Tabula rasa

C’e’ chi sta facendo tabula rasa per reinventare Internet da zero, senza condizionamenti derivati piu’ o meno consciamente dall’esperienza d’uso quotidiana e dai principi di funzionamento noti.

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A farlo sono diversi gruppi di ricerca internazionali e interdisciplinari, tra i quali che partecipano in Europa al “Future Internet Assembly” (FIA) e quelli che si sono costituiti presso l’universita’ che piu’ di ogni altra ha influenzato l’evoluzione tecnologica degli ultimi 25 anni: la Stanford University.

Il progetto di Stanford si chiama “Clean Slate” (“tabula rasa”, per l’appunto) e si prefigge lo scopo di superare i limiti architetturali di Internet (con particolare riferimento a sicurezza e mobilita’), incorporare tecnologie emergenti come le reti di sensori, abilitare lo sviluppo di nuove classi di servizi, offrire supporto all’innovazione e allo sviluppo economico.

Il progetto Clean Slate comprende attivita’ di ricerca a medio e lungo termine intraprese fin dal 2006 allo scopo di creare modelli di rete orientati ai flussi (“Flow level models for the Internet“), creare piattaforme hardware aperte e programmabili (“The NetFPGA Platform“), creare una rete mobile aperta (“POMI 2020“), offrire supporto alla sperimentazione di protocolli di rete (“OpenFlow“).

L’approccio Clean Slate e’ anche alla base dell’iniziativa europea, che dal 2008 si occupa, tra gli altri temi, di cloud computing e di Internet of things.

Riferimenti:


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