Google e la neutralità della rete
Quando si parla di neutralità della rete si cita Google per almeno due motivi: il primo è che il funzionamento e il successo di Google si devono alla neutralità di Internet e sono usati come esempi virtuosi, il secondo è che Google si è schierato da tempo in sua difesa. Da qualche giorno si è aggiunto un terzo (contraddittorio) motivo: Google ha lanciato l’iniziativa OpenEdge, che sembra violare il principio di neutralità!
Il caso è scoppiato la settimana scorsa con un articolo del Wall Street Journal, ma già in luglio Google aveva lanciato in Kenia l’iniziativa Google Global Cache, con finalità e soluzioni simili. Di cosa si tratta? Di prendere accordi con i provider per piazzare all’interno delle loro reti server che accelerino l’accesso ai servizi di Google mediante servizi di caching dedicato.
L’iniziativa si basa sul concetto di edge caching (vecchio più o meno quanto Google) che in diverse forme è adottato da provider e fornitori di servizi per ridurre i tempi di risposta dei server web, per bilanciare il carico e il traffico e per ridurre i costi del traffico internazionale.
Richard Whitt ha immediatamente precisato sul blog ufficiale di Google che OpenEdge non viola in alcun modo i principi di neutralità, così come riportati e sottoscritti da Google stesso, ma serve solo a decongestionare la rete e migliorare il servizio. C’è comunque chi lamenta l’assenza di documentazione tecnica, che non consente di affermare in modo definitivo la neutralità di OpenEdge.
Ritengo tuttavia che la novità dell’iniziativa di Google stia soprattutto negli accordi con i provider, che ha indotto il sospetto che i rapporti economici tra fornitori di accesso e fornitori di servizi possano degenerare in forme di discriminazione del traffico che vanno oltre la naturale accelerazione offerta dal caching.
Certo è che il caching, di per sè, non viola la neutralità della rete. E a mio avviso non costituisce una violazione di neutralità neppure la collocazione di server all’interno delle reti dei provider, fintanto che questa opportunità è offerta al mercato in modo aperto e trasparente, i servizi di caching sono sviluppati nel rispetto della separazione tra applicazioni e trasporto, e gli utenti sono informati della differenza tra l’accesso ad Internet e gli altri servizi offerti dal provider (edge caching compreso). In altre parole, molto dipende dai provider.
Dal mio punto di vista trovo il dibattito molto interessante, perchè è incentrato sulla neutralità delle reti di accesso, sui modi di tutelarla e sulle molte opportunità che offre, che sono i temi di questo blog.
Riferimenti:
- Hash, “Google Kenya and the Google Global Cache“, July 4, 2008.
- V. Kumar and C. Rhoads, “Google Wants Its Own Fast track on the Web“, The Wall Street Journal, December 15, 2008.
- Richard Whitt, “Net neutrality and the benefits of caching“, December 15, 2008.
- D. Isenberg, What If I Were Wrong About Edge-Caching?, CircleID, December 16, 2008.
- B. Ballou, “Could Edge-Caching Violate Net Neutrality?“, The Future of the Internet, Decembre 18, 2008.
- Google, “A Guide to Net Neutrality for Google Users“, last accessed December 22, 2008.
- W. Berry, “Using Edge Caching To Speed Site Performance“. Computer Technology Review, 2001.
- L. Ramaswamy et al., “Cache Clouds: Cooperative Caching of Dynamic Documents in Edge Networks”, in Proceedings of Distributed Computing Systems, 2005.
10 gennaio 2009 alle 12:49
Quello del caching di google e quindi della accelerazione nella fruizione dei suoi servizi credo che sia ormai un qualcosa che ci saremmo dovuti aspettare.
Google ha gia’ vinto: quanti di noi hanno gia’ un collega che lavora in maniera superficiale e che tutti apostrofano come “quello che fa il copia-incolla del codice da google”, a quanti di voi e’ capita di rivolgersi ad un amico con dotato di internet dicendo “me lo gugoli per favore?” e cosi’ via.
Google non e’ “un” motore di ricerca ma “il” motore di ricerca. In quanti uffici la home page dei browser e’ settata per policy su google (e alle volte non e’ nemmeno possibile modificare tale selezione)?
Google ha capito una cosa che Microsoft stenta ancora a capire: piu’ servizi gratis offri meglio e’. Con Microsoft paghi tutto, con Google ti puoi riempire di tanti gadgettini simpatici (StreetView, etc…) che davvero fanno tendenza e tutto senza pagare una lira… oltre la connessione Internet ovvio!!! Quindi e’ chiaro che ormai gli ISP cerchino strategie ed alleanze per avvicinarsi a Google che sembra riempire le loro tasche di cash.
La cosa e’ ancora piu’ chiara se si pensa agli strumenti Office on line che Google offre: posso comprarmi uno di quei pc portatili da pochi Euro e senza bisogno di installare nulla posso editare documenti utilizzando un servizio gratis!
29 gennaio 2009 alle 18:05
[...] ci fossero stati dubbi sull’interesse di Google a difendere la neutralita’ della rete, la notizia lanciata [...]