioni)

Il seminario si propone di discutere, in una prospettiva interdisciplinare, implicazioni della recentissima pronuncia resa dal Tribunale di Milano relativa alla responsabilità dell’ISP per contenuti illeciti immessi in rete per suo tramite.

Poichè il seminario è inserito tra le attività formative del corso di laurea di Informatica Applicata, agli studenti che frequenteranno il seminario verranno riconosciuti 0.25 CFU.

Riferimenti:

Ubiquità dell’informazione

sabato, 24 maggio 2008

Locandina

L’argomento è in tema con il blog, ma non è la prima cosa di cui avrei voluto parlare. Lo faccio ora perché ieri sono stato invitato a tenere una relazione su questo argomento ad un incontro intitolato “Chi ha ucciso il quotidiano? La tecnologia che cambia l’informazione” organizzato dalla Provincia nell’ambito dell’Urbino Press Award, e ne ho approfittato per fare qualche prima riflessione su informazioni dal basso, digital divide e diritto di informazione.

L’organizzazione non è stata impeccabile ed è stata giustamente contestata l’assenza di giornalisti ed esperti di media tra i relatori. In compenso sono intervenuti l’Ambasciatore Americano in Italia Ronald P. Spogli, che si è mostrato estremamente attento e sensibile all’argomento (se, come credo, il testo della sua relazione verrà pubblicato sul sito dell’Ambasciata lo segnalerò), e Apple Italia (presente con Enzo Biagini, Amministratore delegato, e con Alessandro Daprà), che ha fatto una lunga presentazione/demo sul ruolo di Apple e sul podcast.

Venendo al punto.

Informazione è riduzione di incertezza. Quindi l’informazione è dovunque ci sia qualcosa che qualcuno non sa già e che potrebbe essere interessato a sapere. Se il qualcosa non è direttamente accessibile al qualcuno, l’informazione merita di essere veicolata/mediata.

La facilità di produzione e distribuzione di contenuti in web, consente a chiunque di contribuire attivamente alla mediazione, e consente di veicolare informazioni che non necessariamente soddisfano curiosità di massa.

La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (Art. 18 e 19), e le costituzioni di tutte le democrazie del mondo, sanciscono il diritto di informazione passiva (il diritto di avere accesso ad informazioni plurali) e il diritto di informazione attiva (il diritto di esprimere e divulgare le proprie opinioni).

Apparentemente Internet tutela intrinsecamente questi diritti, offrendo mezzi di pubblicazione e distribuzione economici ed efficienti a disposizione di tutti e permettendo a chiunque di accedere ai contenuti prodotti da altri. Tuttavia:

  1. non tutti sono in Internet
  2. nessuno si assume il dovere di informare

Primo problema: l’effetto del digital divide.

Se un individuo è escluso, vengono lesi (o limitati) i suoi diritti di informazione attiva e passiva.

Se la ragione dell’esclusione riguarda un’intera categoria di persone, che sarebbero potenziali autori di contenuti, anche la comunità online ne riceve un danno, in quanto l’assenza di una voce riduce la pluralità dell’informazione, che è un valore in ogni democrazia. Quindi in parte viene leso anche il diritto di informazione passiva di chi è in rete.

Secondo problema: il dovere di informazione.

Perché tutti possano esercitare il diritto di informazione passiva occorre che qualcuno eserciti il dovere di informazione attiva. In rete ci sono meccanismi per far ricadere sui singoli la responsabilità di ciò che affermano (ne parleremo in un altro post), ma non ci sono meccanismi per attribuire responsabilità di omissione… Questo è un problema che la libera informazione dal basso non credo possa risolvere, se non su base statistica. Per il resto non resta che affidarsi, in rete come nei media tradizionali, alla deontologia e all’etica degli “organi di stampa” e dei “giornalisti”.