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Per la Commissione Europea è ora di pronunciarsi sulla Net Neutrality

lunedì, 25 giugno 2012

Bruxelles, Sala Fellini dell’Hotel Marivaux, SESERV workshop, Mercoledi’ 20 giugno.

Vesa Terava (Responsabile dell’Unità B2, DG INFSO, della Commissione Europea), parlando delle prospettive della regolamentazione europea sulla Net Neutrality, ha detto che ci sono 3 motivi per i quali la Commissione Europea ritiene che sia giunto il momento di pronunciarsi in materia:

1) i dati del BEREC, secondo i quali il 20% degli utenti di Internet mobile in Europa subiscono restrizioni discriminatorie (http://erg.eu.int/doc/whatsnew/pr29052012.pdf);

2) il rischio di frammentazione e confusione causato dalle iniziative autonome (ritenute premature) di alcuni stati membri  (http://lnkd.in/hPcCYD);

3) l’esigenza di certezza normativa manifestata dagli investitori.

Fino ad ora la Commissione riteneva che la NN fosse sufficientemente tutelata dall’ultima revisione del quadro normativo sulle Comunicazioni Elettroniche, che copre già gli aspetti principali:
- scelta (art. 8 of FD),
- trasparenza (art. 20 and art. 21 of USD),
- QoS (art. 22(3) of USD),
- cambio di operatore (art. 30 USD),
- privacy (art. 5 of ePrivacy Directive).

Ora la Commissione ha in cantiere nuove linee guida su trasparenza, traffic management, switching, e uso responsabile degli strumenti di traffic management.

Riferimenti:

NeutralAccess12 – Atti – Quante corsie nel futuro della rete?

martedì, 19 giugno 2012

Si è svolta ieri a Roma la quinta edizione di NeutralAccess. I dati e i punti di vista presentati dai relatori hanno composto un quadro articolato e organico che ha offerto visioni insolitamente chiare dello stato della rete e delle prospettive dell’Agenda Digitale Europea per il 2020.

In attesa degli atti e delle registrazioni degli interventi (in corso di pubblicazione), ecco alcuni dei temi che sono stati trattati:

  • Paolo Talone (Fondazione Ugo Bordoni), Condivisione del backhauling, spread tra banda e servizi, gap tra domanda e offerta su reti UBB;
  • Salvatore Lombardo (Infratel Italia), Modelli di intervento (public DBO,  Joint Venture, private DBO), penetrazione BB su rete fissa (50% di DSL invenduto);
  • Paolo Alagia (AGCOM), Intervento policy maker mirato a risolvere bottlenecks, degrado best effort, combinazione di potere di mercato & integrazione verticale;
  • Giovanni Battista Amendola (Telecom Italia), Tradeoff tra take-up commerciale e copertura UBB 100mbps, Studio Analysys Mason, Obiettivi agenda digitale 2020 raggiungibili con azioni correttive;
  • Lisa Di Feliciantonio (Fastweb), NN senza conflitti inconciliabili in Italia/EU, Prioritizzazione traffico time-sensitive, Diversificazione dell’offerta, Trasparenza e monitoraggio affidati a soggetti di garanzia;
  • Irene Pivetti (Associazione Italiana IPTV e LTBF onlus), Contenuti ludici come strumento di marketing, Mancanza di offerte per segmenti inconsueti (professionale, sociale) e zone marginali (microcomuni) con grandi esigenze/potenziali, Appello alla neutralità di azione;
  • Paolo Nuti (AIIP), Rete fissa ed esperienza mobile, Redditività rete fissa e centralità del pricing, Neutralità dei servizi (condizioni non discriminatorie);
  • Paolo Di Francesco (AssoProvider), ISP in prima linea verso i clienti, Apertura a spinte dal basso, Mancanza di roadmap verso IPv6 (neutralità del NAT), Ridistribuzione di risorse scarse.

Gli spunti offerti dalle relazioni sono stati ripresi nel dibattito pomeridiano, introdotto da Alessandro Bogliolo (Università di Urbino e NeuNet) e moderato da Gianluca Mazzini (Università di Ferrara e Lepida spa). Partendo dalle diverse esigenze che le reti IP sono chiamate a conciliare (Accesso neutrale ad Internet, Uso ottimale di risorse scarse, Convergenza tecnologica, Opportunità di business e remunerazione degli investimenti) i partecipanti si sono confrontati su tre domande principali:

  1. Quante corsie nel futuro della rete? (Gestite/remunerate come e da chi? Con quali regole? Con quale mercato? Con quali metriche per il pricing?)
  2. E’ possibile/utile sperimentare modelli nuovi su vecchie reti? (Come diversificare l’offerta? Come incentivare la domanda?)
  3. Quanto è alto il rischio di digital divide di nuova generazione?

Gli atti e le registrazioni degli interventi sono in corso di pubblicazione all’indirizzo: http://blog.neutralaccess.net/NA12/atti.html

E se in rete si pagassero solo i pacchetti persi?

martedì, 31 gennaio 2012

Il dibattito sulla neutralità della rete ruota in buona misura attorno al problema di riallineare costi e ricavi e alla decisione di chi debba sostenere i costi del traffico. Ma prima di tutto occorre una metrica adeguata per quantificare i costi marginali del traffico generato da ogni utente.

Il volume complessivo dei pacchetti trasmessi e ricevuti, benchè semplice da definire e da misurare, non sembra essere adeguato poichè non tiene conto delle condizioni al contorno, che fanno la differenza. Lo stesso traffico che ha un costo di gestione trascurabile quando la rete è scarica, ha un costo elevato per il gestore (in termini di costi operativi, di disservizi e di dimensionamento della rete) negli orari di punta.

Il costo marginale di ogni utente dipende quindi dal suo contributo alla congestione della rete. Ma se in un determinato momento un utente contribuisce alla saturazione della banda disponibile, i nodi congestionati causano un aumento della percentuale di pacchetti persi che colpisce anche il traffico dell’utente in questione. Trattandosi di una perdita percentuale, il numero di pacchetti persi sarà tanto maggiore quanto maggiore è il contributo al traffico. Ne consegue che il numero di pacchetti persi da un utente offre una buona stima del suo contributo alla congestione della rete e, in ultima analisi, del costo marginale del suo traffico.

E’ proprio questo che afferma Bob Briscoe, keynote speaker al workshop SESERV di Atene.

Il risultato sembra paradossale, ma il ragionamento è convincente: se la metrica venisse effettivamente adottata e se le tariffe venissero allineate ai costi, allora gli utenti non pagherebbero per il traffico che viene loro consegnato, ma per i pacchetti che vengono persi! Tecnicamente la metrica potrebbe sfruttare la consapevolezza dei pacchetti persi propria del protocollo TCP.

Riferimenti:

openBOXware – 11.11.11.11 – resoconto

martedì, 15 novembre 2011

OBW-11-11-11-11

Sul sito di NeuNet è stato pubblicato un resoconto dettagliato, con tanto di foto e appunti, degli esperimenti condotti in pubblico l’11 novembre scorso sul prototipo di openBOXware.

Gli esperimenti dimostrano la possibilità di sfruttare la convergenza tecnologica e funzionale tra smartphone e smartTV a vantaggio della semplicità di utilizzo e dell’inclusione digitale.

Con openBOXware, uno smartphone Android collegato ad un televisore trasforma qualunque contenuto digitale online in un canale televisivo accessibile tramite un normale telecomando.

OpenBOXware sarà presto disponibile nel market di Android. Nel frattempo, chi volesse diventare alpha-tester di openBOXware può scrivere a info@neunet.it.

Riferimenti:

NeutralAccess11 – atti e ringraziamenti

domenica, 12 giugno 2011

Sono disponibili online gli atti del convegno che si è appena concluso. I video delle presentazioni saranno linkati appena disponibili.

Ringrazio di cuore tutti gli ospiti che hanno accettato generosamente di arricchire il convegno con la propria esperienza, con la propria competenza e con il proprio punto di vista. E’ stato un piacere ascoltare le loro relazioni e un privilegio poter discutere con loro di neutralità della rete e di catena del valore di Internet.

Ringrazio Gianluca Mazzini e Giovanni Cancellieri per aver animato il convegno con equilibrio, competenza e vivacità.

Ringrazio Sara per il supporto logistico.

Ringrazio tutti i partecipanti per la curiosità, l’attenzione e l’interesse che hanno dimostrato.

Alessandro

NeutralAccess11 – messaggio di apertura di Roberto Sambuco

venerdì, 10 giugno 2011

Riporto il testo del messaggio che ho ricevuto questa mattina dal Dott. Roberto Sambuco, capo del Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’apertura del convegno.

Sono felice di aprire ogni anno questo convegno. Ormai è un rito: ogni anno a distanza. Anche se non riesco a intervenire personalmente le tecnologie di comunicazione ci permettono di essere sempre in contatto e di mantenere vivo il dibattito. La neutralità della rete è, anno dopo anno, un tema sempre più importante, uscendo dalle sedi istituzionali e dalle aule universitarie per entrare nella bocca di tutti.

Occasioni come questa sono fondamentali per condividere le posizioni degli stakeholders e fare cultura sul tema. Come ogni anno ci tengo a raccontarvi brevemente le posizioni sin qui maturate del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico in tema di neutralità della rete.

Come saprete, la Commissione europea, nello scorso mese di aprile, ha pubblicato una Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, intitolata: “Apertura e neutralità della rete internet in Europa”.

Una Comunicazione che ribadisce l’impegno della Commissione sul tema in questione sottolineando la necessità di una riflessione sull’applicazione pratica delle norme già previste dal nuovo quadro regolamentare per le comunicazioni elettroniche: in particolare su trasparenza e qualità minima dei servizi offerti e sulle procedure di risoluzione dei contratti, prima di prendere provvedimenti specifici e adottare nuovi orientamenti comunitari.

Una riflessione che l’Italia condivide e a cui è necessario fare alcune premesse:

Sappiamo bene che in Italia e in tutto il mondo si verificano dei casi concreti di non neutralità della rete per ottimizzare lo sfruttamento della banda, il cosiddetto “network management”, ad esempio: il blocco del traffico per il servizio voice over IP su rete mobile, o l’ impiego di filtri a discapito dello scambio di dati peer to peer.

E sappiamo anche che il rischio di saturazione della rete legittima le scelte da parte degli operatori, che vorrebbero gestire anche contrattualmente la capacità di banda richiesta dai soggetti che sulla rete erogano i propri servizi commerciali, di significativo valore economico. D’altro canto è contro la natura della rete internet condizionare il business dei content e service providers.

Il collo di bottiglia, come vi ho sempre ribadito, è la capacità della banda. La soluzione deve essere ricercata nelle reti di nuova generazione, ovvero in reti a banda ultralarga. Senza la capacità adeguata a garantire una rete di qualità in grado di sostenere qualità nella navigazione sarà difficile trovare una mediazione tra i sostenitori e gli oppositori del principio di neutralità.

Se è vero che le limitazioni imposte alla rete dipendono esclusivamente dalla necessità di evitarne il collasso, per eccessiva domanda di traffico, queste perdono di significato allorché si possa migrare a reti di capacità molto più consistente.

Rispondendo alla recente consultazione pubblica, l’Italia ha fatto appello a due principi cardine:

  1. l’oggettività nella valutazione del rischio di saturazione della rete in base a criteri di effettiva necessità di limitazione/discriminazione del traffico
  2. la trasparenza nelle pratiche non neutrali da parte degli operatori

Quest’ultimo è un principio che ci sta sempre più stretto, ma è l’unico per ora percorribile ed è in linea con il nuovo pacchetto regolamentare TLC che l’Italia si appresta a recepire.

L’obbligo di trasparenza è una soluzione che favorisce la concorrenza. Gli utenti dovranno essere adeguatamente informati della possibilità di limitazione, sia preventivamente, in relazione a tale rischio nel momento della sottoscrizione del contratto con l’operatore, sia tempestivamente, quando la pratica sta per essere messa in atto. In tal modo essi potranno valutare le azioni dell’operatore come un elemento di qualità globale del servizio offerto e scegliere, ad esempio, quello che garantisca loro priorità per talune tipologie di traffico, a discapito di altre (per esempio traffico “conversazionale” piuttosto che “peer to peer”).

In particolare, dobbiamo valutare in sede europea criteri tecnici univoci, oggettivi e trasparenti, che consentano di valutare l’opportunità o meno di pratiche di gestione non neutrali.

L’acuirsi del dibattito sulla neutralità della rete dimostra l’importanza strategica di reti di nuova generazione, legittimando così anche gli investimenti richiesti, particolarmente onerosi, nonché il sostegno pubblico laddove tali infrastrutture sembrano non giustificarsi sulla base dei ritorni economici generati.

Gli Stati membri, in linea con la Strategia EU2020, hanno il dovere di incentivare il mercato a realizzare le infrastrutture capaci di ospitare reti neutrali, aperte e ad alta capacità, sviluppando cosi un mercato concorrenziale e aperto. Questo è lo spirito del progetto che il Governo italiano sta portando avanti, insieme a tutti gli operatori tlc e in coordinamento con gli enti locali: realizzare insieme un’infrastruttura per reti che non abbiano alcun bisogno di essere limitate.

Roberto Sambuco

NeutralAccess11 – Vinton Cerf apre il convegno di Urbino

venerdì, 10 giugno 2011

A sorpresa il convegno di Urbino sulla neutralità della rete è stato aperto dall’inventore dei protocolli che da trent’anni regolano il funzionamento di Internet.

Vinton Cerf, oggi vice-president e chief Internet evangelist in Google, negli anni 70 ha sviluppato i protocolli TCP/IP insieme a Robert Kahn e da allora è sempre stato protagonista del dibattito sulla neutralità della rete.

Il convegno di Urbino si è appena aperto e tra oggi e domani sarà teatro di autorevoli interventi e di un vivace dibattito sul tema della net neutrality, divenuto di stringente attualità.

Gestione avanzata di flussi multimediali (2)

lunedì, 27 dicembre 2010

Il 21 dicembre si e’ svolto a Urbino un incontro di aggiornamento sulla gestione avanzata di flussi multimediali organizzato dal Corso di Laurea in Informatica Applicata e da NeuNet. Anche questa volta si è trattato di un esperimento condotto in pubblico dagli sviluppatori di openBOXware, la piattaforma open source per la gestione di flussi multimediali.

lorenz e saverio lorenz e saverio

In poco più di un’ora Lorenz e Saverio sono riusciti a programmare e ad illustrare ai partecipanti tutti i plugin per openBOXware necessari a dimostrare la fattibilità di innovative modalità di distribuzione di contenuti multimediali.

openBOXware-Flows-slides

Per capire il senso del’incontro potete dare un’occhiata alle slides proiettate nel corso della presentazione. La prima parte illustra sinteticamente l’architettura di openBOXware, la seconda parte discute i problemi di banda che affliggono le reti di accesso e le conseguenti esigenze di gestione dei flussi multimediali, la terza parte mostra la struttura della demo ed enumera i plugin di cui è stata data dimostrazione pratica.

Chi avesse già assistito a precedenti incontri su openBOXware o a presentazioni sul multicast wireless e sulle reti di accesso neutrali può risparmiarsi le prime due parti e passare direttamente alla terza, a cui è dedicato il resto di questo post.

L’esperimento

Lo schema dell’esperimento è illustrato di seguito. I blocchi azzurri rappresentano 5 computer sui quali è installato openBOXware. Tutti i computer appartengono alla stessa rete locale. I riquadri gialli rappresentano i plugin per openBOXware che consentono alle 5 istanze di scambiarsi flussi multimediali di diversa natura, rappresentanti dalle frecce. Le frecce nere rappresentano collegamenti unicast, mentre quelli rossi collegamenti multicast. Le frecce più spesse rappresentano flussi a banda larga (superiore a 1Mbps).

openBOXware-Flows

Hop 1:
Sulla macchina A gira un’istanza di openBOXware che implementa un server HTTP [1] che rende disponibile un filmato in un container Mp4 (video H.264 e audio AAC). Sulla macchina B openBOXware riceve il filmato attraverso un  media source HTTP [2] che si comporta da client.

Hop 2:
Sulla macchina B il flusso ricevuto dal media source HTTP è ridiretto da openBOXware senza transcodifica su un media target TCP [3] che si comporta da client mandando lo stream alla macchina C in modalità push. La macchina C riceve lo stream attraverso un media source TCP [4] configurato come server.

Hop 3:
L’istanzie di openBOXware che gira sulla macchina C rilancia il video H.264 in un container RTP in modalità multicast su UDP attraverso l’apposito plugin RTP media target [5]. Il descrittore SDP è reso disponibile dal server HTTP [1] che gira sulla macchina A. Sulla macchina E gira un media source SDP [6] che recupera il descrittore dal server HTTP e si collega al gruppo multicast a cui invia il flusso il media target RTP.

La macchina E emula il comportamento di un utente non autorizzato a ricevere il video. Per questo il flusso generato dalla macchina C è corrotto in modo da non poter essere fruito senza ulteriori informazioni trasmesse in unicast direttamente dalla macchina A ai soli utenti registrati. Nel nostro esempio il flusso multicast non contiene la traccia audio.

La macchina D rappresenta un utente registrato presso il server [1] e autorizzato a ricevere il video.  Il plugin per openBOXware che gira sulla macchina D non è un semplice media source, ma un’applicazione [7] che include un media source SDP per la ricezione di video in multicast, una custom pipeline UDP per la ricezione in unicast del flusso audio generato dal server [1] in modalità push a seguito della prima richiesta del video, e un widget srt per la riproduzione dei sottotitoli scaricati in unicast http dallo stesso server [1].

Scenari

L’esperimento condotto in laboratorio è esemplificativo della possibilità di implementare meccanismi evoluti per la distribuzione di flussi multimediali lavorando ad un livello di astrazione che massimizza la produttività e la portabilità del codice, e utilizzando la stessa piattaforma software in tutti gli elementi della catena. Nel caso specifico, la macchina A rappresenta un generico server disponibile in rete, la macchina B rappresenta un proxy, la macchina C rappresenta un gateway unicast-multicast, la macchina D rappresenta un client autorizzato alla fruizione di un contenuto on demand, la macchina E rappresenta un client non autorizzato. L’esempio mostra come sia possibile:

  • sfruttare il multicast per ottimizzare l’occupazione di banda sul penultimo miglio consentendo a più utenti (autorizzati) di ricevere lo stesso flusso,
  • implementare tecniche di protezione che consentano di limitare la fruizione dei contenuti ai soli utenti registrati,
  • personalizzare/localizzare l’audio e/o i sottotitoli attraverso flussi unicast sincronizzati al flusso video multicast,
  • rendere trasparente all’utente il rilancio locale in multicast attraverso descrittori SDP.

openBOXware-Xmas

IDEM e Wi-Fi

domenica, 5 dicembre 2010

IDEM è il nome dell’infrastruttura di autorizzazione e autenticazione federata della rete GARR. Il 2 e 3 dicembre il MIUR ha ospitato il secondo IDEM day, nell’ambito del quale si è parlato di aunteticazione federata per l’accesso ad Internet. Io sono stato invitato a riparlare delle linee guida del tavolo tecnico Università Digitale, e ne ho approfittato per aggiornare le riflessioni sulla liberalizzazione del Wi-Fi alla luce della complessa situazione politica.

Se siete interessati, ecco le slide, ma in estrema sintesi è sempre meno probabile che cambi davvero qualcosa da qui alla fine dell’anno.

openBOXware crash course

lunedì, 22 novembre 2010

Lisbon

Il 21 novembre a Lisbona non c’erano solo Barack Obama e gli altri della Nato. C’eravamo anche Lorenz, Saverio ed io a presentare openBOXware all’apertura di ComputationWorld-2010.

openBOXware: a bandwidth-aware open-source platform to bring television channels over IP networks

lorenz

Oltre alle slides e alle dispense preparate per il crash course vi consiglio il Lisbon Lounge Hostel, il luogo centralissimo e accogliente dove mi piace stare quando sono a Lisbona.

llh