Archivio di luglio 2008

NeutralAccess08 – relazione di Dario Denni – AIIP

venerdì, 25 luglio 2008

Dario Denni, segretario generale dell’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), tiene una relazione intitolata ” Il tempo delle scelte: una tattica per vincere la sfida tecnologica“. Come al solito vi invito a scaricare le slides, a guardare la presentazione (in due parti) e a scrivere eventuali commenti.

NeutralAccess08 – relazione di Laura Rovizzi – Open Gate Italia

mercoledì, 23 luglio 2008

Laura Rovizzi, partner Open Gate Italia, parla di “Reti di nuova generazione e regolamentazione della parità di accesso“. Il suo intervento è riportato di seguito suddiviso in tre parti. Anche Laura è disponibile a rispondere online ai vostri eventuali commenti.

NeutralAccess08 – relazione di Joy Marino – AIIP

lunedì, 21 luglio 2008

Joy Marino, vicepresidente dell’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), parla di reti di accesso di nuova generazione con una relazione dal titolo “Si puo’ fare“. Da questa pagina potete scaricare le slides in formato pdf, vedere il video della presentazione (in due parti, qui sotto) e inviare commenti ai quali Joy è disponibile a rispondere.

Astrazione e incapsulamento: la rete a strati

lunedì, 14 luglio 2008

Il modello di riferimento delle architetture di rete è il modello ISO/OSI. OSI sta per Open Systems Interconnection, ed è il modello standard, mentre ISO sta per International Ogranization for Standardization, ed è l’organizzazione che lo ha emanato. Il modello è stato formalizzato nell’83, come esito dei lavori di un comitato istituito nel 1977, ed è a tutt’oggi un riferimento prezioso, benchè ad esso non siano direttamente ispirate le reti che comunemente utilizziamo, Internet compresa.

Il maggior merito del modello ISO/OSI è quello di aver introdotto alcuni concetti fondamentali dell’architettura delle reti legati alla stratificazione dei servizi. Il modello identifica 7 strati (o livelli) che nascondono il mezzo fisico che mette in comunicazione due computer (host). Ogni livello svolge determinate funzioni e offre servizi al livello superiore, creando un canale virtuale sempre più astratto e affidabile. Il componente (hardware o software) che implementa un determinato livello comunica con il componente di livello omologo dell’altro host (detto peer) utilizzando un protocollo comune e avvalendosi del canale virtuale di livello inferiore, di cui conosce solo l’interfaccia.

Modello ISO OSI

Il modello specifica i servizi svolti da ogni livello e la loro interfaccia, ma non specifica i protocolli che i peer devono utilizzare per comunicare tra loro, nè il modo in cui i protocolli devono essere implementati sugli host.

Come funziona il modello a strati?

I dati da trasmettere sono una sequenza di bit che l’utente affida ad un’applicazione di rete (web browser, mailer, ftp, …) che implementa un protocollo di livello “applicazione” per gestire la comunicazione. Lo strato applicazione incapsula i dati in un pachetto a cui aggiunge l’indirizzo di destinazione e dei bit di controllo (specifici del protocollo di livello applicazione) che verranno inetrpretati dal suo strato omologo (peer) sul computer di destinazione. Il pacchetto cosi’ formato è passato allo strato inferiore, che lo incapsula a sua volta in un pacchetto a cui aggiunge bit di controllo propri del suo protocollo (detti header se aggiunti in testa, tail se aggiunti in coda) e destinati al suo omologo.

In pratica è come se ogni strato inserisse il messaggio in una busta via via più grande, con la finestrella trasparente per mostrare l’indirizzo, o con l’indirizzo trascritto sopra. Sulla busta srive informazioni di controllo utili alla gestione della comunicazione e indipendenti dal contenuto e la passa allo strato inferiore, che si comporta allo stesso modo. Arrivati al livello più basso la busta viene finalmente inoltrata e recapitata al destinatario specificato nell’indirizzo (eventualmente passando attarverso nodi di smistamento intermedi, router). Sul computer di destinazione la busta attraversa gli strati dal basso verso l’alto. Ogni strato legge le informazioni di controllo scritte sulla busta e si comporta di conseguenza, quindi apre la busta e consegna il contenuto (una busta più piccola) allo strato superiore. L’ultimo strato consegna i dati all’utente. Questa descrizione è semplicistica, ma per le considerazioni che seguono puo’ bastare.

Quali sono i punti di forza del modello?

1. La stratificazione dei servizi di rete (ogni livello gestisce uno specifico aspetto della comunicazione)

2. L’astrazione (ad ogni livello sono nascosti tutti i dettagli implementativi di livello inferiore, fino ad arrivare al livello più alto, “applicazione”, dove il canale è completamente astratto)

3. La standardizzazione dell’interfaccia tra i livelli (se si rispettano gli standard all’interfaccia l’implementazione di ogni livello può essere modificata in modo indipendente dagli altri)

4. L’indipendenza dai protocolli tra peer (il modello OSI è un’architettura di riferimento indipendente dai protocolli, che non sono altro che accordi tra i peer necessari per implementare i servizi di rete di un determinato strato)

5. L’incapsulamento dei dati (tutto ciò che uno strato prende in consegna dai livelli superiori è detto payload e viene gestito a scatola chiusa)

Queste caratteristiche, oltre ad essere essenziali per lo sviluppo di una rete globale e delle applicazioni che ci girano sopra, hanno molto a che fare con il principio di neutralità.

Riferimenti:

  • In rete si trova anche l’articolo del 1980 con cui Hubber Zimmermann ha presentato i risultati prodotti dal gruppo di lavoro OSI sotto la sua direzione.

Liberi di darsi delle regole

mercoledì, 9 luglio 2008

Internet è il frutto di circoli virtuosi che, appoggiandosi a solidi presupposti tecnologici, si sono innescati spontaneamente e autoalimentati. La rete è un sistema straordinariamente complesso e incredibilmente poco regolamentato. Delle regole si può fare a meno (fatta eccezione per i protocolli e per qualche norma elementare di comportamento) finchè l’interesse individuale e l’interesse collettivo spingono nella stessa direzione. Proprio la natura di fenomeno di massa ha reso Internet refrattaria ai cambiamenti dall’alto e neutrale rispetto agli interessi dei singoli.

Ora (da qualche anno, a dire il vero) ci si comincia a chiedere se Internet sia ancora robusta, se sia ancora in grado di svilupparsi senza regole, se gli interessi dei singoli siano ancora implicitamente tutelati dalla massa, se riesca ancora a generare gli anticorpi di cui ha bisogno per preservare le proprie peculiarità. O se invece Internet sia un patrimonio fragile che ha bisogno di essere tutelato. Quel che è certo è che si tratta di un patrimonio prezioso che merita quanto meno un dibattito su come preservarlo e su come valorizzarlo.
E il dibattito c’è, si volge prevalentemente in web ed è aperto e globale come la rete che intende tutelare.

In seno alle Nazioni Unite il terreno di confronto è l’Internet Governance Forum, istituito dal World Summit on the Information Society (WSIS) del 2005 con il mandato di instaurare un dialogo aperto (open) e inclusivo (inclusive) tra tutti i soggetti interessati (multi stakeholder). Le modalità operative sono simili a quelle che in rete preparano il terreno ai protocolli e agli standard attraverso le “cosiddette richieste di commenti” (RFC): si istituiscono gruppi tematici dinamici (dynamic coalition) che si confrontano online in preparazione di meeting annuali (il prossimo, il terzo, si svolgerà in dicembre in India). Tra i gruppi di discussione più vicini al tema di questo blog vi segnalo:

Gli ultimi due gruppi discutono i principi e i diritti che in rete meritano di essere tutelati. Oltre all’approccio aperto e condiviso, c’è un altro aspetto di questo processo che a mio avviso merita attenzione: l’importanza di affermare diritti e principi universali, ancor prima di chiedersi come tutelarli. E’ questo lo spirito della Carta dei diritti della rete, di iniziativa italiana. Imporre il rispetto di regole in un contesto globale e virtuale come la rete è infatti un problema tecnico e giuridico di non facile soluzione, ma questa difficoltà non deve impedire di affermare principi e scrivere regole che, se davvero condivise, potrebbero trovare in rete gli strumenti per essere spontaneamente applicate.

A questi temi è stato dedicato ampio spazio, copertina compresa, sul penultimo numero di Nòva24.

NeutralAccess08 – relazione di Antonio Colella – CNIPA

martedì, 8 luglio 2008

Antonio Colella, del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA), parla del “Sistema pubblico di connettiità (SPC): i consuntivi del primo periodo di attività“.


Anche Antonio Colella ha acconsentito alla pubblicazione delle slides e del video del la sua presentazione (in due parti qui sopra).
Grazie!