Archivio di luglio 2011

Net Neutrality & Future Internet Forum

venerdì, 29 luglio 2011

NA-FI-forumHo aperto ieri un nuovo gruppo su LinkedIn per allargare il dibattito sulle declinazioni del principio di neutralita’ e sul ruolo che avra’ nel futuro della rete.  Vi invito a seguirlo, a contribuire e a coinvolgere tutti quelli che pensate possano essere interessati al dibattito e portare punti di vista, competenze e interessi diversi.

Lo spirito del gruppo di discussione e’ quello con cui Neelie Kroes ha lanciato la consultazione pubblica europea sulla net neutrality:

Mi sono impegnata a mantenere la rete internet aperta e neutrale. I consumatori devono poter accedere ai contenuti che desiderano, mentre i fornitori di contenuti e gli operatori dovrebbero beneficiare di incentivi adeguati a favore dell’innovazione. La gestione del traffico e la neutralità della rete, però, sono questioni molto complesse e non do per scontato che un approccio debba prevalere sull’altro. Tutti i contributi, da qualunque parte provengano, saranno utili per esaminare tutti gli aspetti con attenzione ed estrema obiettività, per ottenere il giusto equilibrio tra i vari interessi in gioco e per individuare gli interventi eventualmente necessari

Monitorare i consumi serve ma non rende

domenica, 24 luglio 2011

powermeter

Essere consapevoli dei propri consumi induce al risparmio. Informazioni accessibili e tempestive sul consumo energetico sono indispensabili a comprendere e toccare con mano il legame causa-effetto tra comportamenti e consumi e a guidare gli utenti verso comportamenti virtuosi.

Su queste considerazioni (supportate da studi che mostrano che la semplice disponibilità di informazioni può ridurre i consumi del 15%) si basano direttive sulla trasparenza dei consumi e delle bollette, iniziative sociali, servizi offerti da aziende energetiche e, dal 2009, servizi online offerti gratuitamente da colossi come Google (PowerMeter) e Microsoft (Hohm).

Malgrado le premesse e i consensi ottenuti da PowerMeter e Hohm, sia Google che Microsoft hanno annunciato la dismissione dei servizi, e lo hanno fatto contemporaneamente alla fine di giugno per lo stesso motivo: scarsa adesione.

E’ probabile che a frenare gli utenti siano state le preoccupazioni per la privacy. Ipotesi avvalorata dall’annuncio contestuale della dismissione di Google Health.

Riferimenti:

Il (basso?) valore del tempo in rete

sabato, 23 luglio 2011

Dal 2010 in America il volume di affari della pubblicità online supera quello della pubblicità sui giornali, ma i numeri restano confrontabili (26 miliardi di dollari online contro 23 miliardi sui giornali nel 2010) a dispetto della rivoluzione digitale.  Internet assorbe il 15% dei profitti della pubblicità in un paese in cui la popolazione passa su Internet il 31% del tempo dedicato ai media. Ne deriva che il tempo degli utenti vale meno su Internet che sui media tradizionali. Questo fenomeno è stato quantificato da Chris Anderson, di TED, incrociando dati di varia natura. Il risultato è che un’ora di attenzione di un utente vale 1 dollaro su carta stampata, un quarto di dollaro davanti alla TV, e 10 centesimi online.

Bob Garfield propone una spiegazione in un bell’articolo divulgativo su IEEE Spectrum di giugno, nel quale, tra l’altro, mette a confronto il potenziale di Facebook e di Google e individua come elementi chiave di successo il dominio della ricerca da terminale mobile, l’e-mail e il denaro elettronico.

Riporto in sintesi le riflessioni di Garfield sui limiti della pubblicità online:

1. I contenuti illimitati della rete rendono illimitati i luoghi dove si puo’ inserire pubblicità, riducendo il prezzo;

2. Gli utenti online sono attivi e non ammettono che si tolga loro il controllo per mostrare inserzioni pubblicitarie (la pubblicità online è sempre percepita come spam);

3. La pubblicità mirata è vista come una forma di violazione della privacy, anche quando è fatta rispettando la privacy.

Sono questi, secondo Garfield, i tre fattori principali che riducono il ritorno economico della pubblicità online, malgrado l’efficacia di strumenti come i motori di ricerca, il social targeting, e i video preroll.

Riferimenti: