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I decoder di Moore

Sabato, 16 Gennaio 2010

Con il digitale anche alla televisione si applica la legge di Moore.

E’ più o meno questo che ha detto in un inciso Mario Frullone, direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni, intervenendo al BBF di Roma durante il panel organizzato da HD Forum Italia. Trovo l’osservazione condivisibile e la faccio mia.

Moore's law

La legge di Moore è una legge empirica che da oltre 40 anni descrive lo sviluppo esponenziale della tecnologia dei circuiti integrati con un’accuratezza e una lungimiranza a dir poco sorprendenti. La legge dice che ogni 18 mesi raddoppia il numero di componenti che possono essere integrati in un solo chip, permettendo di aumentarne in modo vertiginoso la capacità di calcolo a parità di costo di produzione. A questa legge si devono lo sviluppo dell’elettronica, la pervasività dei sistemi digitali a microprocessore, la disponibilità di tecnologie sempre più evolute a costi sempre minori e la rapida obsolescenza dei sistemi elettronici.

I telefoni cellulari sono un esempio perfetto di questo processo: sono frutto dell’integrazione di strumenti un tempo diversi (telefoni e computer), offrono funzioni sempre più evolute, hanno prezzi che calano nel tempo e, soprattutto, ci sembrano vecchi a pochi mesi dall’acquisto. Per questo siamo soliti cambiare il cellulare quando ancora funziona.

Fino ad ora la TV è rimasta pressoché immune dalla legge di Moore, ma il digitale sta cambiando le cose. I vecchi televisori analogici a tubo catodico funzionano ancora dopo decine di anni di servizio, ma i nuovi decoder sono praticamente dei computer e diventano vecchi in pochi mesi. Lo switch off ha indotto le aziende a produrre televisori a schermo piatto con decoder integrati, mentre gli operatori del settore si interrogano sugli standard e sulla loro evoluzione per produrre decoder a prova di futuro, promettendo a chi li acquista che potrà continuare ad usarli per chissà quanti anni. Ma forse occorrerà rassegnarsi alla legge di Moore e accettare di cambiare il decoder come il telefonino, salvando se possibile il televisore.

Wireless broadband

Sabato, 28 Novembre 2009

Guest post di Giovanni cancellieri

Esistono due famiglie di prodotti nel settore wireless. Quelli che impiegano frequenze libere (come le bande intorno a 2.4 GHz e 5.4 GHz), e quelli che impiegano frequenze così dette licenziate, cioè per le quali l’operatore ha pagato una licenza al fine di poterle utilizzare, per un certo numero di anni in determinati territori. Sono del primo tipo i prodotti che aderiscono a tutti gli standard IEEE 802.11. Sono del secondo tipo il WiMAX (standard IEEE 802.16) e tutti i sistemi radiomobili. In Italia alla tecnologia WiMAX è per il momento stata riservata la banda intorno a 3.5 GHz

Nel corso del BBF (Broadband Business Forum), che si è svolto a Roma nei giorni 24 e 25 novembre scorsi, queste due tecnologie si sono fronteggiate.

wireless terminals

Entrambe mostrano una formidabile evoluzione. A vantaggio degli standard 802.11 ci sono i costi più contenuti, e anche una certa flessibilità di impiego. La versione 802.11n (deliberata nel corso del mese di ottobre 2009) prevede sia il MIMO, che il Beam Forming; due tecnologie destinate a rendere più affidabile la tratta in aria. Inoltre prevede sistemi destinati a risolvere il problema delle interferenze (inevitabili sulle frequenze libere), e organizzazioni mesh dei nodi di rete.

Sui sistemi che impiegano invece frequenze licenziate si deve rilevare uno scenario ambivalente: mentre il WiMAX sostanzialmente non registra la diffusione che ci si aspettava, stanno rapidamente evolvendo e diffondendosi le chiavette Internet negli standard HSDPA e HSDPA-plus. Al momento attuale, esse sono offerte con velocità di scarico di 7 o 14 Mbit/s, ma si prevede anche la versione a 21 Mbit/s.

Si tratta di velocità veramente molto alte; c’è però da chiedersi se la rete di back-bone sarà in grado di supportarle, soprattutto in presenza di una forte crescita della domanda, come ci si attende nei prossimi mesi.

WiMAX e UMTS convergeranno nel futuro standard LTE (Long Term Evolution), il primo portando l’esperienza di un quasi fallimento (le esperienze negative però sono sempre le più importanti), e il secondo invece l’enorme vantaggio di una infrastruttura territoriale capillare e consolidata. Inoltre i terminali stanno evolvendo con rapidità verso la capacità di svolgere le funzioni di un vero e proprio PC portatile. L’unico guaio rimane la permanenza di diversi sistemi operativi non aperti, che contraddistinguono i marchi più prestigiosi (ad esempio Symbian per Nokia, o Android per Google-phone), che non permettono facili migrazioni di applicativi da un mondo all’altro.

Esistono poi dei prodotti che, pur impiegando le frequenze di un sistema, adottano il protocollo dell’altro. Cioè prodotti in tecnologia 802.16e (WiMAX in mobilità) sulle frequenze libere; oppure prodotti HiperLan (802.11a ed equivalenti) che invece saranno impiegati da operatori con licenza nelle frequenze destinate al WiMAX. Quest’ultima opzione appare di interesse, soprattutto nella prospettiva di rendere meno costoso il dispiegamento di una infrastruttura capillare sulle frequenze della banda intorno a 3.5 GHz.

Antenna

Da questo punto di vista, una sorta di spartiacque che separa i due mondi può essere considerata la previsione di recupero dell’investimento fatto. Se si installa una rete HiperLan, ad esempio con la prospettiva di superare il problema del Digital Divide territoriale, automaticamente si dovrebbe scegliere un recupero dell’investimento in 3 o al massimo 5 anni. Se invece si opta per una rete WiMAX, con la prospettiva di confluire nel futuro standard LTE, assorbendo anche il mondo della telefonia radiomobile, con tutte le sue evoluzioni verso l’accesso ad Internet, si dovrebbe prevedere un recupero dell’investimento in almeno 10 anni.

A mitigare in parte questa dicotomia, vi sono due considerazioni che riguardano i terminali dell’utente. Le tradizionali CPE per utenze residenziali mostrano un sostanziale allineamento nei prezzi tra la soluzione HiperLan e la soluzione WiMAX. E’ inoltre disponibile, ormai da alcuni mesi, una chiavetta Internet in tecnologia WiMAX, che potrebbe risultare di interesse per gli utenti in mobilità veloce, o quanto meno in frequente nomadicità.

Da tutto quanto finora discusso appare chiaro che il panorama è ancora in divenire, ma ormai alcune tendenze si stanno delineando. Quello che resta terribilmente incerto è il mix tra finanziamento pubblico e finanziamento privato nella realizzazione delle reti che sarà indispensabile mettere in atto. Riguardo al primo, il ViceMinistro Paolo Romani, intervenuto al Convegno, ha riaffermato la disponibilità degli 800 milioni di Euro (probabilmente 400 milioni nel 2010, e 400 milioni nel 2011) ormai più volte dati e altrettante volte tolti. Riguardo al secondo, un problema in più è costituito dall’eventuale progetto di scorporo della rete di trasporto di Telecom Italia. Questo progetto, dopo un fax che sfuggì ad un consigliere del Governo Prodi, e sul quale molto si è discusso, oggi potrebbe essere quanto mai attuale, data la difficoltà in cui versano le casse dell’ex monopolista. Ma, ancora una volta, tutto dipenderà dalla valutazione economica che sarà fatta di questa infrastruttura.

Giovanni Cancellieri

NG-DD: Next Generation Digital Divide

Giovedì, 26 Novembre 2009

Si sa che il digital divide sfugge a definizioni quantitative statiche, perchè dipende dalla relazione tra le  esigenze degli utenti e la capacità delle infrastrutture di soddisfarle. Tanto le esigenze quanto le infrastrutture crescono nel tempo, ma le prime cambiano più in fretta. La banda che oggi ci soddisfa domani non ci basterà più, facendoci avvertire un digital divide qualitativo che viene detto di seconda generazione.

Nel frattempo anche le reti evolvono di generazione in generazione, e il termine NGN (Next Generation Networks) è entrato da tempo nel gergo del settore. Verrebbe da pensare che una rete di nuova generazione possa contribuire a risolvere problemi di digital divide o, quantomeno, far evolvere le infrastrutture al passo con le esigenze evitando l’insorgere di condizioni di digital divide di seconda generazione. Ma potrebbe esserci anche un legame più perverso tra NGN e digital divide, che è stato paventato da Achille De Tommaso (presidente di COLT Telecom e di ANFoV) intervenuto ieri al panel su NGN del BBF-2009.

Il ragionamento di De Tommaso è più o meno questo:

  1. le reti in rame hanno costi di gestione insostenibili se si pretende di usarle per erogare servizi a banda larga;
  2. la scelta naturale per le NGN è quindi la fibra;
  3. gli investimenti sulle reti in fibra saranno accompagnati dalla dismissione delle reti in rame;
  4. per avere tempi di ritorno ragionevoli (2 anni) gli operatori investiranno nella migrazione da rame a fibra nelle aree più densamente popolate;
  5. nelle regioni a fallimento di mercato, dove si deciderà di non investire (almeno in prima battuta) nelle NGN, non solo non verranno potenziate le reti e i servizi, ma c’e’ il rischio concreto che vengano dismesse anche le reti in rame, riducendo le attuali opportunità di connessione.

In questo scenario, il titolo del post non si riferisce ad un digital divide di seconda generazione dovuto alla mancanza di investimenti nelle NGN, ma ad una recrudescenza di digital divide di prima generazione indotta dall’opportunità di investire (altrove) in NGN.

NGN panel at BBF-09

Un’ultima nota poco rilevante: mentre si parlava di reti di nuova generazione ci sono stati dei problemi alla rete… elettrica. La foto coglie l’imbarazzo del panel NGN durante il black out. La luce che illumina la scena è quella del sole attraverso il soffitto (opportunamente vetrato) della fiera di Roma.

Invito - La rivoluzione della TV in rete

Lunedì, 14 Settembre 2009

internetTVlogo

Quale sarà il ruolo di Internet nella TV di domani? La televisione potrà avere un ruolo nella diffusione di Internet? La possibilità di creare network televisivi via Internet apre scenari interessanti e complessi e propone sfide tecnologiche avvincenti.

Questi temi verranno discussi a Urbino il 22 settembre, nel corso di un incontro di approfondimento tecnico-scientifico organizzato dal Corso di Laurea di Informatica Applicata in collaborazione con Streamit.it.

Io introdurrò l’argomento mettendone in luce problematiche e potenzialità, e sarò affiancato da un gruppo di giovani collaboratori che nel corso dell’estate hanno lavorato ad un prototipo di box multimediale open source e che saranno a disposizione dei partecipanti per approfondire tutti gli aspetti tecnici e implementativi del progetto. All’incontro parteciperà inoltre Gianni Armetta, di New Deal Production, per presentare le soluzioni tecniche e i modelli di business adottati da Streamit.it, uno dei principali network televisivi via Internet.

Come di consueto l’incontro sarà un’occasione di confronto e approfodimento. Vi sarò grato se vorrete partecipare e contribuire con le vostre idee e le vostre competenze. La partecipazione è gratuita e libera. Per ragioni organizzative siete semplicemente pregati di manifestare il vostro interesse inviando una mail con nome e cognome a infocdl@sti.uniurb.it, specificando [InternetTV] come oggetto.

Chi è iscritto o sta per iscriversi al corso di laurea di Informatica Applicata avrà l’opportunità di conseguire crediti formativi universitari (CFU) e di concorrere all’asegnazione dei premi offerti da New Deal Production: un MacBokPro, un I-Phone Apple 3G, un Acer Notebook Aspire One D250.

Riferimenti:

Urbino non solo wireless

Lunedì, 7 Settembre 2009

aquiloni a urbino

Vi propongo un’immagine insolita di Urbino scattata ieri pomeriggio nel corso della tradizionale Festa dell’Aquilone, che ogni anno vede confrontarsi le contrade di Urbino nel lancio di aquiloni di canne e carta. Guardando il groviglio di fili che quasi nascondeva il profilo della città mia figlia mi ha detto “altro che wireless campus”. Da qui l’idea di fotografarlo e pubblicarlo sul blog.

aquiloni a urbino

NEUTRAL 2009 - La neutralità al convegno di Cannes su Evolving Internet

Venerdì, 28 Agosto 2009

Si è concluso ieri INTERNET 2009, il convegno di Cannes dedicato all’evoluzione di Internet, nel quale ha trovato spazio una sessione dedicata alle reti di accesso neutrali (NEUTRAL 2009), di cui avevo dato notizia su questo blog all’epoca della pubblicazione del call for papers.

Il tema della neutralità delle reti di accesso è stato trattato da diversi punti di vista. Dal punto di vista applicativo, con un contributo intitolato “Technology Integration for the Services Offered by the Public Administrations“, dal punto di vista tecnico, con due contributi intitolati “QoS-Aware Net Neutrality” e “Neutral Access Network Implementation Based on Linux Policy Routing“, dal punto di vista modellistico, con un contributo intitolato “Wireless Open Access Networks: State-of-the-Art and Technological Opportunities“, e dal punto di vista legale, con un contributo intitolato “Network Neutrality Principle as a Regulatory Tool: Implications for Crime Prevention and Criminal Law Enforcement“.

Il principio di neutralità e i modelli economici sono stati inoltre al centro del dibattito moderato da Eugen Borcoci in una panel session intitolata “Future Internet: Challenges, Perspectives, and Beyond“.

Riferimenti:

  • Chiara Taddia, Stefania Nanni, and Gianluca Mazzini, “Technology Integration for the Services Offered by the Public Administrations”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Jerzy Domżał, Robert Wójcik, and Andrzej Jajszczyk, “QoS-Aware Net Neutrality”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Gabriele Marra, “Network Neutrality Principle as a Regulatory Tool: Implications for Crime Prevention and Criminal Law Enforcement”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Andrea Seraghiti and Alessandro Bogliolo, “Neutral Access Network Implementation Based on Linux Policy Routing”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.
  • Jaume Barcelo, Jorge Infante, and Miquel Oliver, “Wireless Open Access Networks: State-of-the-Art and Technological Opportunities”, in Proceedings of INTERNET-2009, 2009.

Roch Guerin: Servono reti di nuova generazione?

Giovedì, 2 Luglio 2009

Servono davvero reti di nuova generazione? La risposta non è ovvia e non è unanime, ma è interessante che a porsi la domanda sia stato Roch Guerin (professore di comunicazioni alla University of Pennsylvania e Fellow ACM e IEEE) nella relazione di apertura del convegno Next Generation Internet Networks (NGI-09, Aveiro, Portogallo), il cui titolo sembrerebbe sottointendere una risposta affermativa.

aveiro

La relazione ha offerto spunti interessanti e vicini a quanto discusso a Urbino in giugno, e poichè la presentazione non è ancora stata pubblicata in web ne riassumo il contenuto, che parte da tre premesse apparentemente ovvie:

  1. prima di introdurre una nuova tecnologia/rete occorre assicurarsi che serva e …
  2. che venga adottata dagli utenti;
  3. quando la nuova tecnologia/rete c’è occorre utilizzarla.

Espandendo il primo punto (necessità del cambiamento) Guerin ha analizzato i potenziali limiti di Internet:

  • Best effort non è il supporto ideale per tutte le applicazioni… ma le molte ingegnose soluzioni che sono state sviluppate per garantire QoS non vengono quasi mai applicate;
  • una rete globale a controllo distribuito pone problemi di sicurezza… ma gli attacchi crescono molto meno velocemente del traffico;
  • il traffico cresce esponenzialmente… ma il fattore di crescita si riduce, la rete non è prossima alla saturazione e in ogni caso all’aumento del traffico in una rete dovrebbe corrispondere un aumento delle risorse disponibili per potenziarla;
  • gli indirizzi (IPv4) sono limitati… ma la soluzione al problema (IPv6) è stata standardizzata da 15 anni e ancora non si è affermata.

Espandendo il secondo punto (successo di una nuova tecnologia nei confronti di una esistente) ha trattato il problema della migrazione prendendo proprio IPv6 come esempio:

  • IPv6 affronta un problema effettivo, ma malgrado questo la sua penetrazione a 15 anni dalla standardizzazione è di circa lo 0.2% e la sua crescita è più lenta di quella delle reti IPv4;
  • l’esternalità è un fattore determinante;
  • un semplice modello dinamico mostra che il processo di adozione di una nuova tecnologia (o di una nuova rete) ha due attrattori (successo o fallimento) verso cui convergono tutte le traiettorie in base alle condizioni iniziali. I due bacini di attrazione sono contigui e pertanto a condizioni iniziali molto simili possono corrispondere esiti opposti, rendendo molto difficile una previsione attendibile;
  • nessuna nuova tecnologia/rete potrà avere successo senza gateway verso Internet;
  • la presenza di gateway è necessaria alla diffusione di nuove tecnologie, ma può anche favorire la permanenza di quelle dominanti.

Sull’ultimo punto (utilizzo delle reti) ha detto che:

  • l’utilizzo delle reti merita almeno tanta attenzione quanto la loro costruzione;
  • la disponibilità di contenuti/applicazioni è fondamentale per l’affermazione di nuove reti;
  • sviluppando applicazioni caratterizzate da forte esternalità occorre adottare strategie di seeding (distribuzione sottocosto per creare massa critica) per evitare il problema dell’uovo e la gallina.

NeutralAccess09 - grazie a tutti

Domenica, 14 Giugno 2009

A convegno concluso ringrazio tutti sinceramente.

Ringrazio il Dipartimento per le Comunicazioni per l’attenzione che ha riservato all’evento.

Ringrazio Gianluca Mazzini e Giovanni Cancellieri per l’ottimo lavoro che hanno svolto moderando le sessioni tecniche.

Ringrazio gli autorevoli relatori che ho invitato a parlare, per aver accettato l’invito e per aver contribuito in modo determinante alla qualità dell’evento.

Ringrazio i relatori che hanno proposto contributi, per aver colto appieno il tema e lo spirito del convegno e per aver rispettato rigorosamente i tempi stretti delle presentazioni.

Ringrazio tutti quelli che sono stati al gioco del matchmaking, per aver saputo cogliere al tempo stesso lo spirito ludico dell’esperimento e l’utilità pratica del risultato.

Ringrazio tutti i presenti, per aver sacrificato alle reti di accesso neutrali uno splendido fine settimana di giugno.

Ringrazio i tecnici della Soprintendenza, per l’allestimento della sala e per le riprese video.

Ringrazio la caffetteria del Palazzo Ducale, per l’ottimo servizio e per la flessibilità con cui si sono adattati alle nostre mutevoli esigenze.

Ringrazio per l’organizzazione e per il supporto tecnico i miei più stretti collaboratori: Erika e Andrea, sui quali sapevo di poter contare come sempre, e Sara, sulla quale ho scoperto con piacere di poter contare.

NeutralAccess09 - secondo giorno

Domenica, 14 Giugno 2009

La giornata è stata lunghissima. In realtà lo è stata meno di ieri, ma è stata più faticosa perchè non ci sono stati eventi conviviali o giochi sperimentali a spezzare il ritmo. Il compito difficilissimo di moderare e gestire questa giornata è toccato a Giovanni Cancellieri, che ringrazio per la competenza, l’esperienza e il rigore con cui ha condotto le sessioni.

fotoL’apertura è stata dedicata al piano telematico regionale delle Marche. Marialaura Maggiulli ha fatto il punto sullo stato di avanzamento. Cinzia evangelisti ha presentato i risultati di un censimento puntuale sulla disponibilità di banda da cui si evince (come era evidente ma mai quantificato così rigorosamente, benchè sottolineato anche dal rapporto Caio) che il digital divide è ben di più del 5% e si trova anche in comuni nominalmente raggiunti dalla banda larga. Adriano Gattoni ha presentato la gara unica per la copertura wireless delle quattro province marchigiane. Dario Denni e Paolo di Francesco, in rappresentanza di AIIP e Assoprovider, hanno presentato il proprio punto di vista sul piano per la banda larga.

fotoDopo un coffee break di 10 minuti i lavori sono ripresi con una sessione dedicata alle soluzioni tecnologiche per le reti d’accesso presentate da Altran, Townet, Aria, NB factory, Essentia e Cisco. Ad ogni relatore è stato concesso un quarto d’ora, non un minuto di più.

Un breve pranzo a buffet e si è ripreso con un’ultima sessione dedicata a modelli gestionali, casi di studio e applicazioni non convenzionali delle reti di accesso. Si è parlato di reti pubbliche e di identità federate (Lepida), di browser TV (New Deal Production), di reti wireless per i turisti (Broadband Beach), di domotica (Luca Romanelli), di modelli di copertura del territorio (Milliway), di VoIP e reti di emergenza (Arscomm) e di uso appropriato delle frequenze (Teleinform).

fotoAl momento della presentazione di Gianni Armetta (New Deal Production) abbiamo deciso di provare a proiettare in sala un video ad alta definizione ricevuto in tempo reale da Streamit su un portatile collegato ad un qualunque hotspot pubblico della rete Urbino Wireless Campus (al quale per altro la sala del convegno era collegata con un bridge e un ulteriore rilancio WiFi). Ha funzionato!

Nei prossimi giorni pubblichero’ le presentazioni e le registrazioni video. Ad ogni presentazione sarà associato un post in modo che, mandando commenti, possiate continuare a fare domande ai relatori e contribuire al dibattito sulle reti di accesso. Come lo scorso anno chiedero’ ai relatori la disponibilità a rispondere sul blog alle vostre domande.

Non mi resta che ringraziare tutti, ma lo faccio con un nuovo post.

NeutralAccess09 - primo giorno

Sabato, 13 Giugno 2009

Si è da poco conclusa la prima giornata del convegno e il mio personale bilancio è molto positivo per la qualità e l’originalità dei contributi, per la generosità dei relatori, per i toni informali, per la vivacità del dibattito, per la partecipazione del pubblico, per la giornata di sole, per il successo dell’esperimento di matchmaking e per il piacere di parlare di cose interessanti con persone amiche nella cornice del palazzo ducale di Urbino in una splendida giornata di sole.

fotoGianluca Mazzini è stato un ottimo moderatore-facilitatore del dibattito. Roberto Sambuco ha mandato un messaggio sulla neutralità della rete con il quale abbiamo aperto il convegno. Mario Frullone, Giancarlo Ferraiuolo e Salvatore Lombardo hanno delineato lo stato della rete in Italia e commentato gli scenari di sviluppo alla luce del recentissimo piano del governo. Massimo Morgantini ha parlato delle iniziative del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie orientate a stimolare le università a fare da precursori dello sviluppo tecnologico nell’ambito delle reti e dei servizi di rete. Maurizio Pierlorenzi ha parlato delle violazioni dei sistemi informatici e dei compiti della Polizia Postale.

fotoNel pomeriggio il dibattito su neutralità ed esternalità positiva ha cercato di dare risposte alle seguenti domande, stimolate dalle realzioni della mattina, da una mia presentazione sulle reti di accesso neutrali e dalle riflessioni di Fabio Giglietto (sociologo esperto di reti sociali) e di Gabriele Marra (professore di diritto penale).

  1. La neutralità innesca esternalità positive a livello delle reti di accesso?
  2. L’esternalità positiva può contribuire a risolvere situazioni di digital divide infrastrutturale e culturale?
  3. Conviene fare reti sovradimensionate (best effort) o sottodimensionate (con traffic shaping/access tiering/…)?
  4. Alle infrastrutture di rete si applica la legge di mercato?
  5. Quali violazioni al principio di neutralità possono essere ammesse?
  6. Le reti di accesso neutrali valorizzano la dimensione locale della rete?
  7. Fino a che punto gli operatori devono collaborare alla prevenzione del crimine?

fotoLa sessione di matchmaking ha funzionato perfettamente, grazie alla puntualità e la disponibilità con cui i partecipanti si sono prestati all’esperimento.

La giornata si è conclusa come previsto con la visita alla mostra Raffaello e Urbino e con la cena al Palazzo Ducale (ben gestita dal servizio di catering della caffetteria del palazzo).

fotofoto

Domani si ricomincia alle 10 e il ritmo sarà ancora più serrato.