Archivi per la categoria ‘business’

Chi ha i denti (reti) non ha il pane (dati)

venerdì, 4 novembre 2011

freeway

I vecchi detti si applicano anche alle nuove tecnologie. Nel 2010 avevamo usato la metafora dell’uovo e della gallina per dibattere il rapporto tra infrastrutture e applicazioni nello sviluppo della rete. Oggi la mr etafora dei denti e del pane è ispirata ad un breve commento di Craig Settles sulla “Gigabit challenge”.

Mentre in tutto il mondo si cercano modi per finanziare le infrastrutture a banda larga di nuova generazione, continuano ad essere indetti concorsi che premiano con compensi a 8 cifre le migliori idee su come sfruttarle.

Chi volesse provare ad aggiundicarsi i $200.000 messi in palio al Gigabit Challenge per idee su come usare la rete in fibra a 1 Gigabit di Kansas City, ha tempo fino al 18 novembre. Chi invece volesse concorrere per i $400.000 del Gig Prize di Chattanooga può mandare una pre-adesione in attesa che inizi la gara.

Il valore dello SPAM

lunedì, 19 settembre 2011

Money from spam

Quanto si guadagna con lo spam? La risposta viene da un nutrito gruppo di ricercatori di Berkeley, San Diego e Budapest che da tempo conduce studi empirici sul valore generato dallo spam. In un lavoro pubblicato nel 2009 e ripreso da Wired in marzo 2011 il gruppo ha presentato i risultati quantitativi ottenuti infiltrandosi in una rete di bot che generava spam per pubblicizzare prodotti farmaceutici. L’articolo di Wired riassume i risultati medi nella seguente equazione:

G = E x M x D x F x V x B x P

G e’ il guadagno giornaliero, E e’ il numero di e-mail spedite ogni giorno da ogni bot (1.7 milioni), M e’ il numero di punti di rilancio (550), D e’ la percentuale di mail consegnate (23.8%), F e’ lapercentuale di mail che superano i filtri antispam (che dipende dal server), V e’ la percentuale di utenti che seguono il link e visitano il sito (0.0127%), B e’ la percentuale di visitatori che decido di comprare qualcosa (0.266%), P e’ il prezzo medio ($100).

Con questi dati si ottiene G = $ 7,517 x F che significa un guadagno di piu’ di 7,000 Dollari al giorno se i filtri antispam non bloccano lo spam, o di 700 Dollari al giorno se solo il 10% dei messaggi di spam supera i filtri.

In un lavoro piu’ recente, pubblicato in maggio 2011, gli autori seguono le cosiddette “click trajectories” per ricostruire la catena del valore dello spam, che comprende SMTP proxy aperti, name server, web server, bulletproof host, sistemi di pagamento online, sistemi di consegna anonimi.

Riferimenti:

Equation: How Much Money Do Spammers Rake In?

Neutralità e tariffe dati: il caso dell’Olanda

martedì, 9 agosto 2011

Look at you now!

Il 27 giugno scorso il Parlamento olandese ha approvato emendamenti al Codice delle comunicazioni che di fatto rappresentano il primo provvedimento europeo in difesa della neutralità della rete.

Il pacchetto sulla net freedom era stato proposto per evitare che l’operatore mobile dominante (KPN) bloccasse servizi e protocolli (WhatsApp, Skype, VoIP) che minacciavano il mercato dei servizi mobili tradizionali (SMS, voce).

In risposta al provvedimento, il 19 luglio KPN ha annunciato un sensibile aumento delle tariffe per il traffico dati e gli altri operatori mobili (Vodafone, T-Mobile) hanno seguito l’esempio.

Trattandosi di uno dei primi casi al mondo, viene osservato con interesse chiedendosi se la reazione degli operatori ai provvedimenti sulla neutralità ne rappresenti una naturale conseguenza a medio termine, o se si tratti invece di una reazione a caldo destinata a smorzarsi dopo un breve periodo di transitorio.

Se si verificasse la prima ipotesi, vorrebbe dire che gli operatori non sono in grado di adottare nuovi modelli di business e possono solo aggiustare i prezzi per mantenere i profitti.

Se si verificasse la seconda ipotesi, ci sarebbero due possibili spiegazioni: la volontà degli operatori di dimostrare che i provvedimenti sono stati controproducenti per gli utenti, il tentativo di trarre massimo profitto dai vecchi modelli di business prima di decidersi a cambiarli.

Johnaton Gordon, in un post del 20 luglio sul blog di MobileTrends, spiega il fenomeno con una metafora tratta da una scena del film “Scarface”, quella in cui Al Pacino, rivolgendosi ad un gangster che ha appena ucciso, dice: “Look at you now!“. La metafora serve a Gordon per dire tre cose: 1) la reazione degli operatori è stata provocata, 2) la situazione si è ritorta contro chi l’ha provocata, 3) gli operatori, come Al Pacino, sono risentiti perchè la provocazione li ha resi più cattivi di quanto non fossero per natura.

Personalmente ritengo che il testo dei provvedimenti olandesi realizzi un buon compromesso tra la neutralità dell’accesso ad Internet e la libertà degli operatori di offrire servizi ad alto valore aggiunto sulle proprie infrastrutture.

  • L’ Art. 7.4a, comma 1, afferma che i “fornitori di servizi di accesso ad Internet” non possono bloccare o rallentare applicazioni e servizi in Internet, se non per minimizzare l’effetto della congestione, preservare l’integrità e la sicurezza, limitare lo spam, o applicare disposizioni di legge.
  • L’Art. 7.4a, comma 3, afferma che i “fornitori di servizi di accesso ad Internet” non possono rendere le tariffe dell’accesso ad Internet dipendenti dai servizi e dalla applicazioni offerte o effettivamente utilizzate.

La memoria esplicativa che accompagna la proposta contiene annotazioni di rilievo:

  1. il termine “Internet” è riferito alla rete globale di nodi con indirizzi IP assegnati dall’Internet Assigned Numbers Authority;
  2. il provvedimento non intende impedire agli operatori di riservare banda per servizi IP offerti sulle proprie reti, quali l’IPTV;
  3. il provvedimento non intende impedire agli operatori di offrire abbonamenti separati a chiamate mobili VoIP. Anche se questo servizio è fornito via Internet, non rientra tra i servizi di accesso ad Internet. Nel caso di un abbonamento solo VoIP, l’operatore può bloccare il traffico che non è VoIP;
  4. il provvedimento consente agli operatori di applicare tariffe diverse per diversi livelli di banda, ma non consente loro di applicare tariffe diverse per servizi di accesso ad Internet con o senza VoIP;
  5. in caso di congestione di traffico, gli operatori possono dare maggiore priorità al traffico degli abbonamenti Internet a banda più larga.

Mi sembra che ci siano ampi margini per fare di meglio che aumentare le tariffe del traffico dati. Ritengo quindi che l’aumento di tariffe debba essere considerato piu’ come una grossolana reazione a caldo che come un effetto delle disposizioni sulla net neutrality.

Credo invece che l’imposizione di regole sulla neutralità dell’accesso ad Internet acceleri sensibilmente il processo di cambiamento dei modelli di business degli operatori, che di fatto è reso inevitabile dalla convergenza su reti IP.

Vi invito ad esprimere la vostra opinione su questo blog o su LinkedIn (http://lnkd.in/9PapiE).

Riferimenti:

Over over-the-top: FIEG vs Google

mercoledì, 26 gennaio 2011

Se da un lato gli i fornitori di connettivita’ presentano il conto a Google, dall’altro i fornitori di contenuti rivendicano i loro diritti. A farlo sono in particolare gli editori di giornali, rappresentati dalla Federazione Italiana Editori Giornali, che si sono rivolti all’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM, comunemente detta Antitrust).

La questione e’ semplice: mentre i motori di ricerca fanno gli interessi dei produttori di contenuti, l’aggregazione di notizie rischia di danneggiarli (in assenza di accordi adeguati e trasparenti) perche’ la maggior parte degli utenti si accontenta di leggere il lancio sull’aggregatore senza approfondire la notizia sul sito originale.

Il 17 gennaio AGCM ha accolto gli impegni di Google a concedere agli editori maggiore controllo sui propri contenuti rilanciati da Google News, e maggiore consapevolezza dei ricavi che derivano dalla distribuzione. Questo e’ quanto si legge sul sito della stessa AGCM:

Chiusa l’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante: Google consentirà agli editori di rimuovere o selezionare i contenuti presenti su Google News Italia, renderà note agli editori le quote di ripartizione dei ricavi che determinano la remunerazione degli spazi pubblicitari, rimuoverà il divieto di rilevazione dei click da parte delle imprese che veicolano pubblicità con la sua piattaforma. Governo e Parlamento tutelino diversamente il diritto d’autore in tutti i settori.

L’effetto di questa azione, partita dall’italia, potrebbe avere rilevanza internazionale.

Riferimenti:

NAN: a ciascuno il suo ruolo

venerdì, 21 gennaio 2011

Riprendo il ragionamento sui rapporti tra operatori e fornitori di servizi al quale avevo dedicato un breve commento il mese scorso dopo le richieste avanzata dagli operatori ai service providers. Da allora si sono intensificate le spinte al cambiamento e la FCC è intervenuta nel dibattito sulla neutralità.

Separazione tra rete e servizi

Per tornare sull’argomento riporto la didascalia all’illustrazione di Stefano Tartarotti pubblicata ieri a pagina 19 di Nova24 come spalla all’articolo di Alessandro Longo intitolato “L’infrastruttura divisa dai servizi” (la copia dell’illustrazione mi è stata fornita dall’autore):

A ciascuno il suo
Ruoli separati. Parola d’ordine, la separazione dei ruoli (tra operatori-gestori di rete e fornitori di servizi, tra i quali anche lo stesso accesso internet). Per assicurare, a un tempo, sviluppo e neutralità della rete. Un’idea che si sta facendo strada tra esperti e operatori.

La didascalia offre un’estrema sintesi del contenuto dell’articolo, che a sua sintetizza efficacemente le idee che avevo condiviso con Alessandro Longo via e-mail.

Come un liofilizzato a contatto con l’acqua, la didascalia si espande su questo blog e restituisce tutto il messaggio originale, al quale aggiungo solo uno schema da usare come riferimento. Nello schema le frecce nere rappresentano i flussi di dati, quelle rosse le relazioni economiche(eventuali)  tra utenti e fornitori di servizi, quelle blu le relazioni economiche tra fornitori di servizi e di banda e gestore dell’infrastruttura di accesso e backhauling .

Da: Alessandro Bogliolo
Inviato: sabato 11 dicembre 2010 10:09
Oggetto: strategie di operatori e fornitori di servizi

Con i modelli di business attuali (integrazione verticale e tariffe piatte) le infrastrutture di rete sono sottodimensionate e per gli operatori rappresentano più un costo che un asset. Gli operatori sono disincentivati a promuovere servizi a banda larga, gli utenti che fanno un uso intensivo della rete non hanno garanzie di servizio, gli utenti che non la usano molto pagano anche per quelli che la usano di più, le persone meno motivate restano semplicemente fuori.

Il modello di rete neutrale (NAN) prevede il disaccoppiamento strategico tra infrastruttura e servizi, e strategie commerciali orientate ai servizi. L’infrastruttura di accesso e backhauling è gestita da operatori che ne permettono l’uso a fornitori di servizi e di banda Internet. Gli utenti si connettono all’infrastruttura di accesso prima di sottoscrivere un contratto per la fornitura di banda Internet. Tralasciamo per ora il problema di chi provveda alla fornitura e all’installazione degli apparati eventualmente necessari all’utente per il local loop (anche questo è previsto nel modello, ma discuterne adesso ci porterebbe fuori strada).

A questo punto gli utenti hanno accesso ai servizi, che possono essere venduti da fornitori diversi secondo modelli commerciali diversi. La banda Internet è uno dei servizi, che può ancora essere venduto a tariffa piatta, a consumo, o a tempo. Ma esistono anche servizi che possono essere acquistati senza bisogno di aver sottoscritto un contratto per fornitura di banda Internet. In ogni caso i costi dell’infrastruttura di accesso e backhauling sono coperti dai fornitori di servizi, che hanno rapporti commerciali con l’operatore neutrale che la gestisce. Nota che questo non impone ad un service provider di avere rapporti commerciali con gli operatori, perchè può continuare ad offrire i suoi servizi nella big Internet a chi ha già acquistato banda da un ISP. In questo caso infatti l’operatore che gestisce l’infrastruttura è già retribuito dall’ISP attraverso il quale l’utente esce in Internet. Viceversa, un fornitore di servizi deve avere rapporti commerciali con l’operatore se vuole che i suoi servizi siano accessibili anche agli utenti che non hanno sottoscritto contratti con alcun ISP.

Immaginiamo qualche scenario.

NAN business model

A) Un utente (u1) si collega all’infrastruttura locale (chiamiamola NAN) e acquista banda Internet da un ISP che opera sulla NAN. Una volta in Internet accede ad un servizio (SP1) che non ha alcun rapporto commerciale con l’operatore (gestore della NAN). In questo caso il rapporto tra facebook e l’utente è analogo a quello attuale, mentre l’utente ha rapporti commerciali diretti con l’ISP che paga l’operatore per operare sulla NAN.

B) Un utente (u2) si collega alla NAN senza acquistare banda Internet e usa solo un servizio locale (informazioni turistiche, IPTV, e-government, …) erogato da SP2 all’interno della NAN. Il traffico generato è solo locale. L’utente ha rapporti solo con l’SP, che eroga il servizio secondo le proprie strategie commerciali o sociali, includendo tra i costi l’ospitalità e il trasporto offerti dalla NAN. In questo caso l’SP ha rapporti commerciali con l’operatore.

C) Un utente (u3)  si collega alla NAN senza acquistare banda Internet e accede ad un servizio Internet reso disponibile agli utenti collegati alla NAN attraverso accordi commerciali tra il SP (SP3) e il gestore della NAN. In questo caso l’utente ha rapporti commerciali solo con l’SP, che paga al gestore della NAN il servizio di trasporto e il traffico Internet generato dall’utente.

La neutralità è preservata nella misura in cui il gestore della NAN applica condizioni analoghe a tutti i fornitori di servizi e garantise un trattamento neutrale del traffico tra gli utenti e i fornitori di servizi.

E’ facile dimostrare che in un simile modello le attuali strategie commerciali possono ancora essere applicate, ma in compenso si possono sperimentare anche quelle auspicate dagli operatori, e si possono soddisfare anche le esigenze puntuali di utenti che non sono propensi a stipulare contratti (aumentando la penetrazione di mercato delle reti e dei servizi).

Se a questo aggiungi il supporto al multicast di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, le prospettive sono ancora più ampie e in linea con il dibattito in corso.

A.

Your video files on the cloud

lunedì, 10 gennaio 2011

Google docs MP4 cloud

Con questo fumetto Google annuncia il nuovo servizio di “video on the cloud” a chiunque acceda a Google docs.

New! Watch your videos anywhere
loading a video to Google Docs is simple,
and once it’s in the cloud you can watch it
from anywhere.
Just click on the file and start watching.

Tra i consigli che si trovano nella breve pagina di approfondimento c’e’ quello di caricare i video alla massima risoluzione possibile (1920 X 1080).

Le nubi continuano ad addensarsi sulle connessioni a tariffa piatta…

Riferimenti: